Maschio, dall’aspetto curato, cinquant’anni o giù di lì. Scende dalla moto appena comprata e varca la soglia dell’ufficio al sesto piano della Torre Velasca con il casco, nuovo di zecca, in mano. «È una scena sempre più frequente, qui da noi» racconta Guido Edoardo Alliata, amministratore delegato di RentClass, società milanese specializzata nell’affitto a breve e medio termine di immobili di pregio. «Riconosciamo subito questo tipo di clienti. Sono separati o divorziati alla ricerca di una nuova sistemazione, che per loro riveste un fortissimo valore simbolico. Più che un appartamento in affitto, un nido per rinascere». In Italia il numero di coppie sposate che decidono di dirsi addio è in crescita costante, con le ultime rilevazioni Istat che parlano di 297 separazioni e 181 divorzi ogni 1.000 matrimoni. E allora, in mezzo a litigi, avvocati e mille problemi, almeno la casa, scelta in affitto per affrontare il periodo di transizione, dev’essere un’oasi di pace e di tranquillità. «Le persone separate o divorziate che si rivolgono a noi hanno molto in comune e fanno richieste simili -conferma Alliata-. A lasciare il focolare sono in prevalenza gli uomini, fra i 40 e i 50 anni, professionisti con reddito medio-alto. Le donne si fermano al 15%». La casa dei loro sogni, spiega sempre l’ad di RentClass, deve trasmettere calore e allegria, soprattutto se ci sono da accogliere eventuali figli in affidamento condiviso. Quindi, niente arredi di design, perché considerati troppo freddi. Alcuni clienti scelgono la tipologia del loft, che li fa sentire più giovani.
Molto apprezzata la riduzione al minimo delle incombenze di tipo burocratico e gestionale. «La formula che offriamo è “tutto compreso” -continua Alliata-: canone, spese, utenze, piccole manutenzioni e pulizie». Già, le pulizie sono il servizio più richiesto, perché chi si separa vuole staccare dalla routine matrimoniale fatta di piccole incombenze e mestieri casalinghi. Chi ha appena lasciato il coniuge, poi, ha bisogno di calore, e non solo in senso metaforico: «Ci accorgiamo che gli uomini divorziati spendono moltissimo per il riscaldamento, non esagero se parlo del 40% in più rispetto alla media. E a volte, nonostante tutto, ci chiedono delle stufe aggiuntive» conferma Alliata.
Così sistemato, chi è tornato single trova le energie per riorganizzarsi la vita. «È normale che la transizione a un nuovo capitolo della propria esistenza richieda tempo -conclude Alliata-. Gli affitti sono quasi long term, minimo di sei mesi, ma spesso di un anno o più. Purtroppo le dispute legali possono andare per le lunghe, perciò i contratti stipulati sono sempre “open”. E non è raro, dopo una prima fase vissuta in modo provvisorio, che i nostri clienti affidino sempre a noi l’incarico di ricerca per l’acquisto di un immobile». La via per una nuova stabilità passa proprio dal calore di una casa.
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