Dopo la battaglia condotta per la tutela del cosiddetto decreto “salvacioccolato”, Eurochocolate scende in campo con un nuovo appello in difesa del cioccolato, a nome di tutti gli amanti del prelibato “Cibo degli Dei”. In questi giorni infatti il Senato della Repubblica sta varando un decreto legge che potrebbe, se non verrà modificato, cambiare radicalmente le abitudini di tutto il popolo dei golosi, per non parlare delle pesanti ripercussioni sui fatturati delle aziende produttrici del settore dolciario. L’intenzione è quella di portare l’Iva del “cioccolato ed altre preparazioni alimentari contenenti cacao in confezioni non di pregio”, come recitano i numeri 62, 64 dell’articolo 37 della tabella A parte III allegata al Dpr del 26/10/1972 n. 633, dall’attuale 10% al 20%. Praticamente un vero e proprio raddoppio.
Un colpo non indifferente per un settore che in questi ultimi anni ha registrato una crescita molto significativa e che ora teme la flessione, a causa di un provvedimento che non aiuta certo l’impresa e non favorisce al contempo il consumatore.
“Ci appelliamo al Governo Prodi - dichiara Eugenio Guarducci, Presidente di Eurochocolate - affinche' questo decreto possa essere rivisto perché se approvato vanificherebbe tutti i risultati che in questi ultimi dieci anni il cioccolato italiano ha raggiunto in termini di consumi (dai 2 ai 4 Kg procapite annui) ma soprattutto l'essere ormai considerato un alimento e non piu' un qualcosa di voluttario come un superalcolico come,lo stesso decreto farebbe pensare”
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