Ardi è la vincitrice della top ten scientifica del 2009 stilata dalla rivista «Science». La scoperta, annunciata all'inizio di ottobre, è stata giustamente scelta dalla rivista americana come la più importante tra le dieci che hanno segnato il 2009. Ardi (Ardipithecus ramidus) è il nostro più antico antenato e ha spodestato la famosa Lucy che deteneva da oltre trent'anni il primato, spostando più lontano nel tempo le origini: da 3,2 milioni di anni a 4,4 milioni. “Discovering Ardi”, lo speciale della durata di due ore andato in onda in esclusiva assoluta per l’Italia su Discovery Channel il 4 dicembre scorso, documenta la lunga e intensa ricerca sui fossili dell’Ardipithecus ramidus. Il documentario verrà riproposto sabato 26 dicembre alle ore 11:00 su Discovery Channel, sulla piattaforma Sky al canale 401 e disponibile anche in HD (visibile anche un’ora dopo su Discovery Channel +1 al canale 420). 'Discovering Ardi' racconta l'incredibile scoperta di uno scheletro femminile avvenuta in Etiopia, che ha gettato una nuova luce sull'origine dell'evoluzione umana. Risalente a 4,4 milioni di anni fa, l'ominide è stato ritrovato nella regione etiope di Afar, nell'area archeologica del Medio Awash. Ci sono voluti ben 15 anni perché un team selezionato di esperti fosse in grado di ricostruire, delicatamente e meticolosamente, la struttura di Ardi e con lei il suo mondo perduto, aprendo così nuovi scenari evolutivi. Utilizzando filmati dal sito archeologico ed immagini generate al computer, il programma documenta le intense indagini che hanno portato alla pubblicazione degli straordinari fossili di "Ardi": un risultato davvero unico e straordinario, che non sarebbe stato possibile senza la decennale collaborazione tra il progetto di ricerca del Medio Awash e la Primary Pictures di Atlanta.
La ricerca scientifica, iniziata nel deserto etiope 17 anni fa, apre un nuovo capitolo sull’evoluzione umana, rivelando le prime fasi evolutive che i nostri antenati hanno intrapreso dopo essersi differenziati dal comune antenato che condividiamo con gli attuali scimpanzé. Lo scheletro di "Ardi'", gli altri ominidi con cui viveva, le rocce, il suolo, le piante e gli animali che costituivano il suo mondo, sono stati analizzati nei laboratori di tutto il globo e gli scienziati hanno ora pubblicato le loro scoperte sulla prestigiosa rivista Science. "Ardi" è ora il più antico scheletro del nostro ramo (ominide) della famiglia dei primati. Queste scoperte etiopi rivelano un livello precoce di evoluzione umana in Africa, che precede il famoso Australopithecus soprannominato "Lucy." L’Ardipithecus era una creatura dei boschi con un cervello piccolo, braccia lunghe e gambe corte. Le pelvi e i piedi mostrano uno stadio primitivo di camminata su due gambe, ma l’Ardipithecus era anche un abile scalatore di alberi, con dita lunghe e alluci prensili proprio come una scimmia Le scoperte rispondono alle domande su come gli ominidi siano divenuti bipedi.
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