RECENSIONE – Torment: Tides of Numenera

Giochikoch media

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un ritorno, più che gradito, degli RPG di stampo classico. Giochi di ruolo dalle magiche atmosfere, rigorosamente da gustare in visuale isometrica. Torment: Tides of Numenera, è il primo gioco di ruolo classico del 2017. Scopriamo insieme se, come Pillars of Eternity, saprà riportare il sorriso agli appassionati del genere.

Per la realizzazione di Torment: Tides of Numenera, inXile Entertainment aveva richiesto poco meno di un milione di dollari per l’avvio della produzione. In poche settimane, di dollari ne hanno raccolti 4 milioni! Il seguito spiritale di Planescape Torment, dopo un ritardo di oltre due anni, è finalmente tra le nostre mani.

Torment: Tides of Numenera è ambientato un bilione di anni nel futuro, in un mondo che accoglie razze tra le più disparate e differenti tra loro che possiate mai immaginare, in angoli del pianeta che, secolo dopo secolo, mostrano tracce di civiltà antiche, perdute nel tempo, delle quali quasi nessuno conosce la storia.

L’incredibile complessità della trama e gli articolati intrecci narrativi tra compagni di viaggio e avversari che via via vi sbarreranno la strada, sono sicuramente gli aspetti più impressionanti del lavoro svolto da inXile Entertainment. Tutto inizia nei panni del “Last Castoff”, ovvero, il più giovane “figlio” del Changing God. Confusi? Anche noi, ancora adesso (ancora un tantino, se non altro). Il Changing God è un essere capace di trasferire la propria coscienza da un corpo all’altro, allungando in modo innaturale la propria vita. Tutte le esperienze accumulate, di ogni singola vita vissuta, egli riesce a ricordarle. Inoltre, quando abbandona un corpo, in esso nasce una nuova coscienza e, quindi, di fatto, una nuova vita. Le creature che prendono vita dopo il “passaggio” del Changing God sono chiamate “Castoff”. Se ci avete seguito, fino a questo punto, avrete dunque capito che, in Torment, vestiremo i panni dell’ultima creatura generatasi dal passaggio del Changing God nel corpo che è attualmente nostro. Il cattivo di turno che muove le gesta del nostro “eroe” è un essere chiamato “The First”, la prima Castoff in assoluto, ovvero il primo essere ad essersi generato successivamente al passaggio del Changing God nel proprio corpo. The First ha intenzione di scatenare una vera e propria caccia all’uomo nei confronti del Changing God per motivi che vi lasceremo scoprire. Inoltre, a complicare le cose, ci si metterà un’entità maligna conosciuta con il nome di The Sorrow (di “Metal-Gear-Solidiana memoria, ci passerete il termine).

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Come si comporta, Torment, come Gioco di Ruolo classico? Non ci ha convinti del tutto, a dire il vero. Sebbene lo stile grafico renda meravigliosamente l’idea del mondo che vi abbiamo in parte descritto, grazie alla potenza dello stesso motore grafico che muove Pillars of Eternity (che, in realtà, avrebbe bisogno di una sistematina in quanto a fluidità), il modo in cui inXile ha scelto di raccontarci la sua storia lo abbiamo trovato incredibilmente lento… Esatto, anche tenendo conto del genere di appartenenza del titolo in questione. Tonnellate e tonnellate di righe di testo si alterneranno senza sosta sullo schermo, tra un combattimento a turni e l’altro, nel tentativo di rendere la trama complessa, intricata, credibile. Fin troppo, oseremmo dire. Considerando che, purtroppo, Tides of Numenera non è localizzato in italiano (né audio, né sottotitoli), sconsigliamo vivamente l’acquisto di questa (bellissima) avventura nel caso in cui il vostro inglese sia al livello a malapena scolastico. L’inglese utilizzato è infatti estremamente complesso.

Sarà un vero peccato, in ogni caso, rinunciare per il “solo” problema della lingua. Torment ha una longevità altissima, garantita dalle decine e decine di quest secondarie (molte delle quali davvero interessanti) e dalla possibilità di variare il corso degli eventi in base alle scelte prese. Ci sono molte svolte interessanti, nella trama principale così come nelle quest secondarie e, siamo certi, avrete una voglia matta di scoprire le conseguenze di ogni scelta effettuata, cambiando tutto di partita in partita.

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Come gioco di ruolo classico, le meccaniche di Torment sono soddisfacenti; i combattimenti sono a turno e ci sono dei punti che potremmo chiamare “di stamina” che permettono al protagonista (ed ai suoi compagni d’avventura) di effettuare o meno una determinata azione, a seconda della quantità dei punti richiesti. Il recupero di questi punti abilità viene garantito da una bella dormita o dall’utilizzo di oggetti curativi appositamente realizzati. Inoltre abbiamo particolarmente apprezzato la presenza del “fuoco amico”, ovvero del rischio di subire danni da un attacco di un proprio alleato, se calcolato in modo errato. La nota dolente di Torment non è nelle meccaniche di combattimento, quanto nel sistema di loot che vi ruota intorno. Ovvero, il gioco fa di tutto per scoraggiare lo scontro, vuoi per una palese inferiorità numerica nei confronti del nemico, vuoi per una netta inferiorità di fatto, in termini di punti danno e punti vita. Quando uscirete vincitori da uno scontro, il magro bottino (la quantità di armi ed equipaggiamento lascia a desiderare) vi farà quasi avere la sensazione di aver perso tempo. Inoltre, troviamo insensata la scelta degli sviluppatori di impedire il cambiamento dell’equipaggiamento dei propri compagni d’avventura, che potremo soltanto decidere di potenziare in rare occasioni, durante il corso dell’avventura principale.

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Torment: Tides of Numenera, non è un gioco per tutti. La quantità mostruosa di dialoghi, unita alla mancanza di una localizzazione in italiano, potrebbe spaventare senza dubbio molti, tra voi. Ma agli amanti dei giochi di ruolo classici, quelli tosti, con trame articolate, personaggi indimenticabili, mondi enormi e pullulanti di forme di vita tutte diverse tra loro, questo Torment piacerà, eccome. Una gemma per pochi eletti. Coloro che sapranno apprezzarla vivranno una grande avventura.

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