Nella puntata di questa sera su Italia 1, Le Iene accendono i riflettori sul caso dell'Angelo della Morte di Forlì, portando in esclusiva le voci e le storie che hanno dato il via alla recente inchiesta sulle morti sospette avvenute durante i trasporti in ambulanza.
Luca Spada, ex soccorritore della Croce Rossa di 27 anni, è stato arrestato nei giorni scorsi con l'accusa di essere coinvolto in otto decessi sospetti avvenuti nel Forlivese in pochi mesi del 2025. I suoi stessi colleghi, insospettiti dalla ripetitività delle morti durante i suoi turni, sono stati i primi a sollevare dubbi e a mettere in moto l'indagine.
Roberta Rei ha intervistato Spada e ha raccolto, in esclusiva, la testimonianza della collega che per prima ha segnalato le anomalie. Nel dialogo emerge una crescente inquietudine tra i soccorritori, incapaci di spiegarsi la frequenza degli eventi tragici associati a Spada. "Quando sono iniziate queste cose c'era un sospetto effettivo, c'era da dire: 'Ma no, no, cioè, tutte lui le sfighe, eh.'" racconta la testimone, che sottolinea come alcune stranezze siano diventate più evidenti nel corso dei mesi. "C'era questo disagio nei suoi confronti... tante sfighe in un tipo di servizio dove io, che sono dieci anni in questo servizio, non mi è mai capitato una volta. Quindi ho detto: 'C'è qualcosa.'"
La donna, autista d'ambulanza, ha descritto il momento decisivo in cui ha trovato una siringa anomala nella divisa del collega: "Questa non era una siringa chiusa, sigillata nel suo involucro. Questa era una siringa aperta, senza neanche l'ago. Quindi no, non la vedo una cosa normale. A quel punto il caso ha voluto che io una mattina ho incontrato un amico carabiniere e mi sono confidata." Da questa segnalazione è partita l'indagine che ha portato all'arresto.
I sospetti, alimentati anche da comportamenti poco chiari durante i trasporti, hanno trovato conferma in altri dettagli raccolti dagli inquirenti: Spada avrebbe sfruttato i momenti di scarsa visibilità nel vano sanitario per agire indisturbato. Nonostante la gravità delle accuse, la stessa testimone ha raccontato il carisma e la capacità di manipolazione dell'indagato: "Due settimane fa l'ho visto, perché comunque io ci sono stata in contatto fino all'ultimo, e anche in quell'occasione lì è riuscito a farmi tenerezza, perché ha questo modo di fare che nonostante io sono in mezzo a tutto questo, mi veniva voglia di abbracciarlo perché mi faceva una tenerezza enorme."
Un secondo testimone, anch'egli impegnato nei soccorsi d'emergenza, ha descritto le reazioni insolite di Spada ai decessi dei pazienti, lasciando trapelare un disagio diffuso tra il personale. "Lui la sera quando è rientrato con l'ambulanza m'ha detto: 'Allora oggi ne hai fatti eh' ha detto 'Ah ne sono morti due'... Sembrava quasi incazzato che gli avevo fatto io e non lui. Solo che non avevo fatto due morti nei trasporti secondari, avevo fatto due morti in emergenza dove lì i morti ci sono!"
La trasmissione promette nuovi dettagli sulle modalità con cui venivano selezionati i pazienti e su come sarebbe stata loro somministrata aria tramite siringa, contribuendo a delineare un quadro inquietante e tuttora in fase di indagine. Le testimonianze raccolte danno voce a chi, con coraggio, ha portato alla luce una tragedia che coinvolge il mondo del volontariato e della sanità locale, lasciando sgomenta un'intera comunità.
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