Un redattore indaffarato. Un semplice passante. Un passeggero della metropolitana infastidito da un bambino durante la lettura del giornale. Una foto su un giornale che mostra gli effetti di una dieta dimagrante. Un giocatore di bridge dalla mano insolita, 13 carte di Picche. Un reporter all’ingresso della Corte di Giustizia. Una fotografia di vecchi compagni di scuola. Il compagno di viaggio di Cary Grant su un autobus. Un uditore a un comizio. Un’insegna al neon riflessa sulla finestra di un appartamento. L’ombra di sé stesso. Semplicemente Alfred Hitchcock. Questi, solo alcuni dei rapidi e famosi cameo che il rivoluzionario regista del giallo, prima per vezzo e infine per gag, riservava al suo pubblico… E proprio al geniale, ironico, intelligente, avanguardista, filosofico “maestro del brivido”, Iris, il canale tematico Mediaset diretto da Miriam Pisani, dedica la maratona Un Capodanno da urlo. Sabato 31 dicembre 2011, dalle ore 11.30 sino a notte fonda, sono di scena, 8 film, accuratamente scelti tra i tanti capolavori del regista britannico. Hitchcock è caratterizzato da uno stile costante, seppur non tranquillizzante - nelle apparizioni, nelle scelte narrative, in quelle stilistiche, simboliche e psicologiche - tanto da aver generato un vero e proprio genere: quello hitchcockiano. Chi, meglio di lui, per tenere desta l’attenzione fino al fatidico scoccare della mezzanotte e oltre?
In prima serata è la volta del 53esimo ed ultimo film di Hitchcock, Complotto di famiglia (1976), tratto dal romanzo Rainbird Pattern di Victor Canning. Le vicende di due coppie - l'una di piccoli imbroglioni, l'altra di grandi criminali - sono i cardini di una trama fondata sulla soggettiva, sia essa della telecamera che dello spettatore. Non a caso, l’ultima inquadratura dell’opera è una strizzata d’occhio, rivolta direttamente allo spettatore.
In seconda serata, la proposta prosegue con la violenza animale de Gli uccelli (1963), seguita da La donna che visse due volte (1958). Tra gli altri capolavori della rassegna, Topaz (1969), una delle pochissime opere di Hitchcock che trascende il privato e narra fatti realmente accaduti a Cuba; il remake di L'uomo che sapeva troppo (1956); Intrigo internazionale (1959); Frenzy (1972), unico film del regista inglese che all'epoca fu vietato ai minori di 18 anni; il thriller psicologico Marnie (1964).
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