A Milano una mostra celebra Mario Convertino, visionario della grafica

A Milano una mostra celebra Mario Convertino, visionario della grafica

La Fabbrica del Vapore ospita dal 16 maggio al 14 giugno una mostra su Mario Convertino, celebre designer e artefice della comunicazione visiva in Italia.

Nel trentesimo anniversario dalla scomparsa di Mario Convertino, la Fabbrica del Vapore di Milano accende i riflettori su una delle figure più visionarie e influenti della scena grafica italiana del secondo Novecento. L'esposizione, intitolata Mario Convertino - Progettista dell’immaginario, inaugura il 16 maggio negli spazi dell’Atelier Ex-Cisterne e sarà visitabile fino al 14 giugno, accompagnando il pubblico in un viaggio immersivo tra arte, musica e comunicazione.

L’allestimento, a cura di Convertino & Designers con la collaborazione di Re Nudo, celebra l’eredità creativa di Convertino presentando un ricco repertorio di opere: dalle iconiche copertine dei 33 giri che hanno segnato la storia della musica italiana alle fotografie, dai disegni alle sculture, passando per la video-arte e le grafiche elaborate per la rivista Re Nudo.

Mario Convertino ha saputo trasformare la grafica musicale italiana in un laboratorio di sperimentazione, ridisegnando la relazione tra immagine e suono: le sue copertine, realizzate per artisti come Lucio Battisti, Franco Battiato, Pino Daniele, Gianna Nannini, Zucchero, PFM e molti altri, si distinguono ancora oggi come veri dispositivi culturali, capaci di interpretare e valorizzare la personalità degli artisti.

Mario Convertino ha trasformato la grafica musicale italiana in uno spazio di sperimentazione culturale, in cui immagine, suono e identità artistica si fondono in un unico linguaggio visivo - afferma Luca Pollini, Patron del Festival di Re Nudo e Direttore della rivista Re Nudo - Attraversando copertine discografiche, editoria (ha lavorato anche per Re Nudo) e televisione, ha anticipato una nuova idea di comunicazione: interdisciplinare, contaminata e profondamente immersa nel contemporaneo. Più che un graphic designer, Convertino è stato un progettista dell’immaginario collettivo, capace di ridefinire l’estetica visiva italiana tra anni Settanta e Novanta.

La mostra non si limita alla nostalgia di un passato rivoluzionario, ma si propone come dialogo tra memoria e innovazione. Patrizia Convertino sottolinea: La mostra non è una retrospettiva nostalgica ma un dialogo tra passato e futuro, tra supporti analogici e linguaggi digitali, tra memoria e innovazione. Un’esperienza che invita a rileggere l’opera di Mario Convertino come un archivio ancora aperto, capace di generare nuove visioni e nuove connessioni attraverso le tecnologie del presente. A 30 anni dalla scomparsa di Mario stiamo vivendo un cambiamento epocale nei linguaggi e negli strumenti della comunicazione che ci riporta idealmente agli anni di inizio dell’elettronica e, in un passaggio così rapido e vertiginoso, esiste il rischio concreto di perdere traccia di una parte fondamentale dell’estetica italiana - e in particolare milanese - che ha contribuito a definire un immaginario riconoscibile e anticipatore. Nel delinearsi di un nuovo capitolo della mia vita, ho trovato il coraggio e, soprattutto, l’amore necessario per riaprire questo archivio storico e prezioso. Per lungo tempo, infatti, immagini, materiali, copertine e frammenti di memoria sono rimasti custoditi in silenzio, come un luogo intimo da proteggere, sospeso e quasi fuori dal tempo.

Negli anni Settanta e Ottanta, Milano era il cuore pulsante di una stagione di fermento creativo che vedeva la contaminazione tra editoria, design, moda, pubblicità e arti visive. In questo contesto, Convertino si confrontò con protagonisti come Elio Fiorucci, Bruno Munari ed altri, aprendo strade nuove all’insegna della sperimentazione e della libertà creativa.

Il contributo di Convertino si estese oltre la musica, arrivando alla televisione con "Mister Fantasy", programma che rivoluzionò la progettazione dell’immagine televisiva e pose le basi per il linguaggio dei videoclip in Italia.

L’esposizione introduce la terza edizione di Le Notti dell’Underground - Il Festival di Re Nudo (11-14 giugno, sempre in Fabbrica del Vapore), evento dedicato alla cultura alternativa e ai giovani artisti indipendenti. Il tema di quest’anno, "Un futuro bifronte", invita le nuove generazioni a interrogarsi sul domani, sospeso tra crisi e speranza.

Mostra e festival saranno ad ingresso gratuito, offrendo al pubblico un’occasione unica per riscoprire le radici dell’immaginario visivo italiano e le idee di un artista che continua a ispirare le nuove forme di creatività.

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