Ieri, mercoledì 26 febbraio 2014, in diretta alle ore 21.10 su Italia 1, nella puntata de “Le Iene show, Filippo Roma è tornato ad occuparsi di ciò che succede in alcuni uffici del Comune di Roma. Due settimane fa aveva suscitato molte polemiche il servizio che mostrava come decine di impiegati comunali, in uno dei Municipi di Roma, si allontanavano dal posto di lavoro subito dopo aver timbrato. Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, aveva parlato di “due o tre o cinque mele marce da individuare” e aveva chiesto con insistenza alle Iene il dvd con le immagini degli impiegati a volto scoperto, cioè senza il bollino rosso che copriva i volti, per dare loro “una punizione esemplare e severissima”.
Filippo Roma si chiede: ma per risolvere il problema basta semplicemente punire i “furbetti” ripresi dalle telecamere delle Iene come propone il Sindaco? Oppure è un problema più generale di controlli e organizzazione del lavoro? Inoltre, si tratta veramente solo di “due o tre mele marce”?
L’inviato di Italia 1 decide di fare un’ulteriore verifica e di controllare cosa succede in una delle tanti sedi del Comune di Roma dopo il polverone sollevato dal servizio e le dure parole di condanna di Marino. Alla prima visita di un nuovo Municipio, la Iena mostra come ci sia chi timbra senza neanche togliersi il casco e poi se ne va salendo di nuovo in sella al suo scooter, chi beggia e poi risale in macchina, chi si dedica alle commissioni quotidiane, chi passeggia, chi va dal giornalaio, in farmacia o dal fruttivendolo. C’è addirittura chi, subito dopo essere stato in banca, va in chiesa per la messa quotidiana. Numerosissimi sono anche i dipendenti che arrivano, timbrano e poi si recano nel bar interno del Comune, dove fanno colazione e si soffermano per parecchio tempo.
Dopo averli osservati per giorni, la Iena decide di uscire allo scoperto e va a chiedere spiegazioni ad alcuni dipendenti. Proprio mentre un’impiegata comunale ripete come in quell’ufficio tutti lavorino assiduamente, interviene una sua collega che non la pensa esattamente allo stesso modo e che afferma di essere stata costretta a non lavorare dal 2011:
“Io non ce la faccio più. Mi stanno facendo dell’ostruzionismo in questo dipartimento. Mi hanno messo da una parte senza lavorare. Non faccio niente. Sono andata dal personale per parlare con il capo ma non riesco a parlarci. Io vorrei lavorare. A me non piace rubare i soldi. Io sono l’unica che non fa un ritardo in questo dipartimento. Sono una persona precisa e sto subendo il mobbing. Sto messa lì e non faccio niente, mi giro i pollici. Tutto il giorno faccio le parole crociate e leggo. Non mi hanno dato da fare niente. Io non voglio rubare i soldi, voglio fare il mio dovere.”
Filippo Roma decide di parlarne, quindi, con la Direttrice dell’ufficio, la Dott.ssa Isabella Cozza, Direttore Dipartimento Politiche Sociali Comune di Roma. Iena: Lei si era mai accorta di questo andazzo generale? Direttrice: Noi facciamo i controlli periodici Iena: Davanti ai suoi occhi c’è un andazzo generale di fanc***o. Gente che passa 40 minuti al bar, gente che timbra e se ne va a messa, gente che se ne va in farmacia.. Direttrice: Questo lo dice lei. Le sue dichiarazioni sono assai lesive per l’amministrazione. Iena: Ogni tanto un salto al bar lo fa? Direttrice: Io non ho tempo per farcelo. Iena: Peccato, perché si accorgerebbe del fanc***o che c’è qui dentro Direttrice: Il lavoro è molto. Abbiamo controlli periodici Iena: Ci fa capire come avvengono? Direttrice: Controlliamo in certi orari che decido io. Iena: Ma non è che le persone che lavorano qui lo sanno che ci sono i controlli? Direttrice: No, perché io lo faccio in maniera riservata Iena: Però tra colleghi, sa.. Direttrice: No. Questo io…la massima riservatezza. Chiamo la persona e subito lo fa Iena: In base ai controlli, lei cos’ha scoperto? Direttrice: I controlli li facciamo sempre Iena: Però efficacia pari a zero Direttrice: No, non è pari a zero. Iena: Alla luce di quello che abbiamo visto, il suo lavoro come lo giudica? Direttrice: Di controllo? Iena: Sì Direttrice: Ci sono da due-tre mesi. Cerchiamo di fare i controlli una o due volte a settimana. Iena: Se i controllori non sono molto efficienti, lei che è la responsabile, come reputa il suo lavoro? Direttrice: Mi devo migliorare. Vi ringrazio, aiutatemi.
Secondo la dirigente nessun dipendente viene informato prima che avvengano i controlli, che in gergo vengono chiamati “saltarelli”. Un dipendente dell’Ufficio del Personale, però, racconta alle Iene come sia difficile effettuare i controlli perché molti dipendenti si avvertono tra di loro con il cellulare appena la persona addetta ai “saltarelli” ha iniziato il giro.
In seguito, dato che la Direttrice ha chiesto alle Iene di aiutarla, Filippo Roma la accompagna dalla dipendente che sostiene di non lavorare da almeno tre anni e che dichiara: “Non ce la faccio più. Ho chiesto tre volte di venire a parlare con lei, direttore” Iena: Da quant’è che lei è in questa situazione? Dipendente: Dal 2011 Iena: In questi tre mesi, direttrice, è venuta a conoscenza del caso di questa signora? Direttrice: Sono venuta a conoscenza Iena: E cosa ha fatto? Non ha fatto niente? Lei passa il tempo a fare le parole crociate e a leggere John Grisham? Direttrice: Questa è una dichiarazione che fa lei Iena: Non pensa che sia un problema di organizzazione generale del lavoro? Direttrice: Esatto. Siccome l’organizzazione non è che si può così, cioè nella etc. etc., stiamo cercando di porre mano a questa… Iena: Noi documentiamo questo andazzo da anni negli uffici comunali di Roma. Non è una novità Direttrice: Cercheremo di migliorare…Io sono per la moralizzazione Iena: Lei è per la moralizzazione. Ma che suggerimento darebbe a Marino per estirpare la piaga del fanc***o a Roma? Direttrice: Scusate, lui è Sindaco, io sto parlando come dirigente. Iena: Ma lui è quello che sta sopra tutti, che quindi ha in mano tutta l’organizzazione Direttrice: Io penso che ci sia una buona parte di gente che lavora ed è corretta. Il fanc***a deve piantarla. Fanc**i basta. Iena: E chi non sa controllare i fanc***i? Direttrice: Deve migliorarsi e poi alla fine se non riesce…voglio dire, ognuno di noi sarà sanzionato. Ci sono delle norme Iena: Quindi anche lei sarà sanzionata se tutto..? Direttrice: Va bene, mi sanzioneranno. Sono disponibile, mi difenderò. Se ho sbagliato che mi sanzionino.
Infine, mentre in alcuni uffici ci sono decine di impiegati che possono trascorrere molto tempo in giro a fare commissioni di ogni genere o se ne stanno ore senza lavorare, la Iena mostra come, nel frattempo, in tanti altri uffici aperti al pubblico ci siano code interminabili per accedere ai più semplici servizi, carenze di personale e sportelli chiusi.
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