Martedì 9 novembre esce SOME KIND OF TROUBLE, il nuovo attesissimo album di James Blunt, uno dei nomi più popolari e apprezzati della musica pop internazionale. James Blunt invita tutti i suoi fan oggi 8 novembre alle ore 22.00 ad assistere su Youtube al concerto in diretta mondiale dal Bloomsbury Ballroom di Londra dove presenterà per la prima volta live SOME KIND OF TROUBLE. A proposito del nuovo album Blunt afferma con la sua tipica ironia britannica: “Diciamo che mi sono fatto un po’ di giri sulle montagne russe”. Dopo due album, due tour mondiali e 18 milioni di copie vendute, Blunt ha intrapreso un viaggio che capita a poche persone nella vita. Ora, con SOME KIND OF TROUBLE torna a casa. L’album è piacevolmente ottimistico e totalmente privo di cinismo. “Racchiude un po’ dell’atmosfera dei primi anni ’80. In Occidente c’era questa percezione diffusa di poter fare qualsiasi cosa – il tipo di ottimismo che sentiamo da ragazzi” spiega Blunt “Some Kind of Trouble” cattura questi sentimenti, la sensazione di libertà, l’eccitazione e la semplicità”. “Queste nuove canzoni parlano della realtà” dice, continuo a vedere e a uscire con i miei amici, scrivo canzoni sul mondo in cui viviamo e su quello che vogliamo per il nostro futuro”.
Prodotto principalmente da Steve Robson, tra i brani vanno segnalati la dolceamara “These are the Words”, l’arguta e incisiva “Superstar” e la trascinante “Stay the Night”, il primo singolo estratto che è già al 3° posto sia delle canzoni più suonate dalle radio italiane, che dei singoli più venduti. “Stay the Night” è un brano allegro, sexy, caratterizzato dalla chitarra acustica, che parla di “cantare “Billie Jean” mentre si mischiano vodka e caffeina”. Scritta da Blunt, Robson e Ryan Tedder dei OneRepublic’s, la canzone rimanda anche al leggendario Bob Marley e al suo capolavoro “Is This Love”. In effetti, “Some Kind of Trouble” – registrato per lo più a Londra – trasmette istantaneamente una sensazione di freschezza e spontaneità. “In passato, scrivevo una canzone e poi entravo in studio per registrarla. Questa volta è scaturito tutto dal nulla” ricorda “C’erano energia ed eccitazione, la voglia di divertirsi in studio e farlo sentire. E’ successo, ed è stato tutto molto naturale”. Oltre a Robson, con cui ha scritto la maggior parte del disco, Blunt ha collaborato con Greg Kurstin dei The Bird & the Bee, Kevin Griffin dei Better Than Ezra, Wayne Hector e Eg White – che aveva già collaborato a “All the Lost Souls” – con cui ha scritto la sfacciata “Turn Me On”, che farà chiaramente capire quanto sia limitativo pensare a Blunt come a “Mr. Sensibilità”. Questo non significa che in “Some Kind of Trouble” non si affrontino temi importanti. Il punto focale dell’album è “No Tears”, una ballata per nulla sentimentale, che parla “delle somme che si tirano in una vita”, dice Blunt e aggiunge “Ci sono alcune canzoni nel corso di una carriera che diventano delle pietre miliari “No Tears” è la mia pietra miliare di questo album”.
Blunt pensa che l’utilizzo migliore che si possa fare della celebrità è utilizzarla per illuminare e mettere sotto ai riflettori chi fa davvero del bene. Nel corso del tour mondiale del 2008-2009 Blunt ha raccolto fondi per Medici Senza Frontiere, l’organizzazione umanitaria di assistenza medica che il giovane ufficiale uscito da Sandhurst aveva conosciuto e visto in azione durante la sua permanenza in Kosovo, dove James si trovava come militare dell’ esercito britannico. Ha lavorato inoltre a stretto contatto con l’associazione Friends of the Earth per diffondere e aumentare la consapevolezza del mutamento climatico.
SOME KIND OF TROUBLE arriva dopo il successo del secondo album di Blunt “ All The Lost Souls”, disco di platino in italia con oltre 70.000 copie vendute, che ha debuttato al Numero Uno 1 delle classifiche in 10 paesi e ha venduto quasi 5 milioni di copie in tutto il mondo trainato dalle hit “1973,” ”Same Mistake” e “Carry You Home”.
“Back to Bedlam”, il suo fortunato album d’esordio, ha catapultato Blunt nell’olimpo delle star mondiali grazie alla forza di brani come “You’re Beautiful,” “High” e “Goodbye My Lover”, è arrivato al primo posto in classifica in 18 paesi ed è entrato nella top 10 in altri 35. “Back To Bedlam” è il disco che ha venduto di più in assoluto in Inghilterra negli ultimi dieci anni seguito da “No Angels” di Dido e da “Back to black” di Amy Winehouse. Una breve lista dei numerosi premi e riconoscimenti ottenuti da James Blunt include l’essere stato nominato per cinque Grammy, essere stato il primo artista inglese - dopo Elton John con la sua “Candle in The Wind” - a raggiungere il primo posto della classifica dei singoli negli Stati Uniti con “You’re Beautiful”, e aver vinto due due Brit Awards, due World Music Awards, due MTV Video Music Awards e un MTV European Music Award. Nel 2011 Blunt intraprenderà un nuovo tour mondiale che lo porterà a Roma il 13 marzo (Palalottomatica) e a Milano il 14 marzo (Mediolanum forum).
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