Intervista esclusiva a Rose Metcalf, membro dell'equipaggio della Concordia

Intervista esclusiva a Rose Metcalf, membro dell'equipaggio della Concordia

Rose Metcalf è una ballerina inglese membro dell’equipaggio della Costa Concordia soccorsa tra gli ultimi da un elicottero la notte del terribile naufragio.

Rose Metcalf è una ballerina inglese membro dell’equipaggio della Costa Concordia soccorsa tra gli ultimi da un elicottero la notte del terribile naufragio. Nell’intervista realizzata a Dorset, città a sud dell’Inghilterra, in onda oggi a pomeriggio cinque la giovane ragazza racconta ciò che ha vissuto come membro dell’equipaggio nel momento in cui è avvenuto l’impatto: “L’urto è stato fortissimo, ero al bar. I piatti e i bicchieri cadevano dappertutto e poi il rumore tremendo, cresceva era chiaro che avevamo toccato il fondo e che la nave affondava. Eravamo troppo vicino alla costa, non l’avevo mai vista così -erano le 21.42-sono corsa in cabina, era già tutto buio, ho preso qualche vestito, la giacca della Costa Concordia e il salvagente.” Prosegue: “Al momento dell’urto io ero al bar Londra con il fotografo, i passeggeri e con il mio ragazzo. Domnica era sbarcata, non sapevo che era tornata a bordo. ALLA DOMANDA SE FOSSE MAI STATA IN PLANCIA CON IL COMANDANTE, ROSE NON VUOLE RISPONDERE. Poi continua a raccontare: “In caso di emergenza ognuno di noi aveva un compito preciso, io dovevo raccogliere i miei colleghi al punto 19 ma le liste erano sbagliate, non erano state aggiornate perché ogni giorno ci sono passeggeri e membri dell’equipaggio che sbarcano o si imbarcano. I passeggeri che si erano imbarcati a Civitavecchia avrebbero fatto l’esercitazione di emergenza il giorno dopo. Noi dell’equipaggio facevamo regolarmente le esercitazioni di emergenza, ma tra di noi ci dicevamo sempre che non avrebbero funzionato se la nave era piegata perché scialuppe e zattere non possono essere calate quando la nave è in quella situazione". Incessante spiega ogni suo movimento mentre aspettava i soccorsi: “Con l’orologio calcolavo di quanto si spostava la nave e di quanto saliva l’acqua. Aspettavamo i soccorsi e se proprio non fossero arrivati avrei aspettato che l’acqua salisse abbastanza per mettermi a nuotare. Alle 2.30 sono stata salvata dall’elicottero che prima aveva tirato su una coppia di filippini ma che poi ci ha messo più di un’ora a tornare. Non riusciva a vederci. Ho strappato una lampadina di emergenza e l’ho agitata insieme alla mia sciarpa, questo gesto è stato la mia salvezza.”

Conclude: “Da quando sono stata salvata non ho più visto nessun ufficiale e Schettino non lo voglio giudicare. E’ in corso l’inchiesta dell’autorità italiana. Io ho seguito le procedure e ho fatto del mio meglio. Tutto quello che avevo l’ho perso nella nave, ma ho perso molto di più. Ho perso il mio mondo, era fantastico, eravamo una grande famiglia. Spero di potermi imbarcare di nuovo il prima possibile.”

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