Phil Collins, Going Back sulla strada del soul

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Phil Collins ha annunciato l’uscita dell’album “Going back”, un personale tributo che l’artista, già vincitore di ben 8 Grammy Awards, rende fedelmente a quelle gemme del soul che così tanta influenza hanno avuto sulla sua formazione musicale. In uscita il prossimo settembre, “Going back” è il primo album da studio in 8 anni. Per celebrare questo album, Phil Collins si esibirà in una serie di concerti speciali al Roseland Ballroom di New York City dal 22 al 25 giugno 2010. Annunciati come “Up close and personal: Phil Collins plays 60s soul”, gli spettacoli saranno completamente pervasi dalla musica di “Going back” e di altri classici dell’epoca.
Phil Collins
Insieme a Collins, sul palco ci sarà uno straordinario ensemble di 18 musicisti e coristi. A condurre il gruppo ci saranno i leggendari session-men della Motown The Funk Brothers – il bassista Bob Babbitt ed i chitarristi Eddie Willis e Ray Monette – che hanno anche partecipato all’album “Going Back”. Tra gli altri anche i collaboratori di Collins di lunga data Chester Thompson (batteria), Daryl Stuermer (chitarra), Brad Cole (tastiere) e Leslie Smith (percussioni). L’ensemble è completato da un gruppo di 5 fiati e 6 coristi.

Il 17 giugno Phil Collins riceverà il prestigioso Johnny Mercer Award della Songwriters Hall Of Fame all’annuale cena di gala dell’organizzazione a New York City. Collins, che è stato ammesso a far parte della Songwriters Hall Of Fame nel 2003, si unirà alla lista dei celebri vincitori del premio che include, tra gli altri, molti compositori celebrati in “Going Back” come Holland-Dozier-Holland, Smokey Robinson, Stevie Wonder e Carol King. Mentre in passato Collins ha reso omaggio alle proprie radici riscrivendo cover di alcuni dei suoi brani favoriti – come “You can’t hurry love”, “A groovy kind of love”, “Tomorrow never knows”, “True colors” ed altri – è la prima volta in 30 anni di carriera solista che dedica un intero progetto al lavoro di altri interpreti e compositori.

“Non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno che alla fine abbia deciso di fare un album con le mie canzoni preferite” spiega Collins. “Questi brani – insieme con un paio di Dusty Springfield, uno di Phil Spector/Ronettes e uno degli Impressions – hanno costituito la colonna sonora dei miei anni giovanili. Lo ricordo come se fosse ieri, andavo al Marquee a Londra a sentire gli Who o gli Action o altri ancora interpretare quelle canzoni. E io, a mia volta, il giorno dopo andavo a comprare le versioni originali.”
Phil Collins
“La mia idea è quella di non aggiungere nulla di nuovo a questi brani già favolosi, ma di cercare di ricreare il suono e le sensazioni che ho provato la prima volta che li ho ascoltati. La mia intenzione è quella di fare un vecchio album, non un nuovo album! Essere riuscito ad avere 3 dei rimanenti Funk Brothers come musicisti in tutti i pezzi è stato meraviglioso. C’è stato un momento, mentre stavano suonando “Heat wave”, in cui ho sentito un’onda di felicità pervadermi e mi sono chiesto se stava veramente succedendo a me! Ho imparato più di produzione e composizione facendo “Going Back” con questi personaggi che in tutte le altre mie esperienze passate. A quei pionieri….molto amore e gratitudine.”

I brani inclusi in “Going back” spaziano dal brano di apertura “Girl (why you wanna make me blue)” dei Temptation e scritta da Holland-Doziers-Holland fino alla commovente title-track che chiude l’album, una versione arrangiata da Collins di “Going back” resa celebre da Dusty Springfield e firmata da Gerry Goffin/Carole King. E in mezzo si trovano molti brani di Stevie Wonder – “Uptight (Everything’s alright)”, “Blame it on the sun” e “Never dreamed you’d leave in summer” – di Martha And The Vandellas – “(Love is like a) Heat wave”, “In my lonely room” e “Jimmy Mack” – dei Four Tops – “Standing in the shadows of love”, “Something about you” e “Loving you is sweeter than ever”.

I Temptations sono rappresentati da “Papa was a Rolling Stone”, mentre il team Goffin-King sigla un secondo brano cantato originalmente da Dusty Springfield, “Some of your loving”. Curtis Mayfiled And The Impressions sono catturati con “Talking about my baby”, mentre Phil rende tributo ai Ronettes con “Do I love you?”. L’album comprende anche “Going to a go-go” di Smokey Robinson & The Machines, “Love is here” delle Supremes e “Take me in your arms (rock me a little while)” di Kim Weston. L’incredibile carriera di Phil Collins abbraccia oltre 40 anni di successi, anni durante i quali ha venduto oltre 100.000.000 di album (che diventano 250.000.000 se si contano anche quelli con i Genesis), ricevuto 8 Grammy Awards, un Oscar e un Golden Globe.

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