Il Grande Mare di Sabbia premia le piccole

Il Grande Mare di Sabbia premia le piccole

Una boucle tracciata non lontana dal confine libico, un infinito un oceno di dune e lo sfondo del lago di Siwa e delle montagne piatte che la circondano.

Una boucle tracciata non lontana dal confine libico, un infinito un oceno di dune e lo sfondo del lago di Siwa e delle montagne piatte che la circondano. Navigazione in totale fuoripista per 380 chilometri, una tappa che ha mantenuto le promesse e che ha un po’ rivoluzionato le gerarchie giornaliere della tappe precedenti. Otto piloti che arrivano assieme sul traguardo con la vittoria del giovane polacco Jakub Przygonski e il podio completato dalla TM di Luca Manca e dall’Aprilia di Alex Zanotti. Partito proprio dietro al suo compagno di squadra Frans Verhoeven, David Casteu aveva l’intenzione di tentare qualcosa. Inizialmente ha lasciato navigare l’olandese, poi ha preso le redini della corsa dopo il CP2 e dopo una caduta impressionante ma innocua di Verhoeven. Ha tentato « divagazioni » di percorso, scegliendo le traiettorie più difficili, ma invano. Questo lo ha oltretutto rallentato, tanto che il duo di testa è stato raggiunto da svariati piloti, che per il resto della tappa hanno viaggiato come un ordinato trenino, ritornando a Siwa in convoglio. Vittoria dunque per la giovane promessa polacca Przygonski, e giornata trionfale per le moto italiane, TM e Aprilia, debuttanti in Africa, entrambe sul podio. Oscar Polli è quarto davanti a Matteo Graziani, mentre soprende il sesto posto dell’aggressiva svedese Annie Seel. Paolo Ceci con l’altra Aprilia ha preceduto Casteu, Butuza e Sartori.

Al comando della generale c’è ancora Casteu con tre minuti di vantaggio su Verhoeven e 27 su Graziani, ma domani tra le partenze dei due ci saranno tre minuti e mezzo. Se l’olandese dovesse raggiungere Casteu potrebbe portarsi al comando della generale.

Nuova giornata senza problemi per Christian Lavieille e Jean Michel Polato tra le auto : per loro è la vittoria numero quattro su cinque tappe, ottenuta questa volta ai danni del Bowler di Patrick Sireyjol/Paul Vidal e dell’altra vettura inglese di Jerome Pelichet/Eugenie Decre. Quarto posto per il prototipo Toyota dell’Egiziano Abouyoussef, navigato dal tedesco Holzknecht. L’Isuzu D-max dei gemelli Aldo e Dario De Lorenzo è ancora il miglior equipaggio italiano al traguardo : settimi nonostante qualche insabbiamento di troppo. La loro tappa fa pari con quella del Mercedes Unimog di Matteo Paccani/Attilio Brevi/Luca Baschenis, ottavi al traguardo e ovviamente primi tra i camion. In classifica generale Lavieille comanda con due ore e mezzo su Sireyjol e tre ore su Pelichet. Se le cose rimarranno così, sarà una fotocopia del podio dello scorso anno.

Oggi penultima tappa del Pharaons 2008. Si ritorna a Baharija con 410 chilometri di prova speciale.

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