Prima degli stadi gremiti e delle vittorie mondiali, c'era un campo a Ostia. Lì è iniziata la storia calcistica di Daniele De Rossi, che ora torna alle radici attraverso la docuserie RADICI. Disponibile dal 19 novembre su Sky Primafila e in streaming su NOW, la serie racconta la prima stagione del progetto Ostiamare, la società dove De Rossi ha mosso i primi passi e che oggi rappresenta molto di più: il cuore pulsante di un'intera comunità.
RADICI è prodotta da DDR Media e Damocle, in collaborazione con Sky, e si sviluppa in sette episodi con la regia di Nicola Rafele Ravera. Il racconto si addentra nella storia di Ostia, dove il campo da calcio è stato per generazioni punto d'incontro e crescita, simbolo di appartenenza e identità locale. Ostia non rimane semplice scenario: si fa protagonista della narrazione e testimonia come il calcio, ieri come oggi, sia occasione di socialità, sviluppo e sogni condivisi.
La docuserie non si limita alla nostalgia, ma si interroga su cosa significhi il calcio nel presente e come possa evolversi senza dimenticare i propri valori. Il progetto Ostiamare si trasforma così nell'esempio di come una società sportiva rappresenti una speranza per i giovani e le famiglie, promuovendo coesione e miglioramento del contesto in cui opera. De Rossi affronta il dilemma dell'evoluzione calcistica: da sport di quartiere a spettacolo globale, con le sue luci e ombre, ma senza mai perdere il legame autentico con la gente.
RADICI parte dall'Ostiamare per raccontare anche questo. Il valore che una società sportiva può avere per un territorio, per i ragazzi e per le famiglie. La possibilità che un club cresca e, crescendo, contribuisca a migliorare quello che gli sta intorno. Ma la serie guarda anche a quello che il calcio è diventato. Un'industria globale, un prodotto, uno spettacolo, una macchina capace di generare immagini e contenuti senza fermarsi mai. È il calcio delle nuove generazioni e non avrebbe senso guardarlo soltanto con nostalgia. Ma mentre tutto cambia, RADICI prova a chiedersi cosa valga la pena non perdere. Il campo sotto casa. Lo spogliatoio. Il rapporto tra una squadra e la sua gente. L'appartenenza a un posto. Il tempo passato insieme prima e dopo una partita. L'idea che il calcio non debba essere soltanto qualcosa da guardare, ma possa continuare a essere qualcosa da vivere. È dentro questa trasformazione che si muove la storia dell'Ostiamare: un club che vuole diventare più grande senza diventare qualcos'altro. E quella di De Rossi, che da protagonista del calcio ai massimi livelli torna nel dilettantismo per provare a costruire qualcosa di importante. Non per riportare indietro il calcio. Per capire cosa del calcio di prima può ancora servire a quello che verrà.
Il ritorno di Daniele De Rossi sul campo di Ostia diventa quindi pretesto per raccontare la rinascita di un territorio e la continuità dei valori sportivi in un tempo che cambia. Con RADICI il calcio torna a essere protagonista anche fuori dagli stadi, dove nasce la vera passione.
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