PUMA e la designer londinese Priya Ahluwalia uniscono le forze per una nuova collezione che rappresenta un'autentica lettera d'amore alla cultura calcistica africana. Questo secondo drop della collaborazione combina l'heritage indo-nigeriano della designer con il DNA sportivo iconico di PUMA, offrendo un tributo visivo e stilistico in vista della prossima Coppa del Mondo.
L'obiettivo è quello di catturare l'energia dell'Africa, sostituendo confini geografici con uno spirito collettivo che trova nel calcio un linguaggio universale. Priya Ahluwalia si è ispirata alle immagini dei fan negli stadi di Marocco e Nigeria, rimanendo colpita dai colori, dalle espressioni di orgoglio e dalla passione con cui le community vivono il football. Un'ampia ricerca tra gli archivi PUMA ha contribuito a reinterpretare silhouette storiche come la V-S1 e la tracksuit T7.
I capi della collezione presentano stampe all-over vivaci, tessuti distintivi e una palette cromatica vibrante. Le grafiche personalizzate evocano uno stadio in festa, mentre una maglia testurizzata sui nuovi T7 top e gonna richiama il verde della bandiera nigeriana. La polo grafica mescola elementi oversize e sfumature cromatiche, per un impatto audace e contemporaneo.
Completano gli accessori la Micro Grip Bag e il baseball cap, che si distingue per la sua colorazione nera sobria e il logo discreto di Ahluwalia. Le calzature rappresentano un altro punto di forza: la nuova V-S1 viene proposta sia nella palette panafricana di rosso, giallo, nero e verde, sia in una versione più neutra grigio-nera. La silhouette, affusolata e priva di lacci, si ispira alle scarpe da calcio dei primi anni 2000 e richiama la famiglia PUMA V1.
Grande attenzione è riservata alla sostenibilità: molti capi sono realizzati con fibre riciclate, confermando l'impegno verso materiali innovativi e responsabili. Ahluwalia ha collaborato strettamente con i team tecnici di PUMA per esplorare nuove tecniche produttive per abbigliamento e calzature.
La campagna, immortalata in Marocco attraverso fotografie e un cortometraggio, si sviluppa tra muri sbiancati dal sole e strade coperte di sabbia, mettendo al centro il calcio come simbolo di unione e appartenenza. La collezione è una lettera d'amore al calcio africano e a tutte le sue comunità.
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