Jonathan Safran Froer e Paco De Lucia all'Auditorium

Jonathan Safran Froer e Paco De Lucia all'Auditorium

arà con Jonathan Safran Foer il primo appuntamento che Libri Come. Festa del Libro e della Lettura propone in anteprima all'Auditorium Parco della Musica...

arà con Jonathan Safran Foer il primo appuntamento che Libri Come. Festa del Libro e della Lettura propone in anteprima all'Auditorium Parco della Musica di Roma mercoledì 3 marzo alle ore 21 nello Spazio Risonanze. Con una conferenza dal titolo Come si diventa scrittore (vegetariano), l'autore americano anticipa una sua risposta a una delle domande cardine della nuova manifestazione che si svolgerà all'Auditorium da giovedì 25 a domenica 28 marzo. Un appuntamento nuovissimo, nato da un'idea di Marino Sinibaldi, promosso e organizzato dalla Fondazione Musica per Roma, che si propone al panorama delle fiere e degli eventi letterari italiani e internazionali con una modalità originale. Per una volta, non si cerca di rispondere alla domanda tradizionale "cosa è un libro?", preferendo sostituirla con un più ampio ventaglio di quesiti: "come viene scritto, stampato, pubblicato, venduto e letto un libro?". Per scoprire che dietro a ogni pagina ci sono il talento di uno scrittore, il lavoro di un editore, la passione di un lettore. Come sempre, numerosissimi gli appuntamenti da citare per questo inizio di mese. Proseguono le lezioni per il laboratorio permanente di coro popolare diretto da Anna Rita Colaianni nato per iniziativa dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica. Il laboratorio si svolge tutte le domeniche mattine dalle 11 alle 13 nello Studio 3, o Studio 2 o altro spazio a disposizione (Sala Ospiti). Gli allievi saranno avviati in 16 appuntamenti, per un totale di 36 ore, al canto popolare e concluderanno il loro percorso con veri e propri concerti in maggio e giugno.

E domenica 28 febbraio, gran concerto in sala Santa Cecilia alle ore. C’è un solo nome sulla scena internazionale che può essere abbinato alla moderna chitarra flamenco: Paco De Lucia. La Sala Santa Cecilia si trasformerà in una cueva, ospitando i ritmi gitani che scaturiscono dalle mani del grande virtuoso che è riuscito a diffondere il verbo flamenco in tutto il mondo. Ma Paco De Lucia è diventato anche ambasciatore universale della musica classica spagnola, basti ricordare la sua storica interpretazione del “Concierto d’Aranjuez” di Joachim Rodrigo o le esecuzioni della musica del compositore classico spagnolo Manuel De Falla. Paco de Lucia (Francisco Sanchez Gomez) è nato il 21 dicembre 1947 ad Algeciras in Spagna. Il padre gli insegnò a suonare la chitarra e nel 1958 Paco fece la sua prima apparizione in pubblico da professionista. Bambino prodigio, è stato in tour con la troupe di flamenco di José Greco, ma è poi diventato uno dei più famosi artisti di flamenco solisti e uno dei più ammirati chitarristi spagnoli. Con più di 25 album pubblicati e centinaia di premi vinti, ha conquistato il consenso della critica per la rivoluzione musicale da lui innescata. Il dialogo esistente tra la musica di Paco De Lucia, i ritmi del Brasile, il Jazz di Chick Corea, Al di Meola e John Mclaughlin e la musica classica di Albeniz e De Falla testimoniano, oltre ad una felice irrequietezza nella ricerca musicale, il grande respiro di questo artista che, come pochi altri geni, ha saputo ricreare “il nuovo” partendo dalla tradizione. Dopo la serie di concerti monografici dedicati nella scorsa stagione al basso elettrico la Fondazione Musica per Roma punta i riflettori su uno degli strumenti più amati di oggi, che ha conosciuto nel secolo scorso una evoluzione unica nella storia della musica: la chitarra. La rassegna ospita alcuni tra i maestri della chitarra rock, jazz, pop e folk, virtuosi capaci di sfruttare al meglio le capacità espressive delle sei corde e spesso di reinventarne e migliorarne le caratteristiche. Domenica 7 marzo in sala Sinopoli alle ore 21, Johnny Winter, mostro sacro del blues, ed Eric Sardinas, tra i numeri uno della nuova generazione di chitarristi, fanno tappa per un concerto che gli appassionati del genere aspettavano da tempo. Johnny Winter, il maestro, uno tra i chitarristi blues più influenti di sempre, nonchè eccelso produttore, è stato per l'allievo Eric Sardinas un vero e proprio padrino, artisticamente parlando. L'ultimo album di Eric Sardinas & Big Motor è stato proprio prodotto da Johnny Winter. L'importanza che Winter ha avuto e continua ad avere nella musica contemporanea è sotto gli occhi di tutti, dal momento che artisti del calibro di Jimmy Page ed Eric Clapton lo giudicano come il più creativo della loro generazione. Da quando nel 1969 incise il suo primo album, è diventato il vero punto di riferimento per la "slide guitar" e il suo disco uscito nel 2004, "I'm a Bluesman", mostra come dopo 25 anni il suo sound sia ancora attuale. Non a caso l'album ha conquistato un Grammy Award. Eric Sardinas rappresenta invece il lato più selvaggio e primordiale del blues. Il suo approccio verso la musica è istintivo e viscerale. Insieme a Joe Bonamassa (già ospite di Musica per Roma nella rassegna La Chitarra), è considerato il miglior chitarrista della nuova generazione. Il suo primo album risale al 1999 e ha stupito il mondo blues per aver applicato suoni distorti a una chitarra acustica Dobro. L'ultimo album che si intitola semplicemente "Eric Sardinas & Big Motor", registrato in compagnia della sua band attualmente formata da Levell Price al basso e Bernie Pershey alla batteria. Per le lezioni di storia, domenica 7 marzo sala Sinopoli ore 11, l'argomento questa settimana è la Rivoluzione Francese, o meglio, le sue conseguenze e la sua crisi. Il 2 giugno del 1793 la Convenzione, da tre giorni in seduta permanente nelle Tuileries, già reggia dei sovrani di Francia, tenta di rompere l’assedio delle sezioni sanculotte parigine ma viene respinta dal popolo in armi. Poco dopo, i ventidue deputati girondini, considerati nemici della Comune, vengono espulsi dalla fazione giacobina, prevalente, e arrestati. È un passaggio drammatico e decisivo della Rivoluzione Francese, oggetto di interpretazioni storiche diverse e che richiama alla memoria altri episodi decisivi, come lo scioglimento nel 1918 da parte di Lenin della Costituente russa appena eletta. Quel 2 giugno del 1793, ben prima della caduta di Robespierre o del colpo di Stato del Bonaparte, ha inizio la crisi della Rivoluzione. Luciano Canfora insegna Filologia classica all’Università degli studi di Bari. E inoltre, l'incontro d'autore dedicato a Carmen Consoli (luunedì 1 marzo sala Sinopoli ore 21), Rob Mazurek (domenica 28 febbraio Teatro Studio ore 21) e tanti altri appuntamenti consultabili dettagliatamente sul sito www.auditorium.com.

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