Storie di Confine, il reportage "Il samurai disarmato"

Storie di Confine, il reportage "Il samurai disarmato"

Per l’ultimo appuntamento di Storie di Confine, programma di Videonews (testata diretta da Claudio Brachino) in collaborazione con Retequattro e...

Per l’ultimo appuntamento di Storie di Confine, programma di Videonews (testata diretta da Claudio Brachino) in collaborazione con Retequattro e Mediafriends, telecamere puntate sul Giappone post-tsunami con il reportage Il samurai disarmato. Dopo i viaggi in India, Sierra Leone, Senegal, Guinea Bissau e Israele, il curatore del programma Mimmo Lombezzi si è recato in nel cuore del Paese del Sol Levante per raccontare la devastazione, oggi ancora ben visibile, provocata dal furibondo tsunami dell’11 marzo scorso. Una volta abbandonati i boulevards di Tokyo, frenetici e luccicanti per l’imminente Capodanno, Lombezzi ha imboccato l’autostrada diretta a Nord-Est per approdare su un “altro pianeta”. Si tratta dello scenario apocalittico in cui ci si imbatte nella prefettura di Miyagi, una delle regioni della costa orientale giapponese più colpite dal maremoto, dove oggi l’unico sottofondo alle attività di ricostruzione sono i ruggiti delle escavatrici e il gracchiare dei corvi che frugano tra le rovine. Da Kesen Numa a Rikunzen Tarata, dopo 9 mesi dalla più costosa catastrofe dopo Katrina, il paesaggio è sempre lo stesso: migliaia di carcasse d’auto allineate, edifici sventrati, montagne fumanti di rottami di legno e navi relitto che imperano sulla terraferma.

“Oggi i sopravvissuti sono tutti nelle case temporanee ma i fondi stanziati dal Governo sono arrivati troppo tardi. Moltissimi hanno perso il lavoro e alcuni si sono suicidati” afferma Jin Sato, il sindaco della città di Minamisanriku.

Nella terra dei “musi gialli”, però, dopo il lutto e la disperazione, convivono dignità, efficienza e un forte desiderio di rinascita. Proprio a Minamisanriku, infatti, l’inviato porta il contributo del Centro di Cultura Giapponese di Milano e di Mediafriends finalizzato alla ricostruzione di un asilo, di cui attualmente rimangono solo due rubinetti attaccati a un muro sbreccato.

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