“Parte un giornale e tutti vanno dietro. E’ per questo parlo di killeraggio. Si sono dimessi due assessori e ho preso le carice ad interim, ma io lì dovrò nominarne altri. Sono nomine che arrivano all’indomani delle dimissioni perché sono cariche troppo importanti”. E’ quanto detto dal presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo in una lunga intervista rilasciata a Tgcom24. Sulle voci di problemi per poter pagare gli stipendi dei dipendenti regionali divulgate da un assessore, Lombardo ribatte: “Forse è un assessore poco informato. Questo rischio non c’è, non solo ma se lo stato dovesse darci la metà di quello che ci deve, allora non ci sarebbero problemi. Tutto è stato detto e fatto da precise forze politiche e industriali”.
Sulla polemica con il presidente di Confindustria Sicilia aggiunge: “Il presidente della Confindustria siciliana ha il merito di esser presidente senza essere industriale. Peccato che non ha saputo portare un solo imprenditore per investire se non per l’eolico, cosa che noi abbiamo prontamente bandito. A Monti chiederò di poter parlare per illustrare l’enorme lavoro che abbiamo fatto senza metterci in tasca un soldo e senza andare in ferie alle Antille sugli yacht dei nostri amici. Tanto per rispondere a un presidente che si scandalizza della situazione siciliana”.
Sulla via politica scelta, Lombardo aggiunge: “La terza via è l’autonomia e il federalismo. Purtroppo stiamo vivendo una spinta centralista, perché parliamoci chiaro da Roma e dall’Europa si governano le scelte economiche. La terza via è l’esaltazione dei poteri locali” Sull’alleanza con il Pd:“L’alleanza col Pd ha prodotto grandi riforme, ma adesso sta rispondendo a decisioni dei dirigenti romani che hanno scelto l’Udc”.
Infine le dimissioni: “La mia scelta è politica, oggi più che mai. Al momento non sono nemmeno rinviato a giudizio, ma confermo che devo dimettermi perché la Sicilia deve essere lasciata libera di scegliere chi deve governarla. Errori? Sicuramente una miriade, ma non ho una lira in tasca e ho fatto fino in fondo il mio dovere. Mafia? Se ne parlerà nel processo, bisogna dire che il mio governo non ha eguali nella capacità di aver toccato gli interessi mafiosi”.
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