Intervistato da QUARTO GRADO, L’avvocato Maori, legale di Raffaele Sollecito, ha dichiarato: “Ne bravi ne sommari. Sono i fatti che parlano. Sono i fatti che dicono che Raffaele non c’entra niente con l’omicidio. Noi avvocati abbiamo fatto il massimo. Noi crediamo in Raffaele. Ci hanno dato ragione i Giudici. Quando in un processo non c’è nulla, lo zero assoluto, per forza si arriva ad un risultato positivo”. E proprio a proposito dell’assoluzione, aggiunge: “Raffaele ci sperava sempre anche perché è la speranza del giusto, di colui che è stato 1452 giorni in carcere ingiustamente.” E continua: “Guardare il mare, fermarsi sulla spiaggia e guardare il mare” riferendosi alle prime cose che farà Raffaele da uomo libero “Non tornerà a Giovinazzo, andrà da altre parti per ovvi motivi ma siederà sulla spiaggia e guarderà il mare; quel mare che per quattro anni gli è stato negato, come tantissime altre cose”. A proposito della relazione che legava Amanda e Raffaele: “Non so se è ancora innamorato di Amanda. Indubbiamente erano molto legati dalla vicenda terribile che li ha accomunati. Sono questioni loro. Non sono riusciti a parlarsi dopo la sentenza perché siamo stati scortati dalla polizia fuori perché aggrediti da una folla inferocita, di persone che non conoscono i fatti.”
Sulle contestazioni avvenute a Perugia subito dopo la sentenza, l’avvocato dichiara: “Io credo che ci sia una regia dietro a questi fatti, a queste contestazioni perché mi sembra veramente strano che i miei concittadini siano improvvisamente impazziti. Non so chi sia il regista ma sicuramente non sono contestazioni spontanee.”
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