La proposta shock di Berlusconi. Sono rimasto allibito per la faccia tosta e pongo una domanda: ci sarà una ragione se dopo 24 ore dalla proposta non c’è stato un economista o un esperto di diritto internazionale che abbia detto che è una proposta sensata e realizzabile. È un tentativo di far dimenticare agli italiani che lui l’imu l’ha votata. L’imu va modificata, va riformato il catasto, va ridotta ma non si può dire cancelliamola o restituiamola, per giunta in contanti. È solo propaganda. Queste le parole di Gianfranco Fini (Fli), intervenendo all’interno della rubrica di Tgcom24, “Checkpoint”, curata da Federico Novella.
Berlusconi, ancora una volta, ha cercato di prendere per il naso gli italiani. È impossibile tener fede ad un impegno del genere, soprattutto se i danari necessari devono derivare da un accordo con la Svizzera. Se avesse detto di trovare la copertura con i tagli alla spesa avrebbe portato una copertura più credibile. Perfino Tremonti ha detto che è una strada molto impervia quella di un accordo internazionale per coprire un onere così rilevante per le casse dello Stato. Negli ultimi tempi del governo Berlusconi la sua personale credibilità era scesa così in basso da rendere il sistema Italia poco credibile agli occhi degli interlocutori internazionali. Non perché la Germania è cattiva, come dice sempre Berlusconi, ma perché avevamo firmato impegni che poi non sono stati mantenuti.
Le parole di Berlusconi e il “colpo di Stato”. La prossima volta dirà che è stata una congiuntura astrale o una tempesta di meteoriti, è ridicolo. Mi sono preso la responsabilità di dire a Berlusconi pubblicamente, e questo non me lo ha mai perdonato, che non si può permettere, per uscire dai suoi guai giudiziari di fare richieste particolari al Parlamento. Così come mi sono permesso di dirgli che non è vero che non c’era la crisi perché i ristoranti erano sempre pieni, c’è ora ma c’era anche prima. Avendo avuto il coraggio o l’impudenza di contestarlo in pubblico, lui che è abituato a comandare, mi ha messo alla porta. Di personale non c’era nulla. Gli avevo detto già in privato quello che poi gli ho detto in pubblico. Quando quelle parole rimanevano al chiuso di una stanza se ne faceva una ragione, ma pieno com’è di se stesso, non ha accettato che qualcuno glielo dicesse davanti a tutti.
Proposte per il primo consiglio dei ministri. Il fatto che si parli di proposte shock dimostra che anche in questa campagna elettorale prevale la propaganda rispetto alla politica, servono le idee chiare su ciò che occorre fare. Vanno tagliati alcuni costi inutili, non va fatta alcuna proposta shock ma vanno tenuti i conti sotto controllo. Poi servono leggi che consentano all’economia di produrre più ricchezza. La riforma del mercato del lavoro è una di quelle che la coalizione guidata da Monti ha presentato, l’aggancio tra il momento della formazione e quello del lavoro: abbiamo tanti ragazzi disoccupati e posti di lavoro inoccupati perché i giovani non hanno la preparazione necessaria. Va ridotto il carico fiscale ma per farlo bisogna produrre ricchezza. Quindi non servono proposte shock ma realismo e concretezza.
Il condono? Non è un caso che ne parli Berlusconi. È un modo per strizzare l’occhio a chi le tasse non le ha pagate. Non credo sia un gesto socialmente giusto. In Italia le tasse i dipendenti pagano tutto e fino in fondo, ci sono tanti professionisti e commercianti onesti che protestano per il carico fiscale elevato ma pagano. Poi ci sono i furbi che portano i soldi in Svizzera o non pagano e se si promette loro un condono non è moralmente giusto: si privilegiano i furbi ai danni degli onesti. Chi ha delle responsabilità, prima di compiacere gli evasori dovrebbe pensarci due volte.
La novità della coalizione di Monti. Sono più ottimista di Casini: questa coalizione è, insieme a Grillo, l’unica novità di questa campagna elettorale, finalmente c’è una novità. Grillo è il voto contro tutto e tutti, una specie di andate a quel paese generalizzato, a Parma ci hanno provato ma si sono già pentiti, un conto è raccogliere il voto di protesta un conto è governare. La coalizione di Monti non vuole fare le alleanze con o contro qualcuno ma vuole mettere in agenda cose concrete e realizzarle. Per questo penso che supereremo anche il 15%. Pareggio al Senato, come se ne esce? Ci si mette attorno a un tavolo e si decide cosa fare. Senza pregiudiziali politiche perché, con questa logica del dimmi con chi sei alleato e contro chi, e non entriamo in quella del dimmi cosa vuoi fare, l’Italia continuerà a vivere la condizione di disagio di questo periodo. Se si va alle cose concrete, si scopre come il fronte della conservazione sia tanto a destra quanto a sinistra e che, invece, quello per riformare l’esistente, sia trasversale e possa mettere insieme uomini che appartengono a schieramenti diversi.
L’appello di Bersani a Monti in Lombardia. Non possono arrivare risposte esaltanti da parte nostra perché Bersani ha una strana concezione della competizione elettorale se pensa di vincere invitando i suoi competitore a ritirarsi. La sinistra ha questa strana tentazione di non avere avversari a sinistra, per cui Bersani ha fatto l’accordo con Vendola e poi è spuntato Ingroia, e non può mascherarla dicendo ad Albertini o alla Bongiorno di ritirarsi dicendo che se prendono troppi voti rischiano di far vincere il centrodestra. È una richiesta inaccettabile che va respinta e rispedita al mittente.
Un dialogo sui grandi temi con il Pdl è possibile? Se vogliamo riformare la seconda parte della Costituzione, perché di questo si tratta, lo dobbiamo fare con una maggioranza quanto più larga e possibile. Se passa il principio che chiunque vinca si cambia la Costituzione secondo i suoi desideri va in pezzi la credibilità della Repubblica Italia. Peccato che Berlusconi dica oggi che è pronto a discutere anche con la sinistra per le riforme costituzionali ma in passato ha fatto fallire la Commissione bicamerale presieduta da D’Alema che era arrivata d un passo da un testo della Costituzione condiviso da tutti. Fu il tema magistratura e giustizia a fare saltare l’accordo perché evidentemente Berlusconi aveva ed ha una concezione del rapporto tra esecutivo e magistratura molto diverso da quello che prevede la Costituzione, cioè l’autonomia della magistratura.
MPS. La magistratura ha aperto le indagini e vedremo a quali risultati perverrà. La vicenda dimostra che la politica ha le mani in pasta nella gestione delle banche, quando si parla di MPS si parla della sinistra perché tutti sanno che la Fondazione ha un consiglio composto per 7/10 da esponenti indicati dalle amministrazioni in cui la sinistra è maggioritaria.
Quale inquilino per il Quirinale? Napolitano non l’ho votato ma è stato un grande Presidente della Repubblica, ha fatto rispettare la Costituzione d è diventato il vertice morale del paese. Il metodo di scelta conta poco, l’importante è che, chi viene eletto, sia cosciente dell’enorme ruolo che ha e sappia adempiere al mandato. Confermo che, se potessi esprimere un auspicio, sarei lieto se fosse una donna il prossimo Presidente della Repubblica. Una donna di tutti gli schieramenti, quindi non lancio la volata a qualche esponente di cui già si è parlato.
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