Anthem – Recensione del nuovo titolo BioWare

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Dai creatori della serie RPG fantasy Dragon Age, Anthem, un elettrizzante shooter-RPG dedicato soprattutto a coloro che amano giocare in compagnia di amici, in multiplayer online, finalmente disponibile su PlayStation 4 (versione testata), Xbox One e PC!

Riteniamo doverosa una premessa, in merito a quanto apparso in rete fino ad oggi, in termini di giudizi, sul nuovo titolo BioWare: non era scritto da nessuna parte che questo titolo dovesse per forza offrire qualcosa di nuovo in termini di gameplay. Non era dovuto che gli sviluppatori donassero ai giocatori nuovi termini di paragone in ambito videoludico (ma in parte è stato fatto anche questo). Da molti questo titolo viene indicato come un “clone” di Destiny, ma in terza persona. Hanno dannatamente ragione, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti positivi della serie sviluppata da Bungie.

Anthem si propone come un sparatutto in terza persona dove la crescita e lo sviluppo del personaggio, dell’equipaggiamento e delle armi passa attraverso la raccolta di nuovo materiale (e nuove armi, appunto) che vengono assegnate al giocatore al termine di ogni missione, sia essa principale o secondaria. Il titolo può essere affrontato in Modalità Campagna, vivendo quindi le vicende narrate dagli sviluppatori, che tengono in piedi le fondamenta del mondo di gioco (tra l’altro, splendido!), o in esplorazione libera (un’esperienza che vale assolutamente la pena di essere vissuta). Vi sono poi le missioni “Fortezza”, equivalenti agli “Assalti” del già citato Destiny.

In Anthem i giocatori saranno chiamati a vestire i panni (o meglio, gli “Strali”) degli Specialisti, guerrieri responsabili della salvaguardia dell’umanità il cui Ordine è caduto in disgrazia da tempo, ed essi non vengono più visti di buon occhio da gran parte della popolazione (un po’ come i Custodi Grigi in Dragon Age). Uno “Strale” altro non è che la Classe del personaggio, e in Anthem gli sviluppatori ne propongono quattro, differenziate, come tradizione vuole, tra il classico soldato “equilibrato” (il Guardiano), un Tank duro da buttare giù (Colosso), uno stregone in grado di evocare potenti incantesimi in battaglia (Tempesta) e il velocissimo Intercettore.

Ogni attività può essere svolta in single-player, ma è il gioco stesso, la sua natura (e gli stessi sviluppatori) a consigliare un “approccio multiplayer” alle missioni. Chi non ha intenzione di prendere troppo seriamente il titolo, può affidarsi all’ottimo sistema di matchmaking implementato da BioWare, per un rapido accoppiamento casuale ad altri giocatori collegati ai server di gioco. Chi invece necessita di un’esperienza indimenticabile e giocata in maniera più ragionata avrà la possibilità di invitare alla propria partita soltanto i membri che riterrà “degni” di partecipare alle missioni. Qualsiasi attività può essere svolta anche senza l’aiuto di altri giocatori, ma la strutta delle missioni è chiaramente indicata per affrontare il titolo in multi: spesso vi accorgerete che missioni del tipo “raccogli l’oggetto X per posizionarlo sul punto Y” potranno essere completate con molta più facilità, se si potrà contare sull’aiuto di un altro giocatore umano. A prescindere dalla tipologia di missione selezionata, tutto parte da Fort Tarsis, la più imponente roccaforte del genere umano a restare ancora in piedi, e unico punto del gioco ad offrire una visuale in prima persona (probabilmente per aumentare il senso di immersività tra una missione e l’altra). Da Fort Tarsis è inoltre possibile applicare qualsiasi tipologia di modifica alla propria dotazione, sia funzionale che estetica. Sebbene sulla varietà di armi BioWare non abbia ritenuto saggio varcare i confini di ciò che viene ritenuto tradizionale, sul fronte della personalizzazione il lavoro svolto risulta davvero ottimo, con decine e decine di materiali di costruzione, adesivi e oggetti cosmetici di varia natura, che renderanno quasi impossibile trovare online un soldato identico al nostro. Delude invece l’editor dei volti, che di fatto “editor” non è, perché il giocatore può soltanto scegliere da una lista di visi predefiniti, siano essi uomini o donne, senza nemmeno la possibilità di poter modificare la capigliatura.

I due aspetti migliori di Anthem, in assoluto, sono da ricercare nel gameplay e nel comparto grafico. L’impatto visivo della nuova IP di BioWare è semplicemente impressionante, tanto su PC quanto su Console, grazie al poderoso motore grafico Frostbite 3, già visto in azione nella serie Battlefield di DICE (Electronic Arts). Il mondo di gioco presenta agli occhi degli utenti una giungla pressoché sconfinata, dove tra la folta vegetazione, meravigliosamente mossa dal vento, spuntano resti di un’antica civiltà, tra fiumi e cascate e creature viventi di incredibile ispirazione artistica. La prima volta che il gioco permetterà di spiccare il volo il fiato sarà letteralmente spezzato dallo stupore per gli splendidi scenari ricreati e per la meraviglia nell’ammirare un motore grafico tanto performante, che non conosci rallentamenti.

Tra cascate, tramonti infuocati e fredde albe avvolte nella nebbia, si sarà presto chiamati a combattere, e qui Anthem darà il meglio di sé: gli sviluppatori sono stati abili nell’implementare il sistema di volo all’interno delle sparatorie, rendendo di fatto ogni scontro incredibilmente emozionante e frenetico, e nonostante questo, mai caotico. Pochi minuti per prenderci la mano e sarà poi un gioco da ragazzi volteggiare nel cielo come le pericolose e agguerritissime viverne, per poi stazionare in aria, prendere la mira, e scatenare sul nemico tutta la propria potenza di fuoco. Ogni Strale può utilizzare qualsiasi tipologia di arma (fucili d’assalto, fucili di precisione, pistole, granate, e via discorrendo), ma la parte più emozionante risiede nel padroneggiare alla perfezione ogni peculiare abilità di ogni singola classe, e tra gli aspetti più interessanti vi è una marcata differenziazione tra esse, che si avverte in maniera chiara ed indiscutibile, e che invita il giocatore a sperimentare di continuo. Ogni Strale rappresenta un nuovo modo di interpretare Anthem, sin nei più piccoli dettagli. Un esempio? Durante il volo i motori della propria armatura si surriscalderanno (e sarà necessario fermarsi o passare attraverso una cascata per raffreddarli), ma mentre un Ranger dovrà fare i conti con il surriscaldamento anche quando stazionerà in cielo, un “Tempesta” non dovrà preoccuparsi di ciò, perché i suoi attacchi sono perlopiù pensati per agire a distanza, e quale modo migliore di farlo se non posizionandosi in cielo, a qualche metro di altezza da una squadra di nemici?

Prima di lasciarvi al voto finale, e al relativo commento, è bene sottolineare che l’unico aspetto che non è stato possibile valutare, per ovvie ragioni, è quello relativo all’endgame, ossia a tutto quello che è possibile fare dopo aver portato a termine la Campagna e aver raggiunto il livello massimo del proprio alter-ego virtuale. Ma abbiamo pochi dubbi sul fatto che il titolo sarà supportato con determinazione dai ragazzi di BioWare, con missioni e sfide inedite proposte di settimana in settimana ai giocatori più abili, desiderosi di poter mettere le proprie mani sui migliori bottini, tra armi ed oggetti di equipaggiamento sempre più potenti.

Tenendo ben in mente la premessa in apertura, Anthem ci ha entusiasmati. BioWare, a nostro modo di vedere, non aveva nessun tipo di obbligo nel dover offrire a tutti i costi un’esperienza originale, o chissà quale stranezza in grado di differenziarlo da altri titoli simili (come Destiny o Warframe, per intenderci). Quello che conta è che tutto ciò che questo titolo offre è di qualità elevatissima: il “gunplay è fenomenale, la differenziazione delle Classi aggiunge profondità al comparto gameplay in generale e i sistemi di loot e grinding, che da sempre appassionano una buona parte dei videogiocatori, e che rappresentano due solide colonne portanti del titolo, promettono enormi soddisfazioni, missione dopo missione. Anthem è il primo capitolo di una nuova IP, che auguriamo a BioWare essere contraddistinta da lunga vita e fortuna, per il coraggio mostrato nell’immergersi in un nuovo genere e per l’eccezionale ed indiscutibile qualità tecnica del progetto.

 

 

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Anthem

8.9

Grafica

9.5/10

Giocabilità

9.0/10

Sonoro

8.5/10

Longevità

8.5/10

Pros

  • Tecnicamente impressionante
  • Gunplay convincente
  • Artisticamente ispirato

Cons

  • Missioni poco varie
  • Poco adatto a chi ama il single-player
  • Una maggiore varietà delle armi non avrebbe guastato

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