Oggi, 16 febbraio 2012, a “Mattino Cinque”, Paolo Del Debbio intervista il direttore del quotidiano “Avvenire” Marco Tarquinio in seguito alle dichiarazioni fatte da Adriano Celentano a Sanremo durante il suo monologo, quando ha affermato che il quotidiano “Avvenire” e il settimanale “Famiglia Cristiana” avrebbe dovuto chiudere. Il direttore Tarquinio commenta così la vicenda: “Grazie a Dio sono i lettori a decidere se un giornale vive o muore. Se Celentano dice che ci occupiamo poco di Dio e troppo di politica, forse semplicemente ha troppo da fare e non ha tempo di leggere Avvenire. Noi ci occupiamo di politica, di economia, dei problemi della società italiana e siamo tra i giornali che più trattano di politica internazionale, ma questa è una delle caratteristiche del quotidiano nazionale dei cattolici.” “Celentano mi ha deluso – prosegue Tarquinio - è un personaggio singolare che ci ha abituati a grandi performance coinvolgenti e capaci di unire la gente, invece l’ho visto salire sul palco dell’Ariston con l’idea di una bomba in testa e questo mi ha deluso.” Tarquinio torna sui motivi che lo hanno spinto a criticare la partecipazione sanremese del molleggiato: “Una sola serata di Celentano valeva un anno di lavoro delle sedi giornalistiche Rai nel sud del mondo che sono a rischio di chiusura e il fatto che abbia questo forse gli ha dato fastidio. Mi sono anche permesso di dire che a me è stato insegnato che la beneficienza si fa lontano dai riflettori e non ostentandolo e sbandierandolo, per cui, se lui vuole dare in beneficienza del denaro, non deve fare un proclamo al paese.”
Tarquinio conclude accennando alla seconda apparizione che Celentano farà all’Ariston: “Mi auguro che a Sanremo ci sia un pò di musica e che Celentano canti.”
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