Presentato il 14 dicembre scorso, presso la Triennale di Milano il volume “Piquadro Tech Inside”, un libro di pregio che approccia ad un caso di eccellenza dell’industria italiana, partendo dalle considerazioni di esperti in economia, design, architettura e giornalismo. Prendendo spunto dalla recente costruzione del nuovo stabilimento Piquadro appena inaugurato a Gaggio Montano, gli autori hanno ricostruito la storia, i valori, il modello di business e le prospettive future dell’azienda emiliana. Piquadro non è solo un caso di eccellenza, non è solo un’azienda di successo che ha fatto del design, del confort e della tecnologia i suoi punti di forza.
Da dicembre Piquadro è anche un libro, edito da Electa: un volume a cura di Cristina Morozzi dedicato a uno dei leader del mercato della pelletteria di lusso. L’idea di Piquadro nasce dalla mente di Marco Palmieri, Amministratore Delegato e Presidente di Piquadro, che questa azienda l’ha creata e fatta crescere con entusiasmo e intraprendenza.
La storia di Piquadro è una storia interessante da raccontare, un casus nel panorama delle giovani imprese italiane. L’avventura di Piquadro inizia nel 1989 con l’acquisto della prima macchina da cucire. Nel 1998 l’azienda entra sul mercato con il proprio marchio, Piquadro – P di Palmieri per P di pelletteria - divenuto in breve tempo famoso nel mondo per la capacità di coniugare design e qualità della tradizione, funzionalità e estetica. Il desiderio di modernità e innovazione hanno spinto Piquadro ad allargare i propri orizzonti aprendosi al mondo e trovando spunto nelle opportunità offerte dalle economie emergenti, come quella cinese, per rispondere alla sfida della globalizzazione e al nascere di nuovi protagonisti dell’economia mondiale, senza perdere le proprie radici italiane. Un’azienda che sa essere globale pur scegliendo di restare locale. In linea con questa filosofia è stato inaugurato all’inizio di dicembre a Gaggio Montano (Bologna) il nuovo stabilimento Piquadro, centro logistico tecnologicamente avanzato. Una costruzione fantascientifica ad opera dell’architetto Karim Azzabi, il cui sodalizio con Piquadro dura da lungo tempo. Azzabi ha infatti seguito l’evoluzione dell’immagine dell’azienda dall’apertura del primo punto vendita in via della Spiga a Milano, fino all’ideazione della nuova sede, pensata e realizzata nel suggestivo contesto naturale delle colline bolognesi.
Una struttura in acciaio concepita in chiave modulare come un macroggetto componibile e addizionabile, che permetta l’incontro sinergico della dimensione architettonica con quella dell’industrial design. Da questo punto di vista il modulo base dell’edificio, il grande cingolo chiuso in sé, potrebbe costituire da solo e in ogni parte del mondo un luogo Piquadro, lasciando che sia l’ambiente di volta in volta a instaurare un dialogo con la costruzione. E in quel frammento dell’Appennino tosco-emiliano la linea dell’edificio si confonde con quella dell’orizzonte ed entrano in campo i procedimenti progettuali
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!