arà anche un luogo comune, ma le statistiche oggi ce lo confermano una volta di più se ce ne fosse bisogno: secondo la stragrande maggioranza delle donne italiane (75%), il loro genere è di per sè molto più “multitasking” ovvero capace di svolgere più attività in simultanea, allo stesso tempo - come si direbbe in gergo computerese - rispetto a quello maschile. Ma quante e quali sono le attività che le donne svolgono in casa, anche contemporaneamente? Tantissime, ce lo rivela la nuova ricerca gfk-Eurisko condotta per Intel su un campione rappresentativo - per età, geografia, livello socioculturale e lavorativo - delle donne italiane tra i 30 e i 60 anni, nel pieno cioè della loro vita attiva.
Mamme multitasking...
Ad esempio, prendiamo le mamme italiane moderne. Ben il 77% (sale all’82% tra quelle che hanno figli già grandi) oltre a seguire i bambini, farli giocare o studiare, riescono anche a fare altro mentre sono in casa: tipicamente le faccende domestiche, e soprattutto cucinare e stirare, il tutto contemporaneamente, come dimostra anche il numero complessivo delle ore dedicate a ciascuna attività, rispetto al numero totale delle ore “attive” passate in casa.
Ed è impressionante il fatto che questi dati siano assolutamente indipendendenti dal livello culturale, e in gran parte anche dall’età: che abbiano la licenza elementare solamente o la laurea, che siano trentenni, quarantenni o sessantenni, tutte le donne italiane si riconoscono questa qualità, tipica dei computer avanzati.
Casalinghe disperate...
Come vorrebbero che la tecnologia le aiutasse...? Le donne italiane hanno le idee molto chiare anche su questo: vorrebbero anzitutto semplificare – e se fosse possibile, evitare - i lavori domestici che, come è noto da ricerche diffuse di recente, prendono loro molto più tempo che alle altre europee (forse perchè perfezioniste in questo campo...o perchè hanno mariti meno collaborativi?)
E’ vero che la situazione sta progressivamente cambiando nelle generazioni più giovani, e gli uomini italiani sono oggi più propensi a condividere il lavoro casalingo con le proprie compagne. Cionondimeno, le italiane – che siano già occupate fuori casa oppure no – lo percepiscono ancora come un compito affidato sostanzialmente a loro, un peso non sempre leggero da portare. Ecco perchè, come diretta conseguenza, vorrebbero che i computer e le altre tecnologie elettroniche avessero un impatto diretto sulla propria capacità di svolgere queste mansioni, più rapidamente e con meno fatica, magari svolgendo contemporaneamente altre attività più piacevoli.
Se in casa c’è il piccolo “nativo digitale”...il computer lo usano volentieri
C’è differenza tra le donne che lavorano e quelle che fanno le casalinghe, quando si tratta di usare un pc e Internet in casa...? Sì e no. Sicuramente tutte le donne usano il pc oggi molto più di ieri: l’utilizzo delle tecnologie in generale è aumentato costantemente nel tempo, soprattutto nel caso delle donne occupate fuori casa, di cui oggi quasi la metà (48%) usa il pc al lavoro, e il 38% usa anche Internet. (Questo non cambia però del tutto radicalmente la loro attitudine rispetto all’uso casalingo del pc, come vedremo...) E le giovani donne hanno ormai un tasso di utilizzo del pc e di Internet uguale a quello degli uomini.
Più ancora che il fatto di usarle o meno al lavoro, però, è l’istruzione, oltre all’età, che gioca un ruolo fondamentale nelle loro attitudini verso le tecnologie.
Significativa anche la presenza in famiglia di figli piccoli: sono soprattutto questi cosiddetti “digital native” - ovvero i ragazzi che fin da piccoli hanno avuto a che fare con console di gioco, pc e telefonini, strumenti che quindi hanno fatto parte in modo quasi naturale del loro processo di crescita e apprendimento (in contrapposizione ai cd. “digital immigrant”, che hanno imparato ad usare queste cose da grandi, o comunque già formati) – che influenzano le proprie mamme nell’essere più “digitali”, le rendono più pronte e positive rispetto all’uso delle tecnologie.
Alzi la mano chi non ha il pc a casa. E allora chi non lo usa...
Il pc fisso (tipo desktop) è presente ormai nel 66% delle case delle donne italiane, e nel 26% dei casi c’è anche (o solo) un portatile: ma solo il 30% delle donne (quindi meno della metà) dichiara di usarlo regolarmente e la verifica della postazione in cui questo si trova in casa - nel 70% dei casi in camera dei figli o in uno studio - la dice lunga su chi usa il pc di famiglia in primo luogo.
Eppure pc e Internet sembrano molto affini alle donne, anche e proprio perchè permettono di svolgere varie cose contemporanamente: Internet è usato principalmente per i propri interessi, il proprio lavoro, le news e l’informazione di attualità, spesso così lontana sulla carta, la ricerca di informazioni su vari prodotti e in particolar modo quella sui viaggi.
Tecnologie e pc: utili ma non divertenti, per le donne? La parola finale ad Eurisko ed Intel
E’ evidente però, da varie domande e verifiche incrociate, che le donne italiane fanno in generale un uso molto strumentale e pratico delle nuove tecnologie, e solo una parte di esse (37%) si dichiara attratta, cioè si diverte nell’usarle o le usa per puro scopo di intrattenimento.
Molte usano un po’ più spesso del pc gli apparecchi di elettronica di consumo – ma solo quelli relativi a film e musica come CD e DVD player - ma chi non è attratta dagli uni a maggior ragione non lo è neanche dagli altri (le percentuali di chi non è interessata all’uso di macchine fotografiche digitali o ai CD/DVD player ad esempio sono simili a quelle di chi non è interessata a Internet, e addirittura più elevate di quelle di coloro che non sono attratte dall’uso del pc).
In effetti se consideriamo le donne italiane nel loro complesso, queste sembrano essere maggiormente attratte dagli aspetti “seri” ed “utili” delle nuove tecnologie: comunicare con le persone care; tenersi informati; imparare cose nuove.
L’aspetto ludico o del divertimento arriva, ma in seconda battuta e riguarda soprattutto le giovani, forse perchè più vicine alle generazioni “nativamente digitali”. La percentuale di coloro che ritengono il pc un mezzo che permette l’intrattenimento, attraverso la musica, i film o altro, sale di ben 13 punti percentuali, dal 72% all’85%, se si considera solo la parte del campione al di sotto dei quarant’anni.
“Che le donne siano più pragmatiche ed eclettiche, o multi-tasking, degli uomini si è sempre sentito dire, ma oggi abbiamo maggiori evidenze pratiche per decretarlo” ha affermato Rosanna Savoldelli, direttrice della ricerca gfk-Eurisko per Intel. “Ecco anche perchè, come questa ricerca ha dimostrato, le donne italiane vorrebbero prima di tutto dalle nuove tecnologie un aiuto domestico, per alleviare il peso che ancora sentono gravare soprattutto sulle loro spalle; poi un mezzo per migliorarsi culturalmente; e infine - soprattutto le più giovani - l’intrattenimento.”
“Non ci stupisce che siano per ora soprattutto le donne più giovani, più istruite e con figli piccoli e... nativamente digitali, ad essere più orientate ed entusiaste verso le nuove tecnologie come Intel Viiv, in cui riconoscono se stesse e il loro modo di essere e di divertirsi.” ha aggiunto Enrica Fortunati, Direttore Marketing di Intel Italia. “Sta emergendo quindi anche tra le italiane un iniziale ma progressivo allontanamento dall’idea del pc come uno strumento utile sì, ma solo per il lavoro, l’istruzione e l’informazione, e via via un avvicinamento all’entertainment pc come a un compagno nella loro casa digitale, che può intrattenerle mentre svolgono in simultanea, proprio come il pc, gli innumerevoli compiti che come madri e casalinghe hanno imparato così egregiamente a portare a termine.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!