Sessa Marine C68, design e innovazione

Sessa Marine C68, design e innovazione

essa Marine presenta il suo ultimo gioiello, C68. Vero e proprio prodotto “alto di gamma” nel segmento open hard top. Uno yacht di oltre 21 mt.

essa Marine presenta il suo ultimo gioiello, C68. Vero e proprio prodotto “alto di gamma” nel segmento open hard top. Uno yacht di oltre 21 mt. la cui ottima carena e’ il risultato di approfonditi studi progettuali. Uno stile unico di spiccata personalità che a tratti sembra ispirato al design delle auto di lusso anni 30’ e 40’ rivisitato in chiave moderna. La grande sfida è legata al design: questa nuova imbarcazione nascerà all’insegna dell’innovazione stilistica. Sessa Marine si è dimostrata, negli ultimi anni, uno dei cantieri più innovativi in fatto di stile e tendenza nel mondo nautico. Dal talento di Christian Grande sono nate barche che oggi restano il riferimento in termini di design anche per i grandi cantieri internazionali. La sfida è quella di introdurre una nuova barca che presenti dettagli di stile unici per forma e soluzioni, uniti a materiali nuovi che faranno tendenza nei prossimi anni. Nasce in quest’ottica l’accordo con Dada, azienda del gruppo Molteni, che mira a sviluppare gli arredi interni utilizzando tecnologie e soluzioni di altissimo design. Un progetto ambizioso e decisamente innovativo che vuole introdurre nella cucina nautica particolari e soluzioni mutuate dal mondo della casa, ne è un esempio eccellente l’inserimento della “wine cellar” – un aspetto finora poco esplorato da parte dell’industria del diporto di dimensioni medie. La partnership sottolinea anche l’aspetto di sperimentazione di nuove soluzione tecniche utilizzando il know how e la competenza di Dada per l’utilizzo di nuovi componenti e materiali.

Dada Contract Division, basandosi su precedenti esperienze maturate nell’ambito di cucine espressamente progettate per essere utilizzate in spazi ristretti ma completamente fruibili da un punto di vista funzionale, ha progettato per il C68 una cucina basata su una struttura completamente in alluminio, modulare, di facile istallazione e manutenzione. Molteplici le possibilità di rivestimento esterno basate sull’utilizzo di materiali nuovi e tecnologicamente all’avanguardia come acciaio e vetro in sostituzione del tradizionale truciolare o compensato marino. Obiettivo è creare un monoblocco operativo completo ove le funzioni cottura, lavaggio, refrigerazione e stivaggio possono svolgersi nella completa funzionalità e sicurezza che una cucina di bordo richiede. L’aspetto esteriore è stato progettato per integrarsi perfettamente con gli altri arredi di bordo pur mantenendo una propria distinta personalità. Si può affermare che la C68 introdurrà nuovi concetti nel campo della nautica da diporto, trasformando gli ambienti in verande e camere “trasparenti”, e soppiantando le sensazioni di ambienti “scatola”, noto limite all’abitabilità degli yacht medio piccoli. “L’obiettivo è portare concetti presenti su grandi yacht come la falchetta alta, le grandi vetrate e le forme della poppa e dell’hangar su una barca di venti metri che diventerà riferimento per il mercato, come lo sono stati in passato C52 e C46” - commenta Riccardo Radice, responsabile marketing Sessa Marine.

Nel concepire la nuova barca, il designer Christian Grande ha utilizzato tutti i caratteri che sino ad oggi hanno determinato il successo della flotta Sessa Marine, attingendo dal passato e, allo stesso tempo, evolvendo alcuni tratti distintivi considerati tipici del suo design: la “spigolosità” della gamma “Cruiser” è stata addolcita e limitata a richiami di forma, messi in risalto da equilibri cromatici e materici. Il risultato sono forme che fanno della C68 un vero e proprio organismo che protegge e culla chi lo abita, portandolo con sé in abito da sera: la forza formale è controbilanciata dall’eleganza e dalla sottile sinergia che si crea tra luce, colori e materiali.

L’occhio dell’osservatore - e dell’armatore - sarà rapito dall’equilibrata eleganza dell’insieme e dalla fine cura dei particolari, come la falchetta sagomata che, oltre a svolgere funzione di sicurezza supplementare, rende la barca peculiare e richiama classiche forme navali in chiave moderna. O come le prese d’aria cromate e modellate per inserirsi perfettamente nell’insieme, concepite per essere unite al vascello, ed aprirsi completamente solo alle alte velocità. Gli ampi spazi a disposizione sono studiati per essere vivi e mutevoli, grazie alla ricerca materica e illuminotecnica.

Christian Grande ha utilizzato i colori e i rivestimenti per coniugare esterni e interni, ideando una sorta di flusso luminoso e materico tra coperta e sottocoperta. La voluttuosità delle forme sarà sottolineata e scandita dall’utilizzo di velluti e laccati, legni e superfici a specchio, tappeti corrugati e coprifilo cromati. Tutti elementi scelti e trattati per essere parte di un vero e proprio concerto di effetti di luce e tonalità, di accelerazioni dei raggi riflessi (su specchi, cromature e laccature) e assorbimento della luce diretta (su velluti, tappeti, legni), un concerto ritmato e sincopato che renderà gli ambienti unici e sempre mutevoli.

Particolare importanza è stata conferita anche agli spazi di prua e poppa destinati a conviviali e relax: basti pensare alle chaise longue e all’elegante pavimentazione in teak, disposto a doghe trasversali volta a sottolineare la godibile spaziosità della coperta. La forza dello stile italiano è stata quindi inglobata in un design equilibrato e accattivante, che ha dato vita a una barca di classe e dai colori inusuali e particolarmente eleganti.

Anche gli ambienti interni sono di nuova concezione, preservando le connotazioni nautiche ma allo stesso tempo divenendo veri e propri scenari “domestici”, grazie alle ampie vetrate e alla compenetrazione degli ambienti. Nel caso della cabina amatoriale, ad esempio, stanza da letto e bagno faranno parte di un unico spazio divenendo l’uno estensione dell’altra e viceversa. In coperta, l’ampio salone potrà essere aperto al pozzetto grazie alla porta vetrata scorrevole divenendo un unico ambiente semicoperto.

Lo yacht non è più un guscio chiuso e impermeabile alla luce, ma diviene interfaccia tra natura esterna e l’ambiente interno, che rimane in ogni caso accogliente e protettivo. Questo conferma la volontà di portare concetti e scelte stilistiche di maxi yacht in un’imbarcazione di medie dimensioni.

Sessa Marine C68, design e innovazione

Discussione 2

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LU
luigi · 16 anni fa #
meraviglioso
LU
luigi · 16 anni fa #
sono rimasto abbagliato non ci sono parole