Fratelli d'Italia, alla ricerca di un'identità multietnica

Fratelli d'Italia, alla ricerca di un'identità multietnica

Uscirà il 7 maggio distibuito da Istituto Luce "Fratelli d'Italia" di Claudio Giovannesi, regista romano classe 1978, che racconta una realtà complessa...

Uscirà il 7 maggio distibuito da Istituto Luce "Fratelli d'Italia" di Claudio Giovannesi, regista romano classe 1978, che racconta una realtà complessa del nostro paese attraverso lo sguardo del documentario. Alin Delbaci, 17 anni, rumeno, vive in Italia da quattro anni. Ha un rapporto conflittuale con i compagni di classe e con la professoressa di italiano. Masha Carbonetti, 18 anni, bielorussa, adottata da una famiglia italiana. Vorrebbe partire per incontrare suo fratello, che è rimasto in Bielorussia. Nader Sarhan, 16 anni, egiziano nato a Roma. E’ fidanzato con una ragazza italiana contro il volere dei suoi genitori. Tre adolescenti di origine straniera nella stessa scuola. Ostia e la periferia di Roma. Gli amori, i conflitti e l'identità. "Ho girato questo documentario perché l’Italia, al mio sguardo, è un paese che nel 2009 non riesce ancora ad avere un’identità multietnica, si nasconde dietro un’illusione di orgoglio nazionale e non vuole conoscere il valore positivo della multicultura", afferma il regista diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia. "Considero fondamentale ed emozionante - prosegue Giovannesi - ogni forma di melting pot: il crogiolo, l’amalgama, all’interno di una società di esseri umani, delle etnie, delle culture e delle religioni. La popolazione che chiamiamo immigrata è in realtà il nostro nuovo tessuto sociale, una ricchezza che va accolta nella sua complessità e nelle sue inesauribili contraddizioni." Il film è il risultato di una collaborazione iniziata nel 2007 con l’Istitituto Tecnico Commerciale “Paolo Toscanelli” di Ostia, in cui il trenta per cento degli studenti del Toscanelli è di origine non italiana, di provenienza molteplice: Ostia diventa così l'emblema di una comunità, la cui identità, molto più della capitale, è assolutamente multietnica. "Ho scelto come protagonisti tre adolescenti di origine straniera: le loro storie hanno come tema l’identità, raccontata nel privilegio della quotidianità, nell’osservazione dei loro rapporti interpersonali e dei loro conflitti. Alin, nato in Romania: la sua storia è il conflitto e il desiderio di comunicazione, vissuto tutto all’interno della scuola, tra la sua appartenenza rumena e la comunità italiana di compagni di classe e professori che lo circonda per metà della sua giornata. Masha, nata in Bielorussia, adottata da una famiglia italiana: la sua storia è il confronto con il proprio passato, con il ritorno alla propria origine. Nader, immigrato di seconda generazione, nato a Roma da genitori egiziani: la sua storia è il conflitto, vissuto all’interno delle mura domestiche, con la propria cultura; il confronto tra il suo sangue egiziano e il suo essere italiano. Ho provato a considerare il concetto di integrazione al di là della sua astrattezza utopica, ma calandolo all’interno della realtà. Mi sono accorto che l’integrazione, anche quando è fortemente desiderata, non sempre è realizzabile: è un percorso di esperienza e di formazione che non ha termine, e che necessita una difficile e responsabile ridefinizione dell’identità, in uguale misura, in entrambe le parti, quella autoctona e quella straniera." Le storie dei tre giovani in "Fratelli d’Italia", aprono uno squarcio di verità sul difficile percorso di integrazione che devono affrontare i ragazzi stranieri e i figli di immigrati: la cosiddetta seconda generazione, soggetta ad una rapida quanto radicale trasformazione che è talvolta irreversibile rinuncia alla propria identità culturale. Una mutazione culturale e antropologica che è tanto più forzata e dolorosa, in quanto avviene nel periodo dell’adolescenza, mentre su di loro premono in modo spesso fortemente contraddittorio le istanze della famiglia, della comunità di provenienza e l’aderenza ai modelli di una nuova società a cui sentono di appartenere e che, come per i loro coetanei, è frutto dell’ibridazione e dei bisogni imposti dal consumo di massa, un moderno Moloch a cui sacrificare ogni identità personale, il senso critico, la propria autonomia di crescita individuale. Un’esistenza “liquida”, per usare una metafora di Zygmunt Bauman, in cui tutto, anche l’immaginazione (soprattutto l’immaginazione) è regolato dai consumi. “La distinzione tra consumatori e oggetti di consumo è fin troppo provvisoria ed effimera. Si potrebbe dire che il ribaltamento dei ruoli diventi la regola, ma persino tale affermazione distorce la realtà della vita liquida, in cui i due ruoli si intrecciano, si mescolano e si fondono”( Z. Bauman, Laterza 2009). In "Fratelli d’Italia" si intuisce che il luogo primario di questo scontro culturale è la scuola, territorio sul quale e dal quale insegnanti e genitori tentano una resistenza strenua, talvolta drammatica. Chi è assente, chi sembra avere abdicato al proprio ruolo di formazione delle coscienze affiancando la scuola come sistema educativo, sono le altre agenzie educative e la classe politica e intellettuale del nostro Paese. Assenti dal territorio, dopo aver abbandonato il campo dell’etica pubblica alle forze libere e selvagge di un capitalismo globalizzato, privo di regole, giunto probabilmente, e proprio per questa ragione, alla sua fase autodistruttiva.

Fratelli d'Italia, alla ricerca di un'identità multietnica

Discussione 1

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MS
Maria Stella · 15 anni fa #
Bellissimo questo film documentario di Claudio Giovannesi, da non perdere, mi auguro che lo veda il maggior numero di spettatori, adulti e adolescenti, di insegnanti, di genitori.
Ricordo che è on line il sito ufficiale www.fratelliditaliailfilm.it, che include una sezione speciale "Progetto Scuole", con link per approfondimenti e possibili dibattiti. E' anche disponibile un numero verde per la prenotazione di matinées, anche per il prossimo anno scolastico 2010/20111
800 144 961
Ciao a tutti!!