Jerzy Dudek: "A Instanbul non fu la mia mano a opporsi a Shevchenko ma quella di Papa Woytjla

Jerzy Dudek: "A Instanbul non fu la mia mano a opporsi a Shevchenko ma quella di Papa Woytjla

In questa puntata un documento eccezionale: intervista esclusiva di Nando Sanvito a Jerzy Dudek, il 37enne portiere polacco del Real Madrid che nel 2005,...

In questa puntata un documento eccezionale: intervista esclusiva di Nando Sanvito a Jerzy Dudek, il 37enne portiere polacco del Real Madrid che nel 2005, quando militava nel Liverpool, regalò al club inglese un’incredibile Champions League contro il Milan di Carlo Ancelotti, parando l’imparabile, oltre a far sbagliare con il suo balletto sulla linea di porta 3 rigori ai rossoneri nella finale di Istanbul. Dudek rivive l’incantesimo di quella serata e rivela particolari inediti e clamorosi del pre-gara nell’hotel e poi nell’intervallo. Sulla sua incredibile doppia parata su Shevchenko nel secondo tempo supplementare rivela: “Se per Maradona a Mexico ’86 si parlò di mano de Dios, io posso dire che in quel momento non era la mia mano a opporsi a Shevchenko, ma un’altra mano ben più importante della mia”. Dudek si riferisce al rapporto che lo legava a Karol Woytjla, il papa polacco che nel 2000 gli aveva spedito, in Olanda, una lettera di congratulazioni: lui, che militava nel Feyenoord, era stato premiato come miglior giocatore del campionato olandese e Woytjla volle manifestargli la sua felicità e la sua stima. “Tempo dopo” – racconta Dudek – “andai a Roma da lui e gli regalai la maglia di portiere e i guantoni della nazionale polacca”; questo perché da giovane Woytjla era stato portiere, proprio come Dudek. “Lessi un suo libro poche ore prima della finale di Istanbul e mi ispirò moltissimo. Quella mano era la sua e io lo pensai subito. ‘Questo è un momento tuo’, dissi rivolgendomi al cielo”. Dudek collega l’episodio alla morte di Woytjla, avvenuta poche settimane prima della finale di Istanbul tra Milan e Liverpool: “Quell’evento e il suo libro mi diedero una carica particolare. Ad ogni buon conto – conclude l’attuale portiere di riserva del Real Madrid di José Mourinho – “quei rigori finali che il Milan sbagliò non furono ben parati, ma mal tirati”.

Oltre all’emozionante racconto dell’incredibile sfida fra Milan e Liverpool, la “Tribù del Calcio” propone un servizio su Simone Inzaghi, il solo italiano ad aver segnato 4 gol in una partita di Champions (contro il Marsiglia) e a potersi vantare oggi di far parte di un club di grandissimi “quadriplettisti”, da Marco Van Basten a Leo Messi.

Ancora: tutte le verità di Aldo Agroppi sui casi, le “bufere” e le polemiche del momento, un ritratto-intervista di Igor-Protti, il bomber che fece impazzire Bari e soprattutto Livorno e un’intervista a Ramona, moglie di Giuseppe Mascara, idolo incontrastato di Catania.

Jerzy Dudek: "A Instanbul non fu la mia mano a opporsi a Shevchenko ma quella di Papa Woytjla

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