Con il Gran Premio di Germania, decimo appuntamento, il campionato entra nella seconda parte della stagione. Team e piloti sono pronti per una doppietta impegnativa: Sachsenring e Laguna Seca, prima della meritata pausa estiva. Sesto in classica con 87 punti, ad una lunghezza da Chis Vermeulen (5°), Marco Melandri è motivato a riscattare un inizio di stagione difficile. Continua intanto il recupero del compagno di squadra Toni Elias, costretto a dare forfait a seguito della frattura scomposta al femore sinistro riportata durante la caduta nel primo giorno di libere ad Assen. Dopo alcuni giorni di degenza presso l'ospedale Dexeus a Barcellona seguito dal Dottor Xavier Mir, Toni Elias sta continuando la terapia di riabilitazione a casa.
Il suo rientro sarà probabilmente in occasione del GP di Brno a metà agosto oppure a Misano il 2 settembre.
Per la prova tedesca Toni verrà sostituito con l'italiano Michel Fabrizio, mentre a Laguna Seca sarà l'americano Miguel Duhamel, un pilota di Honda Usa, a salire in sella della Rc212v del Team Honda Gresini.
MARCO MELANDRI: "Adesso andiamo a correre su due piste interessanti. La doppietta Germania - Stati Uniti sarà impegnativa. Il Sachsenring è un circuito particolare, mi piace perché è molto guidato. Su questa pista lenta e tortuosa, il setting della moto deve essere perfetto. Per quanto riguarda la guida è importante controllare bene il gas senza essere troppo aggressivi".
MICHEL FABRIZIO: "Sono motivato ed entusiasta di tornare in sella a una Honda MotoGP e spero proprio di fare un buon risultato. L'anno scorso infatti, proprio mentre sostituivo Toni a Donington, mi sono fatto male. Desidero ringraziare Fausto Gresini che mi offre nuovamente una grande opportunità. Ho corso una volta a Sachsenring nel 2004, questo mi può aiutare nella conoscenza della pista.
UNA LEZIONE DI SETTING: I tecnici del Team Gresini Honda ci spiegano come si passa da una pista medio veloce come quella di Assen ad una lenta e tortuosa quale quella del Sachsenring. "Ad Assen occorre una moto che giri bene nella parte lenta, ma che sia anche potente per il tratto veloce che si affronta con la manopola del gas aperta. Sachsenring invece è una pista dove non ci sono lunghi rettilinei e neanche curve veloci, l'unica medio veloce è infatti quella prima del rettifilo in discesa che si affronta in 4°, per il resto sono tutte curve da fare in 2° e 3° marcia" - spiega Antonio Jimenez, capo tecnico di Marco Melandri - "la ciclistica diventa importantissima e più che la potenza medio alta conta l'erogazione del motore che deve essere dolce ed elastica soprattutto a bassi giri. Anche il cambio è molto sollecitato perché il pilota resta molto tempo in 2° e 3° marcia ". "Occorre una moto che giri bene" - sottolinea Fabrizio Cecchini, capo tecnico di Toni Elias - "per quanto riguarda il setting, rispetto ad Assen, si sceglie un assetto più morbido sia di forcella sia di ammortizzatore".
L'incognita principale resta la temperatura, che in questa parte di Germania varia tantissimo. Le temperature dell'asfalto infatti possono andare da 22° a 45-50°. La scelta delle coperture diventa fondamentale, ma potrà essere fatta solo una volta che team e piloti saranno sul posto. La scelta degli pneumatici deve inoltre tenere conto anche di un altro fattore: a Sachsenring ci sono in prevalenza curva a sinistra (10 per l'esattezza), per cui il pilota resta tanto tempo sull'angolo perché le curve sono molto tonde.
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