La pediculosi del capo rappresenta ancora oggi una problematica epidemiologica di primo piano e per certi aspetti anche un’emergenza sociale. Da qualche anno il fenomeno è infatti in continuo aumento anche nei paesi ad elevata industrializzazione, coinvolgendo ogni anno circa un milione e mezzo di persone solo in Italia: si diffonde principalmente in asili e scuole ed è ormai un problema che tocca annualmente oltre 500.000 famiglie. L’epidemia vede il suo picco al rientro dei bambini nelle scuole. Infatti, la pediculosi colpisce soprattutto i bambini tra i 6 ed i 10 anni, ed è un importante motivo di perdita di giornate scolastiche tanto che negli Stati Uniti si calcola che la pediculosi faccia perdere annualmente 40 milioni di giornate scolastiche.
Il responsabile di questa “emergenza” è il pidocchio del capo (Pediculus humanus capitis), un piccolo parassita specifico dell’uomo il cui habitat esclusivo è rappresentato dal nostro cuoio capelluto. Il pidocchio, che si nutre solo di sangue umano, ha un ciclo vitale di circa 30 giorni nei quali la femmina arriva a produrre fino a 140 uova che, saldamente attaccate alla base dei capelli, garantiscono il perpetuarsi della specie. Ecco perché per gestire l’infestazione è indispensabile eliminare non solo il parassita adulto, ma anche le loro uova (lendini).
In Italia il problema è sottostimato, anche perché c’è molta riluttanza da parte delle famiglie a denunciare il problema che spesso viene vissuto con un senso di vergogna. In realtà il pidocchio colpisce trasversalmente tutte le classi sociali e non è collegato a condizioni igieniche (anzi la scienza ci dice che il pidocchio predilige piuttosto i capelli puliti!).
L’infestazione si affronta spesso con metodi inadeguati, come ad esempio l’olio di cocco e sostanze vegetali di varia natura privi di solide evidenze scientifiche di efficacia o “Fai da te” come ad esempio: il taglio dei capelli o l’aceto.
E’ importante invece seguire alcune regole semplici e validate a livello scientifico che si possono riassumere in alcuni semplici consigli:
1) Le piretrine sinergizzate e la permetrina all’1% sono trattamenti che per il loro profilo di efficacia e sicurezza devono essere considerati di prima scelta. Il malathion non deve essere utilizzato nei bambini sotto i sei anni e riservato solo a casi selezionati. 2) Le formulazioni in shampoo devono essere evitate in quanto meno efficaci. L’uso delle lozioni alcoliche può sviluppare vapori irritanti nei bambini molto piccoli o che soffrono di asma, così come per le formulazioni in polvere e in spray. 3) Una formulazione ottimale è rappresentata dalle piretrine in mousse termosensibile che garantisce la maggiore efficacia sia nei confronti del pidocchio che delle uova. Questa formulazione, approvata anche dalla FDA americana, si applica sul capello asciutto, presenta un profilo di sicurezza ottimale e puo’ essere utilizzata anche nei bambini molto piccoli. 4) E’ necessario sempre eseguire un secondo trattamento dopo 7 giorni dal primo. 5) Non esistono trattamenti che possono prevenire l’infestazione dei pidocchi del capo.
Per approfondire domande e curiosità sulla pediculosi esiste un sito informativo rivolto sia alle famiglie che agli operatori del settore : www.ilpidocchio.it
Discussione 0
Ancora nessun commento. Sii il primo a commentare!