Mercato auto in Italia: a settembre 2026 boom di ibride e crescita a doppia cifra

Mercato auto in Italia: a settembre 2026 boom di ibride e crescita a doppia cifra

Il mercato auto italiano registra una crescita del 9,9% a settembre 2026. Le ibride sfiorano il 51%, forti aumenti per BEV e PHEV. Parola d'ordine: rinnovo.

Il mercato delle autovetture in Italia ha registrato un significativo incremento nel mese di settembre 2026, segnando un +9,9% con 139.356 nuove immatricolazioni rispetto alle 126.781 di settembre 2025. Nei primi nove mesi dell'anno, il totale delle immatricolazioni è salito dell'8,7% arrivando a 1.268.964 unità. Tuttavia, il volume rimane ancora sotto del 13,6% rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019, segno che la piena ripresa non è ancora stata raggiunta.

La struttura del mercato vede protagoniste le autovetture ibride, che nel mese hanno superato la metà del totale, attestandosi al 50,7% di quota (49,4% nei primi nove mesi). Di queste, il 18,5% sono full hybrid e il 32,2% mild hybrid. Le vetture elettriche pure (BEV) raggiungono il 7,6% di quota, in evidente aumento rispetto al 6,4% di agosto e al 5,6% del settembre precedente. Più del 52% delle vendite BEV coinvolge clienti privati, ma è ancora evidente la necessità di una politica fiscale adeguata per stimolare maggiormente il canale corporate. In crescita anche le ibride plug-in (PHEV), all'11,1% di quota, spinte dal noleggio a lungo termine che copre oltre il 40% delle immatricolazioni in questo segmento.

Le motorizzazioni tradizionali evidenziano una flessione: la benzina scende al 17,6% di quota mensile, il diesel crolla al 4,9% e il GPL segna l'8,1%. In aumento il noleggio a breve termine, che raddoppia quasi i volumi arrivando al 2,9% di share. I privati confermano il ruolo di traino del mercato auto con una quota del 55,9% a settembre, mentre il Centro e il Nord Ovest risultano aree particolarmente dinamiche.

La riduzione delle emissioni resta una priorità: a settembre la CO2 media delle nuove vetture scende a 106,0 g/km (-3,7% rispetto allo scorso anno). La fascia delle vetture a zero emissioni (BEV) rappresenta il 7,6% del mercato, mentre crescono anche le auto nella fascia 21-50 g/km grazie all'affermazione dei modelli PHEV.

Sul fronte normativo, si guarda con attenzione alle prossime misure della Legge di Bilancio, considerate decisive per tradurre in azioni concrete le richieste della filiera automobilistica sulle flotte aziendali e stimolare il rinnovo del parco circolante. Una priorità sottolineata dal Presidente UNRAE Roberto Pietrantonio: "Il rinnovo del parco circolante deve restare una priorità strategica. I segnali positivi del mercato del nuovo sono importanti, ma letti insieme ai dati dell'usato mostrano con chiarezza che la vera sfida è attivare meccanismi capaci di trasformare la ripresa delle immatricolazioni in un progressivo svecchiamento del parco. È lì che si misura l'impatto reale su sicurezza, efficienza e sostenibilità della mobilità".

Il settore attende inoltre una revisione della fiscalità per le flotte aziendali, stimata in 515 milioni di euro per il triennio 2027-2029, per favorire almeno 400.000 nuove immatricolazioni sostenibili. Pietrantonio aggiunge: "La prossima manovra di bilancio rappresenta un passaggio imperdibile per definire finalmente un quadro normativo certo a sostegno degli investimenti corporate. Per questo ribadiamo la necessità di varare dal 2027 la proposta di filiera con risorse garantite sull'intero triennio, intervenendo su tre assi primari: una revisione organica della fiscalità delle auto aziendali allineata ai parametri europei, un potenziamento capillare delle infrastrutture di ricarica e un'effettiva riduzione dei costi energetici, così da alimentare un mercato dell'usato recente e accessibile per le famiglie".

Infine, dal lato delle politiche energetiche, viene apprezzato il tetto provvisorio ai prezzi di benzina e gasolio introdotto dai principali operatori della distribuzione carburanti, ma si ribadisce l'importanza di interventi strutturali per ridurre la dipendenza energetica e promuovere l'accesso a veicoli a basse e zero emissioni. Il settore auto in Italia si dimostra quindi vivace, con segnali di crescita e transizione sempre più evidenti, pur rimanendo in attesa di decisive azioni strutturali per un vero rinnovamento.

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