Storie di mobbing a Mattino Cinque

Società

Oggi, 12 gennaio 2010, a “Mattino Cinque” Federica Panicucci ha avuto in collegamento in studio la signora Gaetanina, la donna operaia della provincia di Avellino che dopo essere stata allontanata dall’azienda presso la quale lavorava si è rivolta al giudice. Il tribunale ha quindi disposto l’assunzione a tempo indeterminato dichiarando illegittime le quattro proroghe dei contratti a termine. L’azienda ha accettato l’assunzione ma distaccando l’operaia ad una filiale in India.
Mattino Cinque
Oggi la signora Gaetanina ha così dichiarato:“Ho lavorato in quest’azienda per quattro anni, dal 2004 al marzo 2008, sempre con dei contratti a termine. A scadenza del contratto sono stata licenziata assieme alle mie colleghe.’

‘Il problema – continua la signora – sorge quando mi ridanno la speranza di un altro anno di lavoro fino a marzo 2009. Col passare dei mesi ho scoperto che alcune mie colleghe erano andate a lavorare mentre a me non avevano mai chiamato. Ho chiamato in azienda per sapere se sarei mai ritornata a lavoro, se avevo una possibilità visto che avevo firmato per il rientro per un anno. Questo non si è verificato. Dopo di ché mi sono consultata con un legale e il giudice ha previsto il reintegro obbligando l’azienda ad assumermi. Vinta la causa di reintegro al mio posto di lavoro, sotto Natale mi arriva a casa la raccomandata da parte dell’azienda che mi avvertiva del trasferimento in India per un anno”

Vale la pena continuara a riportare uno stralcio dell’intervista.
Federica Panicucci: “Ti hanno chiesto di presentarti alla direzione munita di passaporto in corso di validità. Ti sei già presentata?”

Gaetanina: “Non mi sono ancora presentata perché io non ero ancora munita di passaporto e il mio avvocato ha fatto una richiesta per ottenerlo. Non appena il passaporto sarà pronto mi presenterò in azienda.”

F: “Hai quindi deciso di accettare e trasferirti un anno in India? Tu hai cinque figli e psicologicamente non è facile accettare un trasferimento così importante.”

G: “Sicuramente non è facile ma se non c’è altra soluzione io non mollo e andrò in India.”

F: “Hai provato a parlare con l’azienda e a spiegare che per te diventa complicato, quasi impossibile andare in India?”

G: “Purtroppo con l’azienda non si può parlare. Non ti viene incontro. Infatti ieri siamo andati all’ispettorato del lavoro per una conciliazione ma loro non si sono presentati. Oggi sarò dal prefetto e vedremo che succederà.”

L’azienda che peraltro è stata contattata da attino Cinque ma i vertici hanno preferito non rilasciare dichiarazioni e tantomeno non intervenire. La Panicucci incalza: “Per quanto riguarda il tuo stipendio, l’azienda che cosa ti ha proposto?”

G: “Nella raccomandata che mi è arrivata c’è solo l’indirizzo di dove devo andare a lavorare. Non c’è scritto dove poter alloggiare, né come muovermi anche perché ho scoperto che l’azienda presso la quale devo andare a lavorare è a settanta kilometri da Nuova Delhi. Conosco solo il posto di lavoro ma non ho altre garanzie.”

F: “Tu guadagni millecento euro al mese. Secondo te perché l’azienda ti propone questo trasferimento? Ti vuole disincentivare? Ci sono stati dei precedenti?”

G: “Ecco io mi faccio tante domande perché come operaia sono stata sempre presente nel lavoro, ho fatto tutto correttamente, ho sempre fatto le ore di straordinario richieste, mi assentavo pochissimo per malattie”

F: “Tu la vivi come una punizione?”

G: “In un certo senso si ma non so il perché”.

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