La giovanissima inglese Henrietta Brockway affascina il Parco de' Medici

Nella giornata di apertura del BMW Ladies Italian Open allo Sheraton Golf Parco de’ Medici di Roma, la giovanissima giocatrice inglese Henrietta Brockway...

Nella giornata di apertura del BMW Ladies Italian Open allo Sheraton Golf Parco de’ Medici di Roma, la giovanissima giocatrice inglese Henrietta Brockway ha catalizzato l’attenzione di pubblico e giornalisti, con i suoi splendidi occhi verde trasparente che risaltano sulla carnagione scura e le sue treccine afro: 16 anni compiuti lo scorso 6 gennaio e quindi ancora dilettante, ha chiuso il primo giro del BMW Ladies European Tour in 70 colpi, 2 sotto il par del campo, piazzandosi in alta classifica al 9° posto. Henrietta ha esordito segnando 3 birdie (-1) nelle prime tre buche per poi rallentare un po’ il ritmo: “Ho perso alcune occasioni soprattutto intorno al green, peccato, avrei potuto segnare 4-5 colpi in meno”, ha detto la pupilla del campione inglese Nick Faldo, che l’anno scorso a soli 15 anni è diventata la più giovane giocatrice ad aver superato il taglio di metà gara in un torneo professionistico femminile europeo (Open d’Ungheria). “Mi sono innamorata del golf a 9 anni, guardando il Masters in tv: mi girai verso mio padre che stava cucinando e gli annunciai che sarei diventata la numero uno. Lui non mi prese molto sul serio! All’epoca infatti non sapevo ancora giocare. Poco dopo mi regalarono una sacca da golf e nel giro di due anni scesi a handicap 5”.

Henrietta, che vive nel sud d’Inghilterra a due ore da Londra, è per la prima volta in Italia col padre Ian, inglese e la madre Gina, originaria di Mauritius, ed è rimasta affascinata da Roma: “Ho fatto la turista l’altro ieri con papà e mamma, è una città meravigliosa! Se non fossi diventata una golfista avrei voluto essere archeologa, per questo nei prossimi giorni voglio tornare e continuare la mia visita”.

Nei progetti futuri di Henrietta, che durante l’inverno si allena anche nel giardino di casa dove il padre le ha sistemato una rete contro cui tirare palline e un bunker e un green per affinare il gioco corto, è il passaggio al professionismo: “Ho giocato per la prima volta con le professioniste a 13 anni, per fare esperienza, due anni dopo aver cominciato ad allenarmi con Faldo che mi aveva selezionato per la sua scuola insieme ad altri sei ragazzi: da allora ho continuato a migliorare e con i primi successi ho sentito che potevo competere. Devo aspettare di diventare maggiorenne, il che non è male perché ho altri due anni per maturare”, ha raccontato, specificando che la competizione contro gli uomini per ora non la interessa: “È una cosa che può fare una fuoriclasse come Annika Sorenstam, che è capace di vincere praticamente ogni settimana e vuole trovare sempre maggiori stimoli. Finché non sarò in grado di fare altrettanto, non è il caso”.

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