La proclamata crisi stimola l’ingegno e produce effetti fino a ieri impensati in un settore di nicchia, spesso criminalizzato ed etichettato di lusso com’è quello della nautica da diporto. “In una congiuntura economica in cui domina la recessione è ovvio che a soffrire per primo sia il superfluo, smentendo il luogo comune che ciò si limiti alle sole barchette e che i ricchi continuino a ordinare gli yachts “. Ancora prima dell’immancabile appuntamento al Nautico di Genova, alcuni operatori si erano scambiati qualche impressione, avevano avviato un confronto con altri del settore e, attraverso un sorprendente movimento spontaneo, si sono ritrovati attorno a un tavolo scoprendo di essere più colleghi che eterni concorrenti. Hanno sotterrato l’ascia di guerra e si sono parlati. Questa scintilla di entusiasmo è stata immediatamente circoscritta al settore della vela e ha individuato una precisa localizzazione geografica. “Esclusivamente vela perché? Senza togliere nulla agli altri comparti nautici, chi pratica la vela come armatore, come costruttore o come semplice venditore deve possedere una profonda passione, dovrebbe avere una radicata cultura marinaresca e, a torto o a ragione, ritiene d’essere il traino emotivo della nautica”.
Se è pur vero che nove bambini su dieci, dovendo disegnare una barca, raffigureranno certamente una “vela”, è risaputo che il maggior business si colloca nel motore poiché mediamente sia nel mondo che in Europa e anche in Italia, ogni dieci diportisti soltanto due vanno a vela.
“Ciò è verissimo con due sole eccezioni nel nostro Paese: l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia, dove il rapporto vela-motore si attesta rispettivamente su 40 a 60, avvantaggiando però quest’ultima regione, in fondo all’Adriatico, nella quale si celebra da quarant’anni la mitica Barcolana e dove, sulla scia di Pelaschier, Vascotto, Bressani, Bodini, Calligaris, Benussi e di tanti tanti altri nomi famosi che li hanno preceduti, si registra la più alta percentuale di tesserati alla Federazione Italiana Vela di tutta la Penisola.”
Autotassandosi, senza cedere alle lusinghiere offerte delle bancarelle pronte a vendere tutto ciò che con la nautica non c’entra, i rappresentanti di venticinque cantieri hanno avuto la fortuna di trovare l’immediata ospitalità di Porto San Rocco e con essa l’entusiasmo del suo General Manager, olimpionico di 470, Roberto Sponza, che permetterà di svolgere questo eccezionale evento con l’ingresso completamente gratuito.
Un dealer tedesco che parteciperà alla rassegna espositiva, confermando la fama pragmatica della sua origine, ha esplicitamente chiarito gli intenti “Chi verrà a visitarci dovrà trovare il maggior numero di barche in esposizione e non dovrà essere distratto da magliette, calzini o scarpe e tanto meno da salami e formaggi; andremo a Muggia per tentare di vendere le nostre barche a vela e quindi non ci interessa la statistica delle presenze di curiosi, ma solo velisti interessati alle novità dei nostri cantieri e a un trasparente e immediato confronto tra le varie offerte e che, magari non oggi ma domani, potranno essere interessati all’acquisto delle nostre barche”.
Attraverso il passa parola si è creata una gamma espositiva specializzata capace di far invidia a più blasonati expo’ nautici, poiché le pubblicità sulle riviste specializzate promettono che a Muggia, negli ormeggi posti davanti la piazzetta di Porto San Rocco, gli appassionati di vela troveranno sia il piccolo e scattante O’pen Bic sia il prestigioso Solaris, e, a tutt’oggi, hanno confermato la loro presenza i seguenti cantieri: 2 Emme Marine, AD Boats, Archambaut, Arya Yachts, Baltic, Bavaria, Benetau, Blade Rider, Comar, Delphia, Elan, Grand Soleil, Hallberg Rassy, Hanse, Open Bic, Rustler, Salona, Seascape 18, Sly Yachts, Solaris, Sunbeam, The One Design, T-Yachts, Vismara, X Yachts.
Nessuno esclude che il tam tam del villaggio globale della vela amplifichi ulteriormente questo evento, e che entro la data prevista per l’apertura della rassegna altri cantieri si uniscano a questo evento, ritenuto forse l’unico sia in Italia sia in Europa, per la formula adottata in un lasso di tempo così breve dal sorgere dell’idea alla sua realizzazione.
Un’ultima annotazione riguarda la brevità della rassegna espositiva che, per pudore e anche per modestia i partecipanti definiscono una manifestazione di “porte aperte“, come usualmente i cantieri organizzano ognuno per conto proprio, anche se bisogna ammettere che dal 27 al 30 marzo nel Golfo di Trieste avrà luogo una sorprendente esposizione collettiva di barche, che i partecipanti-organizzatori ribadiscono di voler riservare esclusivamente alla vela.
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