Oggi, 11 dicembre, Silvio Berlusconi è stato ospite delle “Telefonata di Belpietro” su Canale 5. Tra gli argomenti toccati non poteva mancare il Governo Monti, ma si parla anche di un’alleanza con la Lega e della possibilità di cambiare nome o simbolo del Pdl.
Le dimissioni di Mario Monti e le elezioni anticipate influiscono sullo spread che è salito fino a 360 punti, è così?
L’anticipo delle elezioni dovuto alle dimissioni di Monti è possibile, ma non c’è una ragione per cui i mercati si debbano agitare. Per quanto riguarda lo spread, non se n’era mai parlato prima se ne parla da un anno. Tutto quello che si è detto sullo spread è un imbroglio, lo si è usato per cercare di abbattere una maggioranza votata dagli italiani e di mandare a casa un governo facendogli perdere la maggioranza in Parlamento.
Quindi l’Italia non è una sorvegliata speciale e non c’è preoccupazione per il suo ritorno da parte delle cancellerie europee? Fin quando ho rappresentato l’Italia ero tra i due o tre capi di governo più autorevoli e mi opponevo con continuità alle proposte tedesche.
Ha detto torno perché l’Italia è in difficoltà, sono stati fatti degli errori da parte del governo Monti? Non voglio dire che ci sono stati errori, ma avendo seguito la politica germanocentrica ha portato ad una situazione di crisi, peggiore della situazione di quando eravamo noi al governo.
Ha parlato di un’alleanza con la Lega, da parte di alcuni della Lega c’è stata una reazione un po’ fredda. Ci sarà questa alleanza? Mi vedo stasera a cena con il segretario Roberto Maroni e parleremo sia dell’alleanza nazionale, degli impegni che ciascuno assumerà e da questa alleanza discenderà l’alleanza per le elezioni regionali in Lombardia.
Si parla di un programma nuovo e di volti nuovi, c’è qualcosa di definito? Abbiamo deciso di presentare un movimento fatto di forze nuove: il 50% dei candidati verranno dal mondo del lavoro, il 20% deve essere preso dagli amministratori locali che sono stati eletti una seconda volta dimostrando di saper lavorare bene, un 10% di nuove persone dal mondo della cultura, dell’università e dell’arte e un altro 10% preso dai nostri parlamentari attuali.
Un'altra voce è quella di una scissione all’interno del Pdl, cioè il gruppo che arriva da Alleanza Nazionale formerebbe un proprio partito. Si perché con l’adozione della legge elettorale in vigore, si confrontano due coalizioni e tutti i partiti che sono nelle stessa coalizione sommano i voti tra loro, quindi vince la coalizione che ha la somma dei voti più alta. In questo caso se i provenienti da alleanza nazionale volessero fare una loro formazione politica avremmo dei vantaggi poiché credo che i voti di due formazioni possano superare con la loro somma il voto ad una sola formazione.
Il Pdl si chiamerà ancora così alle prossime elezioni? Stiamo valutando anche questo, perché se i membri di AN costituissero una loro formazione politica allora cadrebbe il loro veto affinchè il Popolo della Libertà potesse cambiare il nome. Popolo della libertà non è un nome brutto anzi è un nome bellissimo formato da due parole bellissime: popolo e libertà. Il male è che si parla di Pdl, si usa l’acronimo, che non trasmette nessuna emozione.
È possibile che sottoporremo alla nostra direzione nazionale la possibilità di cambiare nome o di mantenere il Popolo della Libertà e di presentarci alle elezioni con un simbolo diverso che potrebbe anche essere il glorioso simbolo di Forza Italia, che riporta tutti noi alle origini e alla nostra discesa in campo nel ’94.
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