Quando nel 2011 Audi Sport iniziò a progettare la R18 TDI per Le Mans gli ingegneri avevano già in mente un sistema di trazione elettrica, senza dimenticare il fatto che i nuovi gruppi propulsori, più piccoli, avrebbero subito un ulteriore taglio dal regolamento, dopo la prima stagione. Nel progetto “R18” la Audi Sport ha puntato sin dall'inizio su un 3.7 V6 TDI, dalla struttura innovativa e dotato di turbocompressore singolo. Ed è proprio questo che fa la differenza: il motore è molto compatto e contribuisce a compensare il peso in più rappresentato dal sistema ibrido.
Grazie al principio di efficienza generale e nonostante le ultime restrizioni dell'Automobile Club de l’Ouest (ACO), la Audi Sport può contare ancora su 375 kW (510 CV) di potenza e oltre 850 Nm di coppia massima del propulsore.
Al primo colpo d'occhio la R18 ultra non sembra molto diversa dalla R18 TDI che l'anno scorso ha trionfato a Le Mans. Tuttavia gli ingegneri della Audi Sport, sotto la guida del Direttore Tecnico Martin Mühlmeier, hanno fatto un ottimo lavoro, senza tralasciare un solo elemento della vettura. Il risultato è un prototipo di LMP1 assolutamente nuovo, dotato di una monoscocca modificata, in fibra di carbonio, che colpisce proprio per la tipologia di struttura.
“Per compensare il peso ha giocato un ruolo chiave la struttura leggera dell'intera vettura”, afferma Christopher Reinke, Responsabile del progetto tecnico LMP di Audi Sport. “Per questo abbiamo continuato sulla strada della struttura ultraleggera, senza dimenticare, naturalmente, l'aspetto della sicurezza e dell'affidabilità. E ciò vale sia per la monoscocca, sia per motore, cambio e tutti gli altri componenti”.
Il motore V6 TDI è stato completamente rielaborato in quasi tutti i componenti e adeguato alle nuove regole che puntavano a una riduzione della potenza di circa il 7%, utilizzando una flangia all’aspirazione più piccola (45,8 invece che 47,4 mm di diametro) e riducendo la pressione di sovralimentazione massima da 3,0 a 2,8 bar. È stato ridotto anche il volume del serbatoio: da 65 a 60 litri, o addirittura 58 per l'ibrido Diesel.
“Dovevamo compensare tutti questi fattori rielaborando il processo di combustione e ottimizzando la ricarica e devo dire che il risultato ci soddisfa pienamente”, afferma Ulrich Baretzky, Responsabile dello sviluppo motori in Audi Sport. “Inoltre siamo riusciti a ridurre enormemente il peso, tanto che attualmente il nostro 3.7 V6 TDI è più leggero del 3.6 V8 TFSI di dieci anni fa, e con prestazioni del motore pressoché identiche, ma una coppia decisamente superiore e consumi sensibilmente inferiori.
Non c'è che dire: un notevole passo avanti, soprattutto se si pensa che i motori Diesel vengono spesso considerati pesanti a causa della necessaria robustezza dei singoli componenti sottoposti a elevate sollecitazioni. Ciò dimostra ancora una volta la competenza tecnica Audi”.
Una vera e propria innovazione riguarda l'ambito della trasmissione: per la R18 è stato sviluppato un nuovo cambio con struttura in fibra di carbonio CFK, una novità assoluta nelle gare sulla lunga distanza. Ma le novità riguardano anche il telaio, ovvero l'utilizzo di materiali innovativi e di processi di produzione che mirano a ridurre il peso delle vetture. Completamente nuovo è lo sterzo elettromeccanico che offre al pilota precisione ancora maggiore.
L'aerodinamica, migliorata notevolmente già nel 2011, è stata adeguata al nuovo regolamento che prescrive delle aperture sopra i passaruota. È stata ridotta ulteriormente anche la resistenza aerodinamica, nonostante i componenti ibridi del capitolato richiedessero una maggiore dissipazione del calore. La visuale è stata migliorata grazie a un'ottimizzazione dei dettagli per quanto riguarda la pulizia cristalli e il campo luminoso dei fari in tecnologia LED.
La trazione ibrida ha comportato un frontale leggermente più lungo che però ha anche effetti positivi sull'equilibrio generale della vettura gemella a trazione posteriore; quest'ultima rende onore alla denominazione “R18 ultra”, essendo il prototipo più leggero in assoluto mai costruito da Audi Sport per Le Mans. In virtù del diverso frontale, gli ingegneri hanno potuto posizionare un carico maggiore in modo mirato, anche se entrambe le vetture, alla fine, presentano lo stesso peso complessivo, ovvero quello prescritto dal regolamento per le auto LMP1, di 900 kg.
“La nuova R18 ultra è una vera e propria evoluzione della campionessa di Le Mans dell'anno scorso”, è questo il bilancio del Responsabile Audi Motorsport Wolfgang Ullrich. “I nostri piloti hanno avuto fin da subito un'impressione molto positiva. Senza l'ottimizzazione del peso della R18 ultra non saremmo stati in grado di realizzare la R18 e-tron quattro; un'auto che, a prescindere dal sistema ibrido, presenta la stessa identica struttura”.
Da quest’anno Audi Sport ha cambiato anche il modo di battezzare i propri prototipi e progetti: tutte le auto sportive chiuse di classe LMP1 future avranno infatti la denominazione “R18”. In questo modo Audi Sport continuerà la serie, senza cambiare il nome di una vettura in base all’evoluzione.
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