Gelo e neve in arrivo dalla Russia, colpiranno ovunque?

Gelo e neve in arrivo dalla Russia, colpiranno ovunque?

ono due giorni ormai che non è difficile trovare sulla rete ed anche in TV allarmismi e sensazionalismi legati all'irruzione di aria gelida che sta per...

ono due giorni ormai che non è difficile trovare sulla rete ed anche in TV allarmismi e sensazionalismi legati all'irruzione di aria gelida che sta per arrivare dalle steppe russe. La verità è che se appare ormai quasi certo che l'Orso russo, come viene chiamato in gergo dai meteofili, colpirà l'Italia, non è ancora sicuro come colpirà. Per il dove naturalmente si intende l'area geografica e per il come ci si riferisce ai fenomeni, sarà neve, sarà pioggia e dove sarà neve e dove pioggia? Conviene quindi a questo punto fare un po' di chiarezza per chi vuole sapere come stanno effettivamente le cose al di la dei proclami lanciati dai Media. Il freddo e le nevicate che stanno interessando il nord Italia non sono legati all'irruzione prevista, il gelo siberiano arriverà non prima delle prossime 48 ore, attualmente si trova ancora sulle pianure moscovite dove le massime stanno sfiorando i -15° e le minime si sono attestate intorno ai -20, persino -30. Il responsabile di tali temperature, l'anticiclone russo siberiano, noto ormai a tutti, con i suoi 1060 millibar (o hectopascal) centrato tra la Finlandia e le pianure russe settentrionali. Senza entrare troppo in un dettaglio tecnico specifico, diremo semplicemente che questo anticiclone si è collegato più ad ovest con l'anticiclone delle Azzorre formando una sorta di striscia anticiclonica che dalle Isole Omonime in direzione nord nordest raggiunge la Russia.

Al di sotto di questo nastro anticiclonico, attirate da nordest verso sudovest si muoveranno le correnti gelide che attualmente stanno interessando le pianure sarmatiche. Dalla traiettoria di queste correnti dipenderà tutta la geografia e la fenomenologia legata all'irruzione. Con gli ultimi dati sembra che l'autostrada del gelo si dirigerà in due direzioni, il flusso principale dilagherà verso la Mittel Europa e poi verso la Francia mentre il flusso secondario prolasserà verso i Balcani. A causa della barriera alpina l'aria gelida, che si trova soprattutto negli strati prossimi al suolo, non potrà arrivare sull'Italia in modo diretto, perché troverà questa barriera naturale e sarà costretto ad aggirarla. Una parte del flusso quindi aggirerà le Alpi da ovest entrando nel Mediterraneo dalla porta del Rodano in Francia ed un'altra parte sfonderà dalla Porta della Bora.

Sarà soprattutto l'ingresso dell'aria fredda dalla porta del Rodano a determinare gli effetti più vistosi dell'irruzione perché l'interazione dell'aria fredda con il tepore del nostro mite Mediterraneo innescherà la formazione di un profondo vortice ciclonico che comincerà a curvare tutte le correnti verso il suo centro. Questo minimo sarà nutrito sia dal gelo francese che dall'aria fredda che gli arriverà da est, quella entrata dalla porta della Bora. Il nord Italia quindi sarà preso in ragione della sua esposizione a queste correnti che si addosseranno soprattutto al nordovest e successivamente sulla bassa Padana. Neve quindi soprattutto al nordovest, un po come sta accadendo in queste ore e poi in Emilia Romagna, ma con temperature più fredde. E il centro-sud? Tutto dipenderà da dove andrà a collocarsi il minimo, più ad ovest sarà, più il richiamo di correnti miti meridionali interesserà l'Italia. I modelli si rincorrono per cercare di identificare la posizione del vortice ma le ipotesi sono ancora tra le più svariate. In linea di massima e facendo una media tra quelli attualmente a disposizione, la neve a bassa quota dovrebbe interessare in una fase secondaria anche il centro, quando l'aria fredda in ingresso dal Rodano avrà ruotato attorno al minimo e raggiunto l'Italia da ovest. Il sud invece è ancora in ballo, qualora il minimo fosse troppo occidentale la neve cadrebbe solo in montagna ma il modello americano da qualche speranza agli abitanti della Campania, del Molise e della Puglia settentrionale a partire dal 3 Febbraio quando il giro intorno al minimo dell'aria fredda sarà completo e potrebbe abbordare il versante tirrenico da ovest. Un libeccio freddo potrebbe arrivare sulla Campania e portare neve a bassa quota non solo sulle zone interne ma persino nel capoluogo partenopeo. Più a sud la questione è ancora complessa.

C'è da dire però che una volta che il Mediterraneo centrale sarà stato invaso dalle correnti gelide, questo dovrebbe accadere intorno al 4-5 Febbraio, fenomeni nevosi a bassa quota sarebbero possibili un po' ovunque, persino in Sicilia. Tuttavia si tratta di previsioni a 6-7 giorni, quindi ancora abbastanza incerte. In conclusione, e con gli ultimi dati in nostro possesso, possiamo affermare con ragionevole certezza che il gelo arriverà e la neve colpirà soprattutto il centro nord in una prima fase, poi dal giorno 3-4 Febbraio fenomeni nevosi a bassa quota potrebbero e ribadiamo potrebbero interessare anche il sud soprattutto la Campania. Il resto sono per ora ancora congetture, una cosa ci teniamo a sottolinearla, era dal lontano Gennaio del 1985 che una così imponente massa d'aria gelida non si metteva in movimento verso l'Europa centrale e l'Italia....a voi tutte le considerazioni.

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