alvatore Parolisi, in attesa di giudizio come unico indagato nel processo per la morte della moglie Melania Rea, dal carcere scrive alle sorelle Francesca e Lucia. Al centro delle lettere che Tgcom24 mostra in esclusiva, la richiesta di affido della figlia Vittoria. Salvatore esorta Francesca ad avere coraggio e a chiedere l'affidamento della bambina, ma la sorella sembra non avere la forza e l'intenzione di affrontare una battaglia legale. Così Salvatore Parolisi scrive alla sorella Lucia: “Cara Lucia, ho ricevuto la tua lettera ed anche quella di Francesca in cui mi racconta le stesse preoccupazioni riguardanti l'affidamento di mia figlia Vittoria. Io non mi preoccuperei più di tanto, sono innocente e la bambina non verrà affidata proprio a nessuno”.
Sui rapporti con la famiglia di Melania aggiunge: “Il problema è che loro ormai mi odiano perché ho tradito Melania e questo non gli va giù anche se sanno che non le avrei mai torto un capello… figuriamoci il resto” e continua: “Loro si sono schierati contro di me e quanto più fango possono buttarmi addosso li rende felici e non importa con quali mezzi. L'importante che io soffra. Che io stia male.
Tu sai meglio di me che hanno fatto di tutto per rinchiudermi qui e ora che ci sono riusciti l'unico scopo è quello di mettere le mani su mia figlia, ma non per loro, sono sicuro che dietro questo odio ci sia lo zampino di Michele, il quale, non avendo figli e mi spiace dirlo e pensare vogliano Vittoria”. Infine un pensiero anche all’altra sorella, Francesca: “Io non posso dire niente a Francesca per tutto quello che sta affrontando, però è da tanto che le ho detto di presentarmi la documentazione per l'affidamento perché i bambini devono vivere in un ambiente sano e tanto amore, non con odio e disprezzo addirittura verso la figura paterna”.
Nella seconda delle lettere pubblicate da Tgcom24, il caporalmaggiore scrive all’altra sorella Francesca: “Cara Francesca, io ti voglio un bene dell'anima e non solo perché sei mia sorella , tu sei una persona eccezionale e soprattutto una madre modello. Non devi avere paura di chi sta e vuole fare del male ad un figlio, quindi ti chiedo di parlare con Nicodemo e di far partire subito la domanda di affido per il Tribunale dei minori. Loro ti saranno vicini e ti diranno cosa fare, non devi disperarti, devi essere te stessa la Francesca di sempre, solo se si rimane lucidi e tranquilli si attengono grandi vittorie”.
Scrive Parolisi sperando che la sorella si faccia avanti per ottenere l’affido della figlia: “Io non sono ancora stato giudicato colpevole e non lo sarò perché sono innocente e quindi nessuno giudice potrà mai togliermi mia figlia” E poi l’incoraggiamento: “Non mollare mai, non farti schiacciare da quelle persone, noi siamo la famiglia migliore del mondo perché siamo umili, buoni e non falsi ma persone semplici e veritiere”.
Nell’ultima lettera Francesca risponde a Parolisi: “Ciao Salvatore, sai quanto bene ti voglio , sai quanto ti sono stato vicino sia a te che alla tua bambina anche sacrificando la mia famiglia……. Ti prometto che continuerò a farlo fin quando sarà necessario, fino a quando provvederai tu stesso alla tua bambina. Riguardo alla piccola, non prenderla a male non credere che ti stia voltando le spalle, chiederei l'affido 100 volte non una sola volta. Però, come ci siamo già detti non chiedermi di scendere in guerra, come tu sai, per combattere ci voglio i soldati e io purtroppo sono sola senza un supporto di un fratello perché sono lontani ne dei genitori che come tu sai quanto sono in pena per te hanno loro bisogno di me. Perdonami del poco coraggio che ho di affrontare questa situazione molto più grande di me”.
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