econdo una recente ricerca indipendente commissionata da Nortel e da Communications Management Association (CMA), la maggior parte delle aziende europee ritengono che la Virtual Enterprise rappresenti il futuro per incrementare profitti e produttività. Il rapporto sulla ricerca, Virtual Enterprise 2006, (prima indagine in UK che registra le percezioni del mondo imprenditoriale rispetto al modello dell’azienda virtuale), si è concentrato su 200 società che hanno sede nel Regno Unito e che operano in tutta Europa. Secondo l’indagine, l’azienda virtuale è come una “internet umana” dove clienti, dipendenti, partner e fornitori possono avere accesso alle informazioni in qualsiasi luogo si trovino e da qualsiasi dispositivo.
Secondo i risultati dell’indagine, l’83% degli intervistati ritiene che l’adozione delle soluzioni virtual enterprise incrementerà il risparmio sui costi e il miglioramento dell’efficienza aziendale. La maggior parte delle organizzazioni incluse nell’indagine (91%) fornisce già ai propri dipendenti, se necessario, un accesso remoto protetto alle proprie reti interne. Modalità di lavoro flessibile e strutture di hot-desking (utente mobile) per il telelavoro rappresentano già oggi una realtà per gran parte degli intervistati nel corso della ricerca e i benefici registrati dall’adozione per i dipendenti di tali misure sono stati l’incremento di efficienza e produttività e un ambiente di lavoro più flessibile.
Peter Kelly, presidente, Enterprise EMEA, Nortel ha detto, “La virtualizzazione di un’azienda porterà dei vantaggi ma, come conferma la ricerca, i benefici dell’impresa virtuale possono essere realizzati interamente solo rendendo virtuali tutti gli aspetti trasversali ad un’organizzazione, dai processi alla postazione di lavoro. Una volta raggiunta questa condizione, l’azienda potrà beneficiare in termini di agilità, snellimento dei processi e risparmio sui costi”.
L’indagine ha rilevato che le organizzazioni percepiscono l’esistenza di alcune barriere all’adozione dell’impresa virtuale. In primo luogo, vi sono le perplessità in merito alla gestione delle risorse umane in relazione alle nuove strutture organizzative e di management (68%), poi i problemi legati alla sicurezza (23 %) e il costo delle nuove tecnologie (19%).
La ricerca ha inoltre rivelato una disparità nel passo di avanzamento della virtualizzazione tra la propria organizzazione e quella dei partner e dei fornitori, infatti, il processo di virtualizzazione di fornitori e partner sembra essere più lento. Oltre la metà (58%) delle organizzazioni, oggetto dell’indagine, ha già integrato fornitori e partner nel proprio sistema informatico. Risulta inoltre che le società che hanno già adottato il modello di impresa virtuale nei rapporti con i partner e/o i fornitori affermano che la loro organizzazione ne ha guadagnato in termini di efficienza e capacità di risposta. Nonostante le barriere, meno di un quinto degli intervistati ha dichiarato che non intende integrare il proprio sistema IT con fornitori e/o partner.
Glenn Powell, chief executive, CMA ha detto: “Crediamo che la Virtual Enterprise sia un tema di importanza critica per i nostri associati e per l’azienda in senso lato, per questo abbiamo commissionato questa ricerca con Nortel. È stato molto interessante scoprire che, sebbene molti degli intervistati non fossero a conoscenza del termine 'The Virtual Enterprise” erano profondamente consapevoli dei benefici di questo modello di lavoro"
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