Il pneumatico è all’origine del 20 % dei consumi energetici di un’automobile ed ha, di conseguenza, un impatto significativo sulla quantità di gas di scarico emessi. La sfida? Conciliare libertà, sviluppo e rispetto del pianeta. Per Michelin, la strada è già tracciata da anni: si tratta di perseguire la mobilità sostenibile, la « miglior mobilità, non la « maggior mobilità ». Il trasporto dei beni e delle persone è indispensabile alla società e allo sviluppo dell’economia, tutto sta nel trovare il modo di trasportare meglio, di spostarsi meglio. Come partecipa Michelin a questo dibattito planetario da cui dipende la vita delle generazioni future ? Risposta ovvia visto che il Gruppo Michelin è il primo produttore mondiale di pneumatici. Ci sono però pneumatici e pneumatici; i pneumatici « verdi » rispondono a queste esigenze, offrendo una maggiore efficacia energetica.
Senza nulla togliere alla sicurezza, Michelin migliora costantemente le prestazioni dei suoi pneumatici, in materia di resistenza al rotolamento (cioè l’energia assorbita dal pneumatico a causa delle deformazioni che subisce durante la guida), di prolungamento della sua durata e di riduzione del rumore generato dal contatto tra il pneumatico ed il terreno. Questi tre criteri hanno un’importanza fondamentale nell’impatto ambientale dell’utilizzo dei pneumatici.
Il pneumatico « verde » non è… verde !
Lanciato da Michelin nel 1992, è un pneumatico a bassa resistenza al rotolamento, circa il 30 % in meno rispetto a quella di un pneumatico standard. L’ultimo nato di questi pneumatici « verdi », il Michelin Energy della terza generazione, è stato lanciato nel 2003. La durata chilometrica del Michelin Energy è del 20 - 40 % superiore a quella dei suoi principali concorrenti, il che significa meno pneumatici consumati e quindi meno pneumatici da riciclare. Se si aggiunge il prolungamento della durata di vita del Michelin Energy e il miglioramento della resistenza al rotolamento, l’impatto ambientale di questo pneumatico si riduce del 30 % rispetto ad alcuni modelli della concorrenza. Con queste prestazioni, 2 pneumatici ogni 4 acquistati vengono ripagati dopo 45 000 chilometri.
Ridurre i consumi di carburante
Il parco automobilistico mondiale comprende, attualmente, 800 milioni di veicoli. Tra 25 anni, questo numero sarà addirittura raddoppiato. Una prospettiva impressionante che rivela come la conservazione delle risorse energetiche e dell’ambiente siano più che mai, una necessità. Michelin, ha fatto della problematica energetica un’autentica priorità, una pietra angolare dell’attività di Ricerca e Sviluppo del Gruppo.
« Dimezzeremo la resistenza al rotolamento, ha precisato, al Salone di Ginevra che si è svolto nel febbraio 2006, Didier Miraton, il direttore della Ricerca di Michelin. Nella nostra azienda scommettiamo che, nel 2030, i veicoli equipaggiati con i nostri pneumatici non consumeranno un litro di benzina in più di quanto ne consumino oggi, anche se per quella data il numero di automobilisti sarà raddoppiato. E’ la nostra scommessa. E’ la nostra sfida ». I pneumatici giocano un ruolo capitale nel bilancio energetico di un veicolo; sono responsabili del 20% dei consumi di carburante. In altre parole, un pieno di carburante su 5 viene « consumato » a causa della resistenza al rotolamento dei pneumatici. In un’immagine visiva, la resistenza al rotolamento equivale allo sforzo che compiuto da un veicolo che percorre costantemente una salita con pendenza dell’1 %. Ridurre questa pendenza fittizia è la sfida della riduzione della resistenza al rotolamento, che comporta riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni di CO2.
Alcune cifre per illustrare l’importanza della resistenza al rotolamento.
Il primo pneumatico « verde » è il pneumatico Energy, lanciato nel 1992; una delle sue caratteristiche è quella di avere sostituito, nei pneumatici vettura, il nerofumo con la silice, migliorando così la resistenza al rotolamento (meno 30 % per un pneumatico Michelin Energy della terza generazione rispetto a un pneumatico standard) conservando le prestazioni di aderenza, soprattutto su suolo bagnato, e la resistenza all’usura.
Se tutto il parco automobilistico e quello dei mezzi pesanti fosse equipaggiato con pneumatici verdi Michelin: - il risparmio annuo di carburante sarebbe di circa 4,5 miliardi di litri di gasolio e di 1,5 miliardi di litri di benzina; - le emissioni annue di CO2 diminuirebbero di 15 milioni di tonnellate, l’equivalente di quanto assorbono 600 milioni di alberi ogni anno.
Con un coefficiente di resistenza al rotolamento dell’ordine di 9 kg/tonnellata (rispetto ai 25 kg/t dei primi pneumatici d’inizio secolo), il pneumatico Michelin Energy si impone come punto di riferimento del mercato. La leadership tecnologica del Gruppo nel campo della riduzione della resistenza al rotolamento è l’impegno concreto del produttore a favore di una mobilità sostenibile.
Creazione di un indice di efficacia energetica applicabile ai pneumatici.
La resistenza al rotolamento di due pneumatici di dimensioni uguali e sottoposti a un utilizzo analogo può variare di oltre il 50 %. Per consentire all’utilizzatore una scelta più oculata al momento dell’acquisto, Michelin, è favorevole all’introduzione di un sistema che fornisca informazioni sul livello di resistenza al rotolamento, tradotta in termini di consumo di carburante del veicolo.
Altre iniziative potrebbero favorire lo sviluppo dei pneumatici a bassa resistenza al rotolamento quali: • la definizione mediante un regolamento europeo, di valori massimi di resistenza al rotolamento, in modo da ritirare dal mercato i pneumatici meno efficaci. • l'assegnazione di un "bonus" ai costruttori di automobili che privilegiano l’adozione, sulle loro vetture, di pneumatici a bassa resistenza al rotolamento. • il miglioramento della qualità di controllo della pressione di gonfiaggio: oltre ai problemi di sicurezza, un pneumatico sgonfio aumenta sensibilmente il consumo di carburante.
Aumentare la durata di vita dei pneumatici
Più durano i pneumatici e minore sarà il numero di pneumatici usati da eliminare alla fine del loro ciclo di vita, permettendo altresì di ridurre la quantità totale di materie prime utilizzate per la produzione dei pneumatici. MICHELIN Primacy HP, ad esempio, può durare una volta e mezzo di più dei suoi diretti concorrenti, pur mantenendo la sicurezza ai massimi livelli fino all’ultimo chilometro. All’origine di questo risultato tre grandi innovazioni: • il metodo di progettazione che ha lavorato contemporaneamente sui tre fattori fondamentali dell’equilibrio del pneumatico: Architettura, Scultura e Materiali. • L’associazione di un’architettura che si deforma facilmente per consentire il contratto con la strada alla maggiore superficie possibile, che si abbina ad una scultura di un’estrema rigidità affinché ciascun millimetro quadrato di superficie lavori al suo massimo livello. • I materiali del battistrada sono composti da un’esclusiva combinazione ottenuta grazie alla tecnologia esclusiva di preparazione delle mescole MICHELIN.
Tutto ciò genera un’usura perfettamente regolare, condizione preliminare per la longevità del pneumatico e la conservazione delle sue prestazioni .
Ridurre l’inquinamento acustico
Negli ultimi 20 anni, il rumore emesso dai veicoli è notevolmente diminuito, in media di 4 dB(A) Michelin, grazie a test specifici effettuati su veicoli di prova dotati di sensori è tra i protagonisti di questa rivoluzione nell’ambito della riduzione del rumore di contatto tra il pneumatico e la strada che costituisce, sul totale del rumore esterno emesso dai veicoli, il 30 % per un’auto che viaggia a 30 km/h in seconda, il 50 % a 50 km/h in terza e circa il 90 % in autostrada, a 130 km/h. Di recente il rumore di contatto pneumatico/strada è stato oggetto di una direttiva europea (2001/43/CE).
Ridurre l’impatto ambientale dei pneumatici, vuol dire anche……promuovere la corretta pressione dei pneumatici. Senza considerare gli aspetti relativi alla sicurezza, un pneumatico sgonfio comporta l’alterazione della superficie di contatto, la diminuzione dell’aderenza ed un’usura precoce, l’aumento della resistenza al rotolamento ed il conseguente aumento dei consumi e delle emissioni di CO2. …valorizzare i Pneumatici Usati Non Riutilizzabili (PUNR). Ogni anno vengono venduti più di un miliardo di pneumatici, che alla fine si traducono in altrettanti pneumatici non riutilizzabili che devono essere trattati. Le legislazioni di numerosi paesi spingono i protagonisti del settore ad organizzarsi per creare delle filiere logistiche ed economiche che permettano di eliminare i PUNR. Grazie alla sua attività in questo campo, Michelin detiene la leadership nella creazione di queste filiere.
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