L' "Antico Egitto" il giorno dopo la rivoluzione

L' "Antico Egitto" il giorno dopo la rivoluzione

Dopo la recente rivoluzione, gli occhi del mondo sono puntati sull’Egitto non solo per capire quale sarà il futuro del Paese, ma anche per comprendere...

Dopo la recente rivoluzione, gli occhi del mondo sono puntati sull’Egitto non solo per capire quale sarà il futuro del Paese, ma anche per comprendere quali sono stati e saranno gli effetti di questo cambiamento sul patrimonio archeologico, quello qui conservato, e quello ancora da scoprire ed indagare. Maurizio Zulian, collaboratore del Museo Civico di Rovereto, lo ha chiesto a Sabri Abdel Aziz, responsabile generale del Dipartimento delle Antichità Faraoniche del neonato Ministero per i Beni Culturali egiziano, nel corso di un’intervista rilasciata in esclusiva. Tante notizie, a volte discordanti e contraddittorie, sono giunte a noi per quanto riguarda gli accadimenti che, nei giorni della rivoluzione, hanno riguardato alcuni siti e musei in Egitto. Cosa è accaduto realmente? “Alcuni malfattori hanno attaccato i siti a Saqqara, Giza, il Museo Egizio del Cairo ed altri ancora. Questi delinquenti hanno sfruttato la situazione, il fatto che ci fosse meno sicurezza, anche se le nostre guardie erano ancora presenti nei siti. Alcuni hanno cercato di scavare nei siti di notte. Altri hanno costruito case in siti antichi”, ha spiegato Sabri Abdel Aziz. “Ci tengo però a dire che, anche se è successo tutto questo, Luxor è sicura. Non è successo nulla a Luxor e al Viale delle Sfingi, ad eccezione di qualche furto di materiali da costruzione. Assuan è sicura. Il delta è sicuro, a parte qualche scavo clandestino durante la notte. Alessandria, Marsa Matruh e Siwa sono sicure. Questa è la situazione ad oggi in Egitto”. Sono infatti già stati riaperti al pubblico tutti i siti turistici, compresi la piana di Giza, il sito di Saqqara ed il Museo Egizio del Cairo. Rassicurazioni da parte del responsabile generale del Dipartimento delle Antichità Faraoniche arrivano anche in merito al presunto danneggiamento di alcune opere, come per esempio le mummie di Seti I e Ramses II conservate al Cairo: “Al museo abbiamo un laboratorio dove analizziamo alcune mummie, resti di individui ecc., per ricerche scientifiche. Sono stati ritrovati alcuni teschi sul pavimento, ma non si tratta di mummie reali. Né la mummia di Seti, né quella di Ramses sono state danneggiate o rubate”. Infine, Sabri Abdel Aziz ha confermato che i recenti avvenimenti non hanno rallentato le attività di indagine archeologica nel suo Paese: “Molte missioni internazionali non hanno lasciato l’Egitto durante la rivoluzione. Altre sono state recentemente approvate, per esempio nella piana di Giza. Penso che il nostro dovere in questo momento sia proteggere i siti ed effettuare tutti i restauri necessari. Anche la sicurezza e la polizia sono tornate sui siti. Passo dopo passo quindi si torna alla normalità”.

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