In genere il biscotto è quello che a colazione inzuppiamo nel caffè latte, eppure siamo costretti a parlare di un altro biscotto, non quello con gocce di cioccolato ma quello calcistico. Abbiamo ancora fissi nella mente quello che otto anni fa accadde all’europeo del 2008: nell’ultima partita del girone l’Italia di Trapattoni vinse contro la Bulgaria ma venne eliminata per la combine del 2-2 che organizzarono Svezia e Danimarca.
Oggi questo incubo è tornato, ma siamo stai noi a riaprigli la porta dopo il deludente pareggio contro la Croazia. Dopo la positiva prova contro la Spagna l’Italia di Cesare Prandelli si complica la vita non riuscendo a portare a casa la vittoria. La Croazia ci blocca sull1-1 e adesso per qualificarci agli europei dobbiamo prima di tutto battere l’Irlanda e sperare che Spagna e Croazia non finiscano la partita di lunedì con lo stesso risultato di Svezia e Danimarca.
Prandelli dà fiducia allo stesso undici che ha affrontato i campioni del mondo nella gara d’esordio e in effetti la mossa un po’ ha funzionato perché nel primo tempo gli azzurri giocano un buon calcio creando diverse occasioni per andare sull’1-0. Purtroppo però Cassano e Balotelli sprecano troppo e anche Marchisio non finalizza due possibilità da gol. La rete però arriva a sei minuti dall’intervallo e porta la firma d’autore di Pirlo con la sua solita fantastica e precisa punizione.
Nel secondo tempo però cambia tutto, compreso il modulo dei croati che passano dal 4-4-2 al 4-2-3-1 e la mossa di Bilic mette in crisi gli azzurri che arretrano troppo e si fanno schiacciare nella propria metà campo. Il gioco brillante dei primi quarantacinque minuti si spegne, il pressing alto di centrocampisti e punte cala d’intensità e la circolazione di palla cala vistosamente: errore gravissimo quello dei nostri, e di Prandelli che a giudizio un po’ di tutti sbaglia le sostituzioni: fa uscire Balotelli per di Natale e Motta per Montolivo, tenendo in campo le due ali Maggio e Giaccherini a corto di energie per il rush finale. La Croazia se ne accorge e mette più intensità in campo anche se il gioco non è brillante ma alla prima occasione ci fanno gol con Mandzukic. E’ il pareggio che ci taglia le gambe. Più per disperazione che per gioco Prandelli fa entrare Giovinco ma l’Italia a quel punto era già sotto la doccia.
A fine gara il commissario tecnico Prandelli esprime tutta la sua delusione per la vittoria mancata ma resta comunque ottimista per il prossimo turno: “Non sono arrabbiato, sono amareggiato. Si gioca, si crea e nessuno chiude la partita. Poi il calcio ti punisce, basta un cross e ti cambia tutto quello che hai costruito. Abbiamo perso un’occasione. Ma siamo vivi, c’è ancora la terza gara da giocare”.
Noi ovviamente speriamo che non ci siano combine strane o che non finisce nel ridicolo perché ok noi saremmo eliminati ma l’europeo ci perderebbe la dignità e la faccia. Intanto pensiamo a battere l’Irlanda, al resto ci penseremo lunedì nel post partita.
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