Caso Yara Gambirasio, nuova svolta: indizi sul giubbotto potrebbero riaprire il processo

Caso Yara Gambirasio, nuova svolta: indizi sul giubbotto potrebbero riaprire il processo

Nuovi risultati sui reperti di Yara Gambirasio sollevano dubbi sulla condanna. Test positivi al liquido seminale ignorati potrebbero cambiare il caso.

Nuovi sviluppi riaprono scenari inattesi nell'omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra uccisa nel 2011 e al centro di uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni. Durante la trasmissione Le Iene, il genetista Marzio Capra e l'avvocato di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni, hanno illustrato elementi inediti che potrebbero influire sull'intera vicenda giudiziaria.

A 8 anni dalla condanna all'ergastolo di Bossetti, basata su una traccia genetica identificativa, nell'indagine emergono ora dettagli finora mai valorizzati. Si tratta di fotografie ad alta definizione, appena analizzate dalla difesa grazie all'accesso ai reperti concesso dai giudici nel febbraio 2025. Le immagini riguardano test antigeni-anticorpo effettuati su giubbotto e felpa di Yara, cruciali nella ricostruzione dei fatti.

Secondo i consulenti della difesa, questi test - considerati ad elevata attendibilità - mostravano segnali positivi al liquido seminale maschile, risultati che sarebbero stati erroneamente classificati come negativi nelle relazioni ufficiali dell'epoca. Qualsiasi scienziato forense avesse ottenuto questo risultato avrebbe dovuto catalogarlo come positivo o comunque da approfondire, spiega Marzio Capra, sottolineando come anche sulla felpa siano stati rilevati riscontri debolmente positivi, pienamente compatibili con le condizioni dei reperti ritrovati dopo mesi di esposizione agli agenti atmosferici.

L'esistenza di tracce di sperma mai approfondite spinge a nuove domande chiave: a chi appartengono queste tracce? Capra evidenzia che se fossero riconducibili a Bossetti sarebbero state già utilizzate dall'accusa per rafforzarne la responsabilità. Ma se non lo sono, di chi sono? Per noi è fondamentale poter ripetere ed approfondire questi test: oggi disponiamo di strumenti tecnologici più precisi e sensibili rispetto al passato, capaci di dare risposte a domande che all'epoca nessuno si è posto, aggiunge il genetista.

Le rivelazioni rilanciano dubbi e prospettive nel caso, riportando al centro dell'opinione pubblica i dilemmi tra colpevolisti e innocentisti e l'esigenza di un nuovo sguardo scientifico. La vicenda resta aperta: la possibilità di riaggiornare le analisi potrebbe cambiare radicalmente la storia processuale di uno dei delitti che più ha segnato la memoria collettiva italiana.

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