Naufragio Concordia: parla Mario Palombo, storico comandante della Costa Crociere

Naufragio Concordia: parla Mario Palombo, storico comandante della Costa Crociere

“Dissi a Schettino di girare al largo. Se avessi saputo la velocità di avvicinamento all’isola gli avrei detto che a quella velocità tanto valeva che si...

“Dissi a Schettino di girare al largo. Se avessi saputo la velocità di avvicinamento all’isola gli avrei detto che a quella velocità tanto valeva che si sparasse”: dura replica, a “Matrix” dell’ex ammiraglio della Costa, Mario Palombo, chiamato in causa da Schettino quale destinatario dell’inchino e “manovratore” a distanza dell’eccessivo avvicinamento all’isola del Giglio. Intervista esclusiva nella puntata di “Matrix” in onda questa sera, alle 23.30, su Canale 5, a Mario Palombo, storico comandante della Costa Crociere chiamato in causa qualche giorno fa quale destinatario dell’ inchino che sembra suia costato il naufragio della Costa Concordia di fronte alle coste dell’isola del Giglio. Ilaria Cavo, inviata del programma, ha incontrato il comandante, autore, tra l’altro, di un libro “La mia vita da uomo di mare” in cui racconta in alcuni capitoli i suoi passaggi proprio davanti all’isola del Giglio. Nel corso dell’intervista propsta all’interno del programma condotto da Alessio Vinci, il comandante Palombo smentisce in maniera definitiva quanto raccontato da Schettino agli inquirenti riguardo il suo coinvolgimento sull’inchino che ha preceduto il naufragio della Costa Concordia: “Io non ho mai detto a Schettino di avvicinarsi a 10 metri dalla costa. Lui può dire quello che vuole. Anzi voglio una volta per tutte smentire che quell’inchino fosse rivolto a me. Io vivo 9 mesi all’anno a Grosseto. Quella sera guardavo la televisione quando il ‘maitre’ Antonello Tievoli mi ha chiamato. Erano le 21.35 (con Antonello c’è un rapporto di amicizia). Lui sapeva che non ero al Giglio, e io non sapevo niente della Concordia, ignoravo se navigasse da sud o da nord e dove si trovasse. Quando mi ha detto che era sul ponte di comando sono rimasto perplesso perchè quello non era il suo posto: di solito il maitre deve essere autorizzato dal comandante. E, infatti, era lì con Schettino. Quando mi ha riferito dove si trovavano gli ho chiesto cosa andassero a fare d’inverno vicno ad un’isola dove non c’è nemmeno un’anima. Lui mi ha riferito quello che il comandante gli aveva spiegato e cioè che sarebbero passati vicino facendo una piccola deviazione. Ma lo stesso Tievoli poteva mai immaginare cosa avesse in mente Schettino? Lui era lì, probabilmente voleva vedere da lontano i genitori, gli bastava quello. Poi Tievoli mi ha passato Schettino che sapeva benissimo che ero a Grosseto.”Vorrei fare questo passaggio al Giglio” : mi ha dato la distanza di 0,4 di miglio, quasi 700 metri, che è una distanza di sicurezza. Non mi ha detto però la velocità, se me l’avesso detto gli avrei risposto di spararsi pure a quella velocità. Ad ogni modo gli dico, è inverno, caso mai fai un fischio e gira al largo. Io non sapevo che intenzioni avesse quando mi ha chiamato. E’ vero, mi ha chiesto com’era il fondale. Ma da Grosseto come faccio a sapere come sono i fondali? L’avrà visto lui dalle carte, avvicinandosi, studiandoli prima perchè un comandante lo deve fare per forza. Quello che ha fatto lo ha fatto di sua iniziativa”.

E a proposito dei ‘famigerati’ inchini’ riportati nel suo libro come fossero consuetudine dei comandanti delle navi da crociera il comandante Palombo tiene a precisare alcuni dettagli: “Quando si fanno questi passaggi quello che conta è la velocità. Se uno è fermo, o quasi fermo, ha tutto il tempo di controllare.. Quando io passavo vicino alle coste o alle isole mi fermavo per essere sicuro e arrivavo ad una distanza concordata con le capitanerie che mi davano l’autorizzazione ad avvicinarmi. Io non ho mai messo a rischio la vita di 4000 persone. Non nego i passaggi anche quello del ’98 davanti all’Isola del Giglio. Ma ci sono passaggi e passaggi; intanto quei passaggi (fatti, non con la Costa, ma con il precedente armatore) si riferiscono all’inaugurazione di una nave. Siamo partiti da Genova e abbiamo fatto un passaggio di saluto a Camogli, fermandoci. Avevamo tutti i tecnici a bordo e solo 150 persone come passeggeri. Successivamente abbiamo fatto anche il passaggio al Giglio fermandoci alle 10 del mattino. Siamo arrivati a 300 metri, è vero. Ma allora cosa si vuole insinuare: se una nave arriva dal largo al porto, per esempio di Genova, a velocità ridotta, allora è pericolosa anche questa di manovra? Quando una nave arriva, anche se non è un porto ma un’isola, alla velocità di 3-4 nodi, il rischio è uguale a zero. Quando nel mio libro parlo di emozione di sfiorare gli scogli mi riferisco ad uno stato d’animo: sulla banchina c’era mio padre e sapevo che era orgoglioso del fatto che fossi un comandante e il comandante della nave ammiraglia della flotta italiana. Era una festa ed è stata fatta in quell’occasione. Adesso questi riferimenti vengono strumentalizzati per mettere in discussione l’operato dei comandanti. Ma noi facevamo le cose come dovevano essere fatte .Sono stato 20 anni in Costa e sono state poche le volte in cui sono stati fatti questi inchini che venivano sempre comunicati alla compagnia. Ma non si può parlare di consuetudine e non mi è mai stato chiesto di farlo per l’immagine della Costa che non ha bisogno di questa pubblicità. Si facevano perchè magari c’era una festa, era un saluto e solo d’estate, mai d’inverno: d’inverno non ha nessun senso fare un passaggio così davanti ad un’isola per di più quasi deserta”.

Naufragio Concordia: parla Mario Palombo, storico comandante della Costa Crociere

Discussione 2

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PA
Parma Alessandro · 14 anni fa #
ho avuto l'immenso piacere di essere stato sul costa fortuna nel 2004 comandata dall'ammiraglio Palombo,il passaggio accanto all'isola e' stato veramente emozionante !!! ma ad una velocita' bassa e non vicinissimo all'isola, in totale sicurezza. Grazie infinite ammiraglio per il passaggio accanto all'isola in una splendida atmosfera indimenticabile.
Saluti Alessandro
CU
Cosimino Ucci · 12 anni fa #
Non si è mai in sicurezza navigando sotto casta con un natante a mure alte come la " COSTA CONCORDIA " Se per sfotuna succede una avaria non c'è più il tempo necessario per aspettare i soccorritori