Leonardo Paez aveva già deciso di lasciare la vittoria al suo compagno di squadra perché l’aveva atteso nella sua lunga cavalcata dopo la foratura. Sapeva di essere il più forte, se non fosse stato per quell’imprevisto, non ce n’era per nessuno ma, a modo suo, ha voluto ringraziare Julio Caro. Un bellissimo esempio d’amicizia e di sport. Primo, secondo, terzo e quarto, è questo lo splendido ordine d’arrivo della Full Dynamix alla 100 Km dei Forti, valida come seconda tappa del Kia Rampitour del Trentino. 1.280 iscritti per una gara che, dopo ben dodici anni, non ha bisogno di presentazioni. Una gara che attrae atleti e squadre da tutte le parti d’Italia per il fascino di un percorso che rimane immutato nel tempo e per un'organizzazione consolidata e apprezzata dal grande pubblico degli appassionati.
A sorpresa, alla partenza, si presenta Marco Bui con una tabella portanumero personalizzata, un ospite speciale. Sta bene e vuole essere della partita, anche lui con i suoi compagni di sempre, ad accompagnarli con il suo spirito e la sua ironia. La giornata inizia così, con il sorriso di Marco Bui e uno splendido sole ad accompagnare il plotone dei 1.300 bikers, felici di iscrivere il loro nome sulla dodicesima 100 Km dei Forti.
La prima parte di gara fino al bivio che decideva la scelta tra il Marathon (88 km) o il Classic (58 km) si è giocata molto sulla tattica per capire quali sarebbero state le scelte anche se, la gara regina, si è svolta sul Marathon. Subito al via passa in testa il terzetto della Full Dynamix: Paez (vincitore dello scorso anno) De Bertolis e Caro seguiti a 10” da Ramon Bianchi risoluto a difendere la maglia di leader. In campo femminile, invece, è il duetto Stropparo/Ferrari, mattatrici della 1000 Grobbe Bike, a stabilire il passo della corsa. Sofferenti le atlete dell’Arcobaleno Carraro Team con la Campuzano staccata di due minuti già al dodicesimo chilometro. In località Campolongo, a circa 23 km di gara, transita in testa un gruppetto di sei corridori formato da De Bertolis, Costa, Caro, Bianchi e Unterthurner, leggermente staccato Paez attardato da una foratura. Tra le donne situazione immutata con le atlete dell’Arcobaleno Carraro Team che accusano un ritardo di 7’ dalle due battistrada. A circa 35 km di gara Walter Costa è in fuga con Caro a ruota. Seguono De Bertolis e Bianchi a circa un minuto, e Unterthurner a due minuti.
Paez inizia la sua rincorsa a ritmo forsennato per riprendere i fuggitivi. A Forte Campo, quando mancano poco più di 15 km all’arrivo del Classic, transita in testa sempre il duetto composto da Caro e Costa seguito, a circa un minuto, da Unterthurner e De Bertolis. Al bivio per il Classic, svolta Walter Costa seguito da Unterthurner mentre, gli altri, proseguono per il Marathon. Annabella Stropparo, pure lei, sceglie il Classic lasciando, in questo modo, la vittoria del Marathon ad Anna Ferrari. La seconda parte di gara non registra particolari colpi di scena se non la cavalcata di Leonardo Paez che recupera posizione su posizione fino ad agganciare, a 10 km dall’arrivo, il compagno di squadra Caro e trionfare con lui a braccia alzate sul traguardo. Anna Ferrari, invece trionfa in totale solitudine, infliggendo 28 minuti a Petra Dibiasi (Rewel Team) e 39 minuti a Claudia Paolazzi (Scott Racing Team).
I commenti dei protagonisti:
Leonardo Paez, oggi, bissa la vittoria dello scorso anno: “Ho forato dopo soli 15 km. Non mi sono scoraggiato e sono ripartito cercando di recuperare il terreno perso più velocemente possibile. Ho ripreso il mio capitano Mauro Bettin e Massimo De Bertolis in prossimità del bivio, poi mi sono detto, vado a prendere Julio e arrivo con lui al traguardo”.
Julio Caro: “Non pensavo che Paez mi raggiungesse così velocemente. Ci siamo parlati e abbiamo deciso di vincere insieme. Sono molto felice per la mia squadra”
Massimo De Bertolis, stremato dalla fatica: “Sono davvero stanchissimo. Oggi ho faticato perché mi sono allenato troppo in questi giorni. Lo stop a causa di una distorsione alla caviglia mi ha obbligato ad aumentare i ritmi di allenamento. Ci rivediamo per la Rampikissima”.
Anna Ferrari: “Avevo già deciso di fare il Marathon anche senza l’accordo con la Stropparo. Io amo le lunghe distanze poi questo percorso è molto bello e, oggi, me lo sono proprio goduto perché il mio vantaggio era tale che mi ha permesso di risparmiarmi un po’”.
Walter Costa vincitore, a sorpresa, del Classic: “In realtà ero partito per fare il Marathon. Ho perso i miei rifornimenti, mi sono fatto due conti e, considerando che domenica prossima ho la mia gara ad Asiago, ho preferito risparmiarmi. Ho attaccato con Caro a Campo Rosà, a poco più di 30 km di gara, poi il colombiano ha girato per il lungo”.
Stephan Unterthurner, deluso per la mancata vittoria: “Sì! Sono molto deluso perché pensavo che Costa avesse girato per il lungo come aveva detto in partenza. Non m’ero assolutamente accorto e quando ho saputo di essere giunto secondo al traguardo la delusione è stata davvero grande”.
Nicola Dalto: “Ero partito per fare il Marthon, poi, al bivio ero troppo stanco e ho girato per il Classic. La 24H di Idro è stata una bellissima esperienza ma mi ha messo a dura prova”.
Annabella Stropparo, vincitrice della 1000 Grobbe Bike e campionessa italiana in carica: “Io e Anna abbiamo fatto la corsa assieme poi ci siamo messe d’accordo, io ho scelto il Classic perché non sto molto bene, il mal di schiena mi perseguita. Mi sarebbe piaciuto vincere sul Marathon ma avrei sofferto troppo. Anna è più forte di me in salita ma, poi, la riprendo costantemente in discesa. Ci vediamo alla Rampikissima”.
Daniela Campuzano, seconda sul Classic: “Direi che è andato tutto bene, avrei voluto fare il Marathon ma alcuni problemi al soprasella mi hanno fatto desistere”.
Renate Pichler, terza sul Classic: “E’ un percorso duro, molto di forza, io non riesco a spingere tanto i rapporti lunghi. Prediligo il Cross country e le Granfondo, non ho la preparazione per le Marathon”.
Il nostro racconto è iniziato con il sorriso di Marco Bui e termina con queste sue parole commoventi ma piene di speranza: “Ho ancora molti dolori alla gamba. Il mio problema in questo momento è il male che mi condiziona tantissimo. Ho deciso di pedalare un po’ oggi, d’accordo con il mio fisioterapista. Lungo il percorso tutti mi salutavano e incitavano è stato bello perché mi aiuta a credere”.
Appuntamento con il Kia Rampitour del Trentino ad Imer, il 24 giugno con la Rampikissima!
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