I viaggi di lavoro riducono la produttività 

Monito alle aziende europee: tenete sotto controllo i viaggi o accettate l’inefficienza nella vostra organizzazione – sono questi i risultati del...

Monito alle aziende europee: tenete sotto controllo i viaggi o accettate l’inefficienza nella vostra organizzazione – sono questi i risultati del sondaggio condotto dalla nota società di ricerche Ipsos MORI su commissione di TANDBERG, azienda leader nella comunicazione visiva. L’inchiesta - che raccoglie i punti di vista di 1400 business men europei (Italia, Uk, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Paesi Bassi) che viaggiano per lavoro - rivela che il 55% pensa che parte dei viaggi di lavoro non sono necessari, anche se il 58% ammette che sono utili per socializzare. Secondo il 69% il principale vantaggio è quello di entrare in contatto con culture nuove. Queste statistiche però rappresentano un campanello d’allarme per le aziende che si considerano efficienti, in particolare perché il 19% degli intervistati italiani ha dichiarato che i viaggi di lavoro li rendono meno produttivi (circa 600.000 persone).

Fredrik Halvorsen, CEO di TANDBERG, dichiara “Le aziende devono decidere se la socializzazione e il contatto con culture diverse possono rappresentare un vantaggio sufficiente per giustificare l’impatto negativo dei viaggi sulla produttività. Viene fatto abbastanza per garantire il ritorno sull’investimento di ogni viaggio? Gli incontri potrebbero essere svolti in maniera diversa? E’ ora che le aziende prendano in considerazione nuove modalità di gestione e controllo”.

I danni tra l’altro non si fermano alle aziende. Il rispetto dell’ambiente e la corporate social responsability stanno diventando preoccupazioni fondamentali e le organizzazioni si rendono sempre più conto dei vantaggi che un atteggiamento ‘ecologico’ può avere sul business. Le imprese riconoscono la necessità di agire in maniera più etica e nel pieno rispetto dell’ambiente, in particolare per quanto riguarda la riduzione delle emissioni. E’ però ben documentato che i viaggi hanno un impatto negativo sull’ambiente, anche se pochi se ne curano. Il 50% degli italiani intervistati è consapevole dell’effetto negativo dei viaggi sull’ambiente, e il 13% ritiene che i propri viaggi contribuiscano a questa situazione, anche se solo il 9% sta cercando di fare qualcosa in proposito. L’inchiesta mostra chiaramente che è necessario rivedere le abitudini di viaggio se si vogliono soddisfare le aspettative dell’opinione pubblica.

“E’ allarmante che molti degli intervistati abbiano ammesso che i loro viaggi sono nocivi per l’ambiente, ma non fanno nulla per modificare i propri comportamenti. E’ ora di agire e riteniamo che oggi esistano tecnologie in grado di fare la differenza” commenta Halvorsen.

Alcune aziende in effetti si stanno muovendo. Vodafone ha implementato la videoconferenza TANDBERG in 50 siti in tutto il mondo e ritiene che l’utilizzo di questi sistemi possa ridurre il costo dei viaggi del 30% in tre anni e che l’investimento si ripagherà nel giro di 1 anno. Ma i vantaggi non sono solo finanziari. “La decisione di tenere degli incontri in video migliora la qualità di vita dei nostri dipendenti”, ha commentato Armin Hessler, Director IS Management. “La comunicazione visiva non sostituisce un incontro di persona, però è molto simile”.

Gli incontri video possono oggi essere una valida alternativa per molte aziende. La tecnologia permette ai dipendenti di tenere riunioni face-to-face senza perdite di tempo e costi associati ai viaggi, riducendo naturalmente anche le emissioni nocive all’ambiente. E il sondaggio conferma la disponibilità all’utilizzo del video: gli intervistati italiani che conoscono già la videoconferenza ritengono che il 33% dei loro incontri potrebbe essere svolto in video e il 41% è convinto che migliorerebbe la qualità della propria vita.

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