Motorismo storico, patrimonio vivo d'Italia: ASI celebra 60 anni tra cultura e futuro

Motorismo storico, patrimonio vivo d'Italia: ASI celebra 60 anni tra cultura e futuro

Il motorismo storico confermato patrimonio culturale, turistico ed economico italiano durante l'evento per i 60 anni di ASI al Senato.

Il motorismo storico si conferma sempre più patrimonio vivo, culturale ed economico dell'Italia, grazie anche ai dati che attestano una diffusione capillare e un interesse rilevante nella società. Nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica, si è svolto l'incontro "Motorismo storico, patrimonio vivo d'Italia. Sessant'anni dell'Automotoclub Storico Italiano: cultura, turismo e autenticità, la rotta verso il futuro", promosso in occasione del sessantesimo anniversario di ASI.

Sotto la conduzione di Francesco Giorgino, l'evento ha visto la partecipazione di figure di spicco tra cui il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Vicepresidente Gian Marco Centinaio e il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. La Senatrice Elena Murelli, Presidente dell'Intergruppo Parlamentare Motorismo Storico, insieme a Alberto Scuro, Presidente ASI e FIVA, ha aperto i lavori tracciando il valore trasversale del settore. A sessant'anni dalla sua fondazione ASI guarda al futuro con la consapevolezza che il Motorismo Storico rappresenta molto più di una passione: è una componente del patrimonio culturale italiano, una risorsa per il turismo e per l'economia dei territori e un'espressione delle competenze tecniche, industriali e artigianali del nostro Paese ha sottolineato Scuro.

Particolare risalto è emerso dallo studio "Il Motorismo Storico nell'Italia che cambia: valori, percezione pubblica e impatto sui territori", presentato da Alessandra Ghisleri (Euromedia Research). Oltre 21 milioni di italiani si dichiarano interessati al settore, mentre ben il 79,1% degli intervistati riconosce i veicoli storici come patrimonio culturale nazionale e il 60,7% auspica interventi pubblici a tutela e conservazione.

L'impatto in termini di presenza e valore economico è altrettanto evidente: nell'ultimo anno circa 14,5 milioni di persone hanno partecipato o assistito a eventi dedicati ai veicoli storici, generando una spesa stimata di 1,4 miliardi di euro e un potenziale bacino futuro di 25 milioni di partecipanti. Sul piano ambientale, la ricerca evidenzia una percorrenza media annua limitata (1.200 chilometri, con quasi il 40% dei proprietari sotto i 500 km). Ben il 71,5% degli intervistati valuta minimo o irrilevante l'impatto ambientale della circolazione di questi veicoli.

Significativo anche il ruolo del motorismo storico nella valorizzazione dei territori, evidenziato dagli interventi di Agnese Di Matteo (Vicepresidente ASI), Stefano Locatelli (Vicepresidente ANCI), Maria Pace Odescalchi (Associazione Dimore Storiche Italiane) e altri rappresentanti istituzionali.

La giornata si è arricchita degli interventi di Remo Chiodi (Direttore Generale ASI) che ha illustrato il protocollo tra ASI e la Direzione Generale per l'Ippica del MASAF per la valorizzazione degli ippodromi e della cultura enogastronomica nazionale attraverso itinerari con veicoli storici.

Al confronto hanno contribuito numerose personalità del mondo politico e istituzionale, tra cui i Senatori Massimo Garavaglia, Elena Murelli e Marco Lisei, Stefano Corti (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato), le Onorevoli Beatriz Colombo, Grazia Di Maggio e Cristina Rossello, nonché Giovanni Battista Tombolato (ACI Storico).

L'autenticità dei veicoli e la memoria industriale sono stati al centro degli interventi di Ugo Gambardella (Vicepresidente ASI), Luca Sciascia (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato), e Alberto Corteggiani (Archivio Centrale dello Stato), che ha richiamato l'importanza della digitalizzazione degli archivi storici, con particolare attenzione a quello della Carrozzeria Bertone e alla Collezione di veicoli Bertone di ASI.

L'incontro ha confermato il ruolo strategico del motorismo storico quale leva per il rilancio culturale, economico e turistico del Paese, sottolineando la necessità di promuovere politiche attive e sinergie istituzionali per tutelarne l'autenticità e la memoria industriale italiana.

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