L'ultimo "World Obesity Day" ha rilanciato l'allarme: a livello globale si segnala un forte incremento dell'obesità, che colpisce anche i più giovani e i giovanissimi soprattutto a causa di cattive abitudini alimentari e della diffusione dello junk food. Purtroppo, anche in Italia le cose non vanno meglio, nonostante la nostra "dieta mediterranea", e il sovrappeso è un problema con cui fare i conti non solo a livello estetico.
I numeri dell'obesità A livello mondiale, negli ultimi 40 anni il livello di obesità è aumentato di dieci volte e oggi si contano 123 milioni di persone che soffrono di questo problema, a cui si aggiungono 213 milioni di individui in sovrappeso. In Italia, in particolare, la curva tendenziale sull'Indice di massa corporea è in crescita per gli adulti ma anche, e qui la cosa diventa davvero preoccupante, per i ragazzi: nel 2016 si calcola che il 10,4% delle ragazze e il 14,5% dei ragazzi sono obesi.
Il problema dell'obesità giovanile Un dato drammatico, che posiziona l'Italia ai primi posti per l'obesità giovanile nei Paesi ad alto reddito e che diventa ancora più sconfortante allargando l'analisi a bambini e adolescenti in sovrappeso: il totale in questo caso arriva a 3,2 milioni, portandoci direttamente sul poco prestigioso podio europeo in questa categoria. In definitiva, come rivelato anche dall'ultimo aggiornamento dell'Istat, in Italia si ritiene che sia in sovrappeso il 35,5% della popolazione, mentre l'obesità interessa quasi il 10 per cento delle persone, soprattutto al Sud.
Troppa sedentarietà Come accennato, una possibile causa del problema è da rintracciare anche nella diffusione di abitudini alimentari poco salutari e nel progressivo allontanamento dai dettami della nostra dieta mediterranea, per quanto attiene all'Italia. Ma un altro fattore che incide è quello relativo alla "pigrizia": solo il 30 per cento della popolazione tricolore dichiara infatti di praticare un qualsiasi tipo di attività fisica.
Gli italiani e l'attività fisica È sempre l'Istat a rivelare come viene vissuto lo sport in Italia: a fronte di 23 milioni di sedentari (quasi il 40 per cento della popolazione dello Stivale) che non praticano nessun tipo di sport o attività fisica, si contano anche 20 milioni di persone che dichiarano di praticare uno o più sport con continuità o saltuariamente. E la motivazione principale che spinge a muoversi o recarsi in palestra è proprio la necessità di mantenersi o rimettersi in forma, citata come risposta dal 55 per cento degli "sportivi".
Un esempio controcorrente E dire che di "stimoli" ad allenarsi ce ne sono in continuazione, a cominciare dall'orgoglio nazionale: forse non tutti sanno che, ad esempio, l'attuale detentore del titolo di campione mondiale di Body Building (per la categoria Men Physique) è proprio un italiano, il giovane Simone Generali, di professione Personal Trainer, che ha sbaragliato i concorrenti nell'evento di Miami.
Integratori bodybuilding, come risparmiare sull'acquisto Nel raccontare le principali difficoltà riscontrate per mantenere un fisico come il suo, Generali ha sottolineato come sia necessario un grande sforzo a livello fisico, mentale e soprattutto economico, perché seguire l'allenamento rigoroso e la giusta alimentazione è molto dispendioso, e non bisogna dimenticare la spesa necessaria per l'acquisto dei vari integratori. In questo senso, però, c'è una buona notizia per gli aspiranti "mister muscolo", perché grazie al Web ci sono interessanti opportunità di risparmio sui siti che vendono online questi prodotti: ad esempio, in questo periodo è possibile utilizzare un codice sconto MyProtein del 35% su tutti i tuoi ordini fino al 22/10/2017 per acquistare integratori da bodybuilding, semplicemente inserendo il codice che si trova al link precedente sul noto portale online dedicato al benessere e all'attività fisica.
Sedentarietà e salute, occhio al cuore Ma non c'è solo l'estetica in ballo, quando parliamo di questi temi: il professor Stefano Urbinati, direttore della cardiologia all’ospedale di Bellaria, sostiene che negli Usa almeno 250 mila morti l’anno siano attribuibili al poco esercizio fisico, mentre altri esperti individuano la sedentarietà come uno dei fattori che può aumentare il rischio cardiovascolare, una delle principali cause di morte in Italia. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, nel nostro Paese ogni anno muoiono circa 230 mila persone per ictus e malattie del cuore, e in particolare il 38 per cento di tutti i decessi dipende proprio da malattie vascolari.
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!