Campionato Italiano Motociclismo Velocità 2006, ultima prova

Il ventunenne pesarese Luca Verdini (Aprilia – RCGM) nella 125 GP, il ventitreenne aretino Luca Scassa (MV Agusta) nella Superstock 1000, il ventunenne...

Il ventunenne pesarese Luca Verdini (Aprilia – RCGM) nella 125 GP, il ventitreenne aretino Luca Scassa (MV Agusta) nella Superstock 1000, il ventunenne riminese Massimo Roccoli (Yamaha – Team Italia) nella 600 Super Sport e il trentenne bresciano Marco Borciani (Ducati – Sterilgarda Berik) sono i nuovi campioni italiani di motociclismo velocità. Per tutti e quattro si tratta del primo titolo tricolore della carriera. I titoli sono stati assegnati in una bella giornata di sole ad Imola, al termine della sesta prova del campionato 2006. La gare sono state vinte da Lorenzo Baroni (Aprilia – RCGM), 125 GP; Claudio Corti (Yamaha – Team Italia), Superstock; Gianluca Vizziello (Yamaha – Team Italia), 600 Super Sport, e dallo spagnolo Ruben Xaus (Ducati – Sterilgarda Berik).

Luca Scassa riporta la MV Agusta ai vertici nazionali 33 anni dopo il titolo conquistato da Giacomo Agostini (1973 – classe 500). Il grande campione bergamasco fu nuovamente tricolore della mezzolitro nel ’77 ma in quell’anno utilizzò sia la MV sia la Yamaha.

Il torneo della 125 GP Marvic si era già deciso in occasione della 5.a e penultima prova, con il marchigiano Luca Verdini matematicamente campione. La gara di Imola è stata vinta da Lorenzo Baroni (Aprilia – RCGM), 16 anni, di Ravenna, rientrato nel giro tricolore dopo il debutto iridato. Dopo una sfuriata iniziale di Simone Sancioni, anch’egli componente della squadra romagnola, Baroni (partito dalla pole position) è passato decisamente al comando ed ha allungato il passo sugli inseguitori. Arrivo in parata per l’Aprilia – RCGM con Baroni che ha preceduto Sancioni e Verdini. In campionato Verdini chiude a quota 126 contro i 90 di Sancioni che in extremis soffia il secondo posto a Roberto Lacalendola (p. 77), impegnato nel motomondiale.

Nella Superstock Fast by Ferracci Scassa, già velocissimo in prova, ha preso il comando delle operazioni al 3° giro rilevando la prima posizione di Ivan Goi (Suzuki – Goi) ed ha subito messo un margine rassicurante tra sé e Claudio Corti (Yamaha – Team Italia), suo diretto avversario nella rincorsa al titolo. Solo nel finale il diciannovenne comasco ha cambiato decisamente andatura ed ha raggiunto Scassa che, a sua volta, non ha voluto correre rischi e si è accontentato della piazza d’onore che vuol dire titolo italiano; terzo il milanese Maurizio Prattichizzo (Kawasaki – Papamoto). In classifica Scassa chiude a quota 123; seguono Corti (115) e Prattichizzo (87).

Raffica di emozioni dalla 600 Super Sport motociv.com: a Roccoli (Yamaha – Team Italia) sarebbe bastato un decimo posto tranquillo per fare suo il titolo che invece è arrivato proprio grazie a questo piazzamento ma al termine di una gara dall’andamento imprevedibile. Il riminese, partito dalla pole position, ha subito ingaggiato un duello estremamente tirato con il compagno di squadra Gianluca Vizziello, unico ancora in grado di lottare per il casco tricolore, e con Alessandro Antonello (Kawasaki – DNA). Poi, al 9° di 12 giri, il colpo di scena: dopo un’involontaria collisione alla variante alta con Antonello, Roccoli si trova con la leva del freno anteriore spostata alla velocissima staccata della Rivazza. Il riminese va lunghissimo e adagia la sua R6 sulla ghiaia, la rialza e riparte ma è solo 13° ad oltre 10 secondi dal decimo posto, l’ultimo utile. Da quel momento il neo – campione si impegna in una rimonta forsennata durante la quale stabilisce anche il giro record e, proprio nella tornata finale, agguanta il sospirato decimo posto e con esso i 6 punti che lo mettono al riparo da sorprese. Inutile dunque, ai fini della classifica, la vittoria di Vizziello che paga pesantemente lo zero di Vallelunga e, pur con tre successi, rimane ad una lunghezza da Roccoli. Terzo gradino del podio meritatissimo per l’umbro Camillo Mariottini (Honda – Googhy). Classifica finale: Roccoli 116 punti, Vizziello 115, Migliorati 85.

Dopo alcuni “assalti” andati a vuoto, il trentenne bresciano Marco Borciani (Ducati – Sterilgarda Berik) è riuscito finalmente a vincere il titolo italiano della Superbike PBR – EK. Borciani ha ribaltato una situazione di classifica che lo vedeva in ritardo di quattro punti rispetto al ventiduenne marchigiano Alessandro Polita (Suzuki – Celani). Polita si è però presentato all’appuntamento finale in condizioni fortemente menomate a causa di una frattura al polso sinistro e non è riuscito ad andare oltre un 10° posto quasi “eroico”. La gara è stata vinta dal ventottenne spagnolo Ruben Xaus, compagno di squadra di Borciani, partito dalla pole position, ed è vissuta essenzialmente della supremazia dei due piloti della Ducati. Dopo il guizzo iniziale di Conforti (Ducati – Guandalini), il neo – campione si è sempre mantenuto a ridosso delle primissime posizioni, poi ha subito un imprevisto attacco da parte di Gramigni (Yamaha – 391) ma ha reagito ponendosi come unico punto di riferimento il suo compagno. In tal modo, potendo contare su eccellenti pneumatici Pirelli, è addirittura passato a condurre e poi, nel finale ha evitato di correre rischi inutili. Così sul podio sono saliti nell’ordine Xaus, Borciani ed il campione uscente Brignola (Ducati – Guandalini) che ha guadagnato un posizione proprio all’ultimo giro per una caduta di Conforti. Classifica finale: Borciani 105, Polita 92, Alfonsi 79.

Ultimo appuntamento con il CIV 2006 il 24 novembre a Rimini per la premiazione dei campioni.

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