Un romanzo spietato che quasi non si preoccupa del lettore. Un racconto mordace che lascia lo spazio a qualche risata (amara) e che sorprende per la sua cruda verità. «Adesso la gente è in giro, si muove in tutte le direzioni esce da TodoLatino e da AsiaEuropa con sacchetti di carta che gocciolano colori, i cinesi tengono aperto quattordici ore su ventiquattro 365 giorni su 365. Ti affacci sulla via Padova, io la chiamo fiume Padova a corrente umana continua e passeggi in un prato di fiori parlanti, profumi e piante carnivore. C’è da fare su questo asfalto in movimento, anche il nulla. Chiacchierare ridere discutere camminare in su e in giù entrare e uscire da case negozi e cortili. C’è vita qui. Che bel posto per un perdigiorno come me». "I diavoli di via Padova - Cronaca di un inferno annunciato" è l'ultimo libro di Matteo Speroni, edito da Cooper Storie, nelle librerie già da ieri. Via Padova a Milano è un quadrilatero di vie a un passo dal centro. Via Padova è un quartiere - laboratorio dove si sperimenta l’integrazione, ma più spesso l’intolleranza come nei recenti fatti di sangue costati la vita a un egiziano diciannovenne. Via Padova è un mosaico di umanità che parla lingue diverse: Ascera la cassiera, Marcone, Bel e Mel, Gjaul, l’Adri, Bach, Madou, Rott, Vanessa il trans. Mano alla mano con Tes, il protagonista di questo romanzo, un perdigiorno come tanti, senza lavoro e senza meta, impariamo a conoscere le storie degli abitanti di questo angolo di mondo a suo modo straordinario. Storie che si trascinano nei bar gestiti da cinesi e frequentati fin dal mattino da latinos e marocchini. Che entrano ed escono dagli empori degli indiani aperti fino a notte fonda. Che si spingono fino alle case fatiscenti dove vivono i pusher, i trans, i tossicodipendenti e i fantasmi dei clandestini. Storie spesso dure, fra disperazione e riscatto, fra sesso a pagamento e violenza, passioni, droga, azzardo e miseria. Matteo Speroni ci sbatte al centro di questo quartiere maledetto e tristemente noto senza lasciarci via di scampo e che ognuno si arrangi come può.
Matteo Speroni è nato a Milano nel 1965. È giornalista professionista e attualmente lavora per la cronaca di Milano al Corriere della Sera. Laureato in Filosofia, ha cominciato a occuparsi di giornalismo sociale alla fine degli anni Ottanta con inchieste su mafia, droga e immigrazione. Da vent’anni vive in via dei Transiti, all’angolo con via Padova.
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