Da un'indagine di Compuware, società leader nella fornitura di software e servizi, è emerso che oltre la metà (52%) dei dirigenti IT intervistati ritiene che vi sia il 50% o più di possibilità che nei deployment delle applicazioni si verifichino problemi quando entrano in produzione. Questa mancanza di fiducia nelle prestazioni applicative può essere dovuta al fatto che il 56% delle aziende interpellate non dispone di metodologie formali di gestione delle prestazioni e che una su tre (33%) ammette di essere poco o per nulla efficiente nel minimizzare i difetti delle prestazioni.
Michael Allen, Global Director, Performance Solutions di Compuware ha dichiarato: "La questione di come migliorare le prestazioni applicative non è nuova e sembra difficile credere che le organizzazioni stiano ancora adottando un tale approccio disinteressato, anche quando è chiaro che ne derivano problematiche a livello di prestazioni su vasta scala. I dirigenti IT devono affrontare questo problema e individuare best practice che servano da punto di riferimento per le azioni da intraprendere, al fine di garantire che le prestazioni applicative siano gestite in modo coerente e proattivo".
Essendo quindi così limitato il numero di organizzazioni che adottano un approccio strategico alla gestione delle prestazioni, il 54% degli intervistati ha riferito di imbattersi in problemi prestazionali imprevisti almeno per uno su cinque deployment (20%). L'impatto di queste problematiche è di vasta portata, la più diffusa delle quali è la distribuzione tardiva delle applicazioni per almeno due terzi degli intervistati (66%). Altri problemi comuni durante il deployment delle applicazioni comprendono incapacità di soddisfare gli standard prestazionali delineati negli SLA (Service Level Agreement) (60%), applicazioni che superano il budget (49%), incapacità di soddisfare le aspettative degli utenti finali (39%) ed effetti negativi sui sistemi e sui servizi esistenti (29%) a seguito del deployment.
Questi tipi di problemi hanno implicazioni per l'azienda, sia immediate che a lungo termine. Per esempio, quando vengono compromesse le prestazioni, si verifica una perdita di produttività dei dipendenti, come indicato dal 60% degli intervistati. Anche la soddisfazione dei clienti risulta compromessa secondo il 78% degli intervistati, mentre il 22% ritiene che questi fattori potrebbero portare a una riduzione del fatturato. Queste non sono le uniche circostanze in cui le prestazioni applicative inadeguate compromettono la redditività dell'azienda: secondo il 56% degli intervistati, infatti, quando si verifica un problema, è molto probabile che vengano compromessi anche i livelli di servizio delle applicazioni esistenti, con un conseguente impatto negativo sui processi aziendali, mentre il 47% rivela che, a causa di aggiornamenti hardware non pianificati, si devono sostenere costi aggiuntivi.
"Le implicazioni aziendali descritte dagli intervistati non sono del tutto inaspettate, considerato l'approccio adottato attualmente verso le prestazioni applicative. Non solo le organizzazioni non dispongono dei processi appropriati, ma nel 44% dei casi non riconoscono nemmeno la creazione di profili prestazionali come una fase critica del proprio ciclo di sviluppo applicativo", ha aggiunto Allen. "Questo aspetto rappresenta un grave problema, poiché la creazione di profili consente di comprendere in che modo si comporterà l'applicazione nell'ambiente di produzione".
Solo il 29% delle organizzazioni interpellate coinvolge l'intero reparto IT nella gestione delle prestazioni, riconoscendo il ruolo e l'importanza di ognuna delle diverse aree, ovvero attività operative, sviluppo e test, nella gestione continua delle prestazioni applicative. Il resto degli interpellati assegna questa responsabilità solo a uno dei team incaricati, anziché condividerla tra tutti. "Le prestazioni applicative hanno un impatto critico e diretto sulle attività operative delle aziende, pertanto la responsabilità deve essere attribuita all'intero reparto IT, anziché a singole aree", ha concluso Allen.
Inoltre, il 71% degli intervistati ha ammesso di fare affidamento sulle segnalazioni degli utenti finali all'help-desk dell'azienda per essere informati degli eventuali problemi che si sono manifestati. Ciò significa che le organizzazioni affrontano i problemi solo quando si sono già verificati, anziché identificarli proattivamente e risolverli prima che siano notati dagli utenti finali.
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