La sapienza di Psion Teklogix al servizio de La Sapienza

L’RFID Lab dell’Università di Roma, guidato dal Prof. Ugo Biader Ceipidor, potrà testare le applicazioni della tecnologia di identificazione in radio...

L’RFID Lab dell’Università di Roma, guidato dal Prof. Ugo Biader Ceipidor, potrà testare le applicazioni della tecnologia di identificazione in radio frequenza, sia in ambienti industriali che nella P.A., avvalendosi delle soluzioni messe a disposizione dall’azienda. Psion Teklogix, multinazionale specializzata nello sviluppo di soluzioni globali di mobile computing e raccolta dati wireless, inaugura una prestigiosa collaborazione accademica con l’RFID Lab dell’Università La Sapienza di Roma, a supporto del quale offre dispositivi hardware di rilevazione, servizi di consulenza ed assistenza per l’impiego della tecnologia RFID nei progetti di ricerca del Laboratorio.

L’RFID Lab è una struttura costituita nel 2004 all’interno del CATTID (Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche di Istruzione a Distanza), in collaborazione con il DCGM (Dipartimento di Controllo e Gestione delle Merci e del loro impatto sull’ambiente) della Facoltà di Economia e Commercio e del Centro di Logistica della Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza e la Multimedia Trading srl.

“Una struttura che può e deve operare in partnership con le realtà più avanzate dell’imprenditoria privata, la cui collaborazione può fare molto per rendere più agevole l’accesso degli studenti e dei ricercatori alla tecnologia”, commenta il Prof. Carlo Maria Medaglia, responsabile tecnico del RFID Lab. “In Psion abbiamo trovato questa disponibilità oltre a, naturalmente, dispositivi che rappresentano lo stato dell’arte nel campo dell’RFID”.

“Riteniamo che il contributo che la ricerca scientifica può offrire allo sviluppo di questo settore dell’ICT sia rilevantissimo”, afferma Giuseppe Luchesa, Country Manager di Psion Teklogix. “Per questo abbiamo già partecipato attivamente a diverse iniziative ed osservatori accademici in questo campo e, con lo stesso spirito, abbiamo accolto la proposta dell’RFID Lab. Siamo certi che dal lavoro del Laboratorio scaturiranno opportunità molto interessanti per una tecnologia che nel nostro Paese deve ancora esprimere appieno le proprie potenzialità”.

L’attività del Laboratorio si articola in tre direzioni principali: test dei tag in ambienti diversi (distanze ed angoli di lettura, presenza di metalli o di acqua), studio delle applicazioni RFID nella movimentazione delle merci e su dispositivi mobile (GSM, GPRS, Blutooth, Wi-Fi). Il Laboratorio ha già in corso numerosi progetti di grande interesse, in cui la tecnologia RFID viene applicata sia in contesti industriali e di logistica e movimentazione delle merci (ordini, spedizioni, trasporti e gestione dei magazzini), che in avanzati contesti di e-government, per l’informatizzazione di istituzioni museali, gallerie d’arte, biblioteche e come navigatore per non-vedenti. E sono già all’orizzonte ulteriori progetti, ad esempio nel campo della tracciabilità degli alimenti, dei prodotti farmaceutici e delle applicazioni UHF.

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